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La politica degli armamenti al servizio del sistema Paese

 

Il potenziale difensivo e di sicurezza di una nazione dipende non solo dalle capacità operative delle sue forze armate ma, in misura significativa, anche dal livello tecnologico, dalle capacità produttive, dalla credibilità e dall'autonomia della sua industria per la difesa. È per questo motivo che, fra le diverse attribuzioni assegnate al SGD/DNA dalla Legge 25/1997, assume un rilievo particolare la politica degli armamenti.

Tale politica ha per oggetto la definizione e l'indirizzo delle attività di studio, ricerca e sviluppo, acquisizione e produzione (anche in un contesto di cooperazione internazionale) finalizzate a dotare le Forze Armate dei mezzi e materiali necessari per svolgere la loro missione, e s'inquadra nell'insieme delle azioni che il "sistema Paese" pone in atto sia per far fronte alle esigenze di sicurezza, sia per contribuire alla salvaguardia e allo sviluppo delle conoscenze e delle capacità produttive dell'industria nazionale.

Tenuto conto della valenza dei programmi della Difesa (spesso trainanti sotto il profilo tecnologico) per l'intero Paese e delle ampie possibilità di applicazione duale delle conoscenze e delle capacità acquisite nell'ambito di tali programmi, il loro sviluppo viene sostenuto nell'ambito della legislazione vigente (in particolare le Leggi 808/1985, 237/1993, 266/1997, 140/1999 e 89/2005) anche attraverso risorse messe a disposizione da altri Dicasteri, in particolare il Ministero per lo Sviluppo Economico.

La politica degli armamenti riguarda direttamente, oltre ad aspetti di carattere "interno" (sicurezza nazionale, crescita industriale, sviluppo economico, sostegno alle esportazioni), anche le relazioni internazionali, in quanto contribuisce ad affermare il ruolo dell'Italia quale partner influente e credibile sia nel quadro della politica di sicurezza globale, sia nelle cooperazioni bi- e multilaterali in materia di ricerca, sviluppo e produzione dei materiali d'armamento, armonizzazione dei requisiti operativi, standardizzazione delle regole per il procurement e l'esportazione e apertura dei mercati.

Il compito di armonizzare gli obiettivi della Difesa con quelli di sviluppo e produzione dell'industria nazionale spetta al SGD/DNA, che si avvale in particolare del supporto del III Reparto (Politica degli Armamenti) per elaborare, coerentemente con le direttive ricevute dall'Autorità Politica, la "policy" del settore recependo, analizzando e mediando le diverse esigenze che provengono dalle Istituzioni competenti in materia, sia sul piano nazionale (Presidenza del Consiglio, Ministeri della Difesa, degli Esteri, dell'Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Economico, dell'Università e Ricerca) che su quello internazionale (UE, NATO e le varie organizzazioni - EDA, OCCAR e LoI-FA - che si occupano di programmi e materiali d'armamento).

Al fine di rendere la struttura del III Reparto più aderente alle nuove esigenze, aumentando i collegamenti trasversali fra la funzione comune di indirizzo e quelle di coordinamento tra le diverse Agenzie/Organizzazioni e aree geografiche (in pratica, tutti i paesi del mondo con cui l'Italia ha stabilito o intende attivare degli MoU o delle cooperazioni) di cui si occupano i suoi sei Uffici, è stato finalizzato nel corso del 2007 un progetto di riorganizzazione, a titolo sperimentale, in attesa che lo stesso provvedimento venga recepito nel Decreto Ministeriale di struttura del SGD/DNA, conseguente all'approvando D.P.R. "Regolamento di organizzazione del Ministero della Difesa" attuativo dell'articolo 1, commi da 404 e 416 e 897 della legge 27 dicembre 2006, n. 216 (Legge Finanziaria 2007).

Tale riorganizzazione, basata su un'ottimizzazione della struttura e dell'impiego delle risorse umane già esistenti nell'ambito del Reparto, tiene conto in particolare della necessità di gestire i rapporti con realtà europee quali EDA, OCCAR ed LoI e dell'opportunità di concentrare in un unico Ufficio la trattazione di tutti gli MoU (che presentano rilevanti parti comuni), mentre la gestione delle cooperazioni internazionali con i diversi Paesi/gruppi di Paesi è stata suddivisa sulla base di criteri politici-geografici tra due Uffici, a ciascuna delle cui Sezioni fanno mediamente capo una decina di Addetti Militari italiani presso le varie Ambasciate.

Il ricorso alla collaborazione internazionale è una scelta che si pone con frequenza sempre maggiore per un numero crescente di paesi al fine di rendere sostenibili gli oneri di sviluppo e produzione di sistemi sempre più complessi e, di conseguenza, costosi. Al IV Reparto (Programmi di Armamento) è affidato il compito di assicurare all'Italia adeguate opportunità nell'ambito della cooperazione internazionale nel settore dei materiali d'armamento, contribuendo all'elaborazione e alla definizione degli accordi che fissano le regole e i modi in base ai quali i Paesi interessati ai singoli programmi partecipano alle fasi di studio, sviluppo, industrializzazione e produzione.

Oltre a coordinare e supervisionare i programmi di cooperazione internazionale, il IV Reparto segue anche i progetti più significativi delle Forze Armate in ambito nazionale, come "Forza NEC" e il JSF, per i quali sono stati approvati e sono in via di costituzione due appositi Uffici di Programma, che si affiancano a quello già attivo per COSMO-SkyMed. Tra la cinquantina di programmi maggiori di cui si occupa il IV Reparto, nel corso dell'anno hanno tagliato traguardi importanti il PzH 2000 con la consegna, il 28 maggio, del primo semovente prodotto in Italia, COSMO-SkyMed col lancio del primo satellite della costellazione, avvenuto l'8 giugno da Vandenberg, California, seguito dal secondo a dicembre, "Orizzonte" col varo, il 23 ottobre, del Caio Duilio, ultima delle due unità previste per l'Italia, il C-27J con la consegna del primo velivolo all'Aeronautica Militare (11 gennaio) e la successiva vittoria (13 giugno) nella gara per il Joint Cargo Aircraft delle forze armate americane, che ha portato a un primo ordine per 78 esemplari.

Per quanto riguarda il programma Eurofighter si è praticamente conclusa la consegna del primo lotto dei velivoli EF 2000 sull' aeroporto di  Grosseto, mentre il 1°ottobre il primo Typhoon assegnato al XII Gruppo del 36° Stormo è atterrato sull'aeroporto militare di Gioia del Colle. Per il programma JSF il  7 febbraio 2007 l'Italia ha firmato l'MoU relativo alla fase PSFD, che si estenderà su un arco di 45 anni, mentre in ottobre è stato avviato lo studio per la realizzazione dell'infrastruttura per le attività FACO (Final Assembly and CheckOut) in Italia.
Il 7 febbraio 2007 AgustaWestland e Boeing hanno sottoscritto un Memorandum d'intesa per la produzione congiunta della prossima generazione di elicotteri da trasporto logistico Chinook per l'Esercito Italiano e per altri futuri progetti di velivoli a decollo verticale. Il 12 giugno è stato annunciato ufficialmente al Salone di Le Bourget il completamento della fase di fattibilità e l'inizio di quella di definizione del programma NEURON, del valore di 130 milioni di euro. Altri eventi significativi dell'anno sono stati la firma del MoU trilaterale (Italia-Francia-Germania) per il supporto in servizio dei siluri MU90, l'avvio con la Francia di una duplice cooperazione nel settore delle comunicazioni satellitari (programmi SICRAL 2 e ATHENA-FIDUS) e la positiva conclusione, in settembre, della dimostrazione operativa delle capacità del SOSTAR-X, il radar aeroportato ad antenna attiva sviluppato per soddisfare i requisiti del programma AGS della NATO.

Nell'ambito della politica degli armamenti il Segretario Generale della Difesa/DNA è anche responsabile dell'indirizzo e del coordinamento della ricerca tecnologica, assicurando la definizione e la gestione del Piano Nazionale di Ricerca Militare (PNRM) e rappresentando l'Italia in ambito internazionale (soprattutto UE e NATO) con l'obiettivo di favorire la cooperazione nel campo della ricerca. Tale funzione,  che fa capo al V Reparto (Ricerca Tecnologica), viene trattata in dettaglio nel quarto capitolo.

Per quanto riguarda le organizzazioni europee lo Steering Board dell'EDA, riunito in maggio a  Bruxelles a livello Ministri della Difesa, ha approvato il lancio dell'iniziativa EDTIB (European Defence Technological and Industrial Base) volta a sviluppare  la competitività e la collaborazione su base transnazionale, mentre in settembre è stato approvato il Codice di Condotta relativo all'EDTEB (European Defence Test and Evaluation Base) che, a partire dal 1° gennaio 2008, dovrà portare a una razionalizzazione degli investimenti nelle infrastrutture di prova e valutazione, con l'obiettivo di evitare duplicazioni e favorire la condivisione delle risorse esistenti. Un rapporto emesso a fine settembre ha infine evidenziato i frutti del primo anno di applicazione del Codice di Condotta (CoC) sul procurement della difesa, al quale hanno aderito sinora 23 paesi inclusa l'Italia, che ha portato a pubblicizzare sull'Electronic Bulletin Board dell'Agenzia oltre 220 opportunità contrattuali per un valore di circa 10 miliardi di euro.

In ambito OCCAR si è assistito all'ampliamento dell'attività al supporto in servizio, con la firma dei contratti relativi all'elicottero Tigre e al radar Cobra. Per quanto riguarda i programmi di più diretto interesse dell'Italia, ovvero FSAF e FREMM, mentre si sta discutendo la possibilità di affidare all'OCCAR anche la gestione della fase di supporto in servizio del FSAF e di procedere alla contestuale integrazione del programma trinazionale PAAMS, che col segmento navale del FSAF presenta diversi elementi di comunalità. Per quanto riguarda FREMM, il 2007 ha visto il consolidamento della struttura gestionale e l'avvio delle prime attività contrattuali, comprendenti le design reviews relative ai sottosistemi piattaforma e di combattimento.


La LoI-FA (Letter of Intent-Framework Agreement), che riunisce i sei Paesi europei dotati delle industrie della difesa più sviluppate (Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svezia detengono da soli oltre l'80 % della produzione europea di beni e servizi nel settore), ha proseguito con i vari sottocomitati e gruppi di lavoro nell'attuazione dei compiti previsti nell'Implementing Arrangement. Più in dettaglio, nel corso del 2007:

  • il sottocomitato SC1 (sicurezza degli approvvigionamenti) ha finalizzato, congiuntamente all'omologo Gruppo di Lavoro formato dai rappresentanti delle industrie dei Paesi membri, il Codice di Condotta per la prioritizzazione degli approvvigionamenti, che sarà applicato nel caso uno dei Paesi aderenti all'Accordo sia in situazione di crisi/emergenza/conflitto armato. Tale Codice verrà sottoscritto, su base volontaria, dalle aziende che operano nel settore della difesa;
  • il sottocomitato SC2 (procedure di trasferimento ed esportazione), dopo aver concluso i lavori relativi alla Global Project Licence (GPL), messa a punto allo scopo di semplificare gli scambi intra-LoI per i progetti in cooperazione, sta esaminando la possibilità di istituire una General Licence (GL) che agevoli lo scambio dei componenti di armi/sistemi d'arma tra i Paesi membri;
  • il sottocomitato SC3 (sicurezza dell'informazione) ha proseguito nella finalizzazione di documenti relativi a procedure e linee guida per lo scambio di informazioni classificate, occupandosi in  particolare dell'utilizzo di apparati crypto;
  • il gruppo dei Direttori della Ricerca (ricerca tecnologica) ha individuato aree di comune interesse tra le sei Nazioni e ha svolto, mediante team all'uopo costituiti, studi in tali aree;
  • il sottocomitato SC5 (trattamento dell'informazione tecnica) ha definito direttive e linee guida nel campo dello scambio delle informazioni protette da diritti di proprietà intellettuale (IPR);
  • il gruppo che si occupa dell'armonizzazione dei requisiti militari (HMR) ha studiato, sotto la supervisione di un Board, i requisiti militari di interesse dei partecipanti tramite la formazione di Cooperative Requirement Teams (CRT), alcuni dei quali hanno ultimato i propri studi con la pubblicazione di Common Staff Targets (CST).

Nell'ambito di una rivisitazione della LoI attualmente in corso, e in considerazione del peso che i sei Paesi aderenti rivestono in ambito europeo, l'attività della comunità LoI dovrebbe muoversi in futuro verso due direttrici:

  • assumere il ruolo di "forum strategico" per discutere e coordinare le posizioni delle sei Nazioni LoI nel contesto del mercato della difesa, nell'ambito della copertura giuridica garantita dall'Accordo Quadro che è, a tutti gli effetti, un trattato internazionale;
  • costruire un'area comune di scambio per i componenti militari che consenta una maggiore integrazione e specializzazione delle industrie della difesa dei sei Paesi aderenti. Questo tema non rientra tra le competenze dell'EDA e l'unica altra iniziativa in corso è quella avviata dalla Commissione Europea che però, anche se fosse coronata da successo, dovrebbe essere considerata complementare rispetto a quella più avanzata avviata in ambito LoI.

Di grande importanza, in relazione all'interesse dell'industria della difesa per il mercato nord americano (che per dimensioni e risorse è il più importante del mondo) sono i rapporti bilaterali fra Italia e Stati Uniti. In questo contesto, e nella prospettiva di un'ulteriore intensificazione della collaborazione fra i due Paesi (grazie a programmi quali, ad esempio, il JSF e il MEADS), SGD/DNA ha continuato nei "Globalisation Talks" in vista della piena applicazione della Declaration of Principles (DoP). Sottoscritta nel novembre 2004 dai Ministri della Difesa di Italia e Stati Uniti, la DoP stabilisce le linee guida utili a promuovere e facilitare la cooperazione bilaterale grazie ad accordi in materia di armonizzazione dei requisiti militari, garanzia della sicurezza delle informazioni e degli approvvigionamenti, tutela della proprietà intellettuale e miglioramento delle condizioni per l'esportazione e della cooperazione nell'ambito della ricerca.

L'implementazione della DoP, ponendo l'industria italiana in una condizione privilegiata nei confronti degli interlocutori statunitensi, potrà avere ricadute positive per la nostra presenza su quel mercato, contribuendo al riequilibrio dell'interscambio di materiali di armamento e all'ulteriore consolidamento del legame transatlantico.


OCCAR
Creato nel 1996 allo scopo di favorire una politica comune nel campo degli armamenti, accrescere il grado di interoperabilità delle forze armate dei Paesi aderenti, favorire le economie di scala consentite da programmi di acquisizione comuni e gestire con maggiore efficacia lo sviluppo, produzione e supporto in servizio dei sistemi d'arma, l'OCCAR (Organisation Conjointe de Coopération en matière d'ARmement) comprende oggi sei paesi (Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna). Il massimo organo decisionale dell'Organizzazione è il Board of Supervisors, formato dai Ministri della Difesa dei Paesi aderenti, mentre la gestione e il coordinamento dei programmi sono affidati all'Executive Administration (EA), diretta dal Gen. Isp. Capo del Genio Aeronautico Nazzareno Cardinali. Il Central Office ha sede a Bonn, mentre le Divisioni di Programma (distribuite fra Bonn, Parigi e Tolosa) si occupano del velivolo da trasporto strategico A400M, delle fregate FREMM, dell'elicottero Tigre, del sistema radar di controbatteria COBRA, del veicolo da trasporto multiruolo Boxer e della famiglia di sistemi missilistici FSAF; il valore complessivo dei programmi gestiti è di oltre 40 miliardi di euro. L'esperienza accumulata e la crescita professionale hanno permesso all'OCCAR-EA di ampliare il campo delle proprie competenze al supporto in servizio (In-Service Support, ISS); a tal fine è stata lanciata un'iniziativa strategica che abbraccia diversi filoni di attività, inclusa la creazione di un "OCCAR ISS process model" e la definizione dei relativi parametri prestazionali.

LoI-FA
La Letter of Intent (LoI) è un'intesa sottoscritta il 6 luglio 1998 da Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna e Svezia allo scopo di favorire la ristrutturazione in senso transnazionale delle industrie della difesa, garantendo il sostegno governativo alle iniziative industriali attraverso la semplificazione e l'armonizzazione delle normative nazionali. Perfezionata dal Framework Agreement (FA) del 27 luglio 2000, la LoI si occupa di sei aree: sicurezza degli approvvigionamenti, procedure di esportazione, sicurezza delle informazioni, ricerca tecnologica, trattamento delle informazioni tecniche e armonizzazione dei requisiti militari. In ciascuna di queste opera un sottocomitato o gruppo di lavoro, sotto la supervisione di un Comitato Esecutivo la cui presidenza, di durata annuale, viene tenuta a rotazione da uno dei Paesi membri (dal 1° luglio 2008 sarà il turno dell'Italia). Il lavoro svolto fino ad oggi per la finalizzazione delle intese relative ai vari campi di applicazione dell'Accordo ha portato alla stesura di Direttive, Linee Guida e Codici di Comportamento che, su base volontaria, possono essere sottoscritti dalle industrie dei singoli paesi. In prospettiva l'applicazione dei contenuti del Framework Agreement consentirà di attuare anche per i materiali d'armamento condizioni di scambio intra-europee più vicine a quelle in vigore per gli altri beni soggetti a disciplina comunitaria, eliminando le disparità di trattamento dovute alle diverse legislazioni nazionali.

Agenzia Europea della Difesa
L'Agenzia Europea della Difesa (European Defense Agency, EDA) è stata costituita nel 2004 in ambito UE per migliorare le capacità europee in materia di gestione delle crisi e sostenere la politica comune di sicurezza e difesa (European Defense and Security Policy). In particolare all'EDA è affidato il compito di sviluppare le capacità di difesa comuni, promuovere la ricerca tecnologica a scopo militare e la cooperazione nel settore degli armamenti, favorire la creazione di un mercato europeo competitivo per i sistemi militari e rafforzare la relativa base industriale e tecnologica. L'Alto Rappresentante della UE, Javier Solana, è il Chairman dell'EDA e presiede lo Steering Board, composto dai Ministri della Difesa dei 26 Stati membri (tutte le Nazioni dell'Unione eccetto la Danimarca). L'Agenzia è diretta dal tedesco Alexander Weis, che il 1° ottobre 2007 ha sostituito nell'incarico di Executive Director il britannico Nick Whiteny, e si articola in cinque Direttorati (Capacità, Armamenti, Ricerca Tecnologica, Industria e Mercato e Servizi Generali), due dei quali diretti da italiani (i generali Carlo Magrassi, che a partire dal 1° gennaio 2008 assumerà l'incarico di Deputy Executive Director dell'EDA per le strategie, e Franco Baldi). Il primo importante obiettivo raggiunto dall'Agenzia è stato l'approvazione di un Codice di Condotta (cui i singoli Paesi aderiscono su base volontaria) in materia di procurement militare, operativo dal 1° luglio 2006, che punta ad agevolare la competizione transnazionale superando i vincoli protezionistici stabiliti dai vecchi trattati europei.


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Pagina pubblicata il 07-03-2011