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Bandiera distintiva del Ministro della Difesa
 

LA RICERCA TECNOLOGICA MILITARE

 

ALL'INSEGNA DELLA COOPERAZIONE

I programmi di ricerca tecnologica, coordinati dal V Reparto del SGD/DNA (che ne affida poi la gestione contrattuale alle Direzioni Generali ed Enti Tecnici competenti per materia, ovvero alle Agenzie internazionali nel cui ambito si sviluppa la cooperazione), hanno per obiettivo la crescita e la maturazione delle tecnologie necessarie ad assicurare la fattibilità dei futuri programmi di sviluppo di materiali d'armamento, sia in ambito nazionale che in chiave di cooperazione internazionale.

In rapporto alla scala TRL (Technology Readiness Level) di origine NASA, universalmente accettata per la classificazione delle attività nel settore della R&T, tali programmi si collocano in linea di massima tra i livelli TRL 3 (verifica della funzionalità analitica e sperimentale del concetto tecnologico e/o delle sue caratteristiche) e TRL 6 (realizzazione di un modello di sistema o sottosistema o di un dimostratore tecnologico in ambiente pertinente), e rappresentano l'indispensabile fase propedeutica all'allestimento di prototipi, alla loro sperimentazione e ll'industrializzazione in vista della produzione.

Una caratteristica comune a molte delle tecnologie che rientrano nell'area d'interesse del V Reparto è la dualità, vale a dire la possibilità di applicazione sia in campo civile che militare. Dualità che sempre più spesso, date la natura dei soggetti coinvolti nella ricerca (Università, Industria) e le dimensioni enormemente superiori del mercato civile (che consentono investimenti ben più elevati anche nella ricerca), oggi è all'origine di una "ricaduta" in senso opposto a quello tradizionale, ovvero dalle applicazioni civili a quelle militari.

Le stesse sinergie di cui è possibile beneficiare sul piano produttivo e applicativo possono essere sfruttate anche a monte, coordinando ed ottimizzando sin dalla fase di studio e ricerca l'impiego delle risorse civili e militari per attività finalizzate ad obiettivi complementari e condivisi. In parallelo, un'azione va sviluppata anche per sensibilizzare gli organi istituzionali circa l'importanza della ricerca, al fine di assicurare l'assegnazione di risorse adeguate.

In ambito nazionale questo obiettivo generale viene perseguito attraverso il monitoraggio delle iniziative e degli sviluppi in corso in materia di R&T, l'individuazione dei filoni di interesse per la Difesa e il coordinamento dei soggetti responsabili della ricerca (grandi, piccole e medie imprese, centri di eccellenza universitari, centri di ricerca pubblici e privati). Lo strumento principale attraverso il quale il V Reparto di SGD/DNA esprime la propria funzione di indirizzo e coordinamento è il Piano Nazionale della Ricerca Militare (PNRM - Istruzioni per l'uso), che rappresenta l'equivalente in ambito Difesa del Piano Nazionale della Ricerca (PNR), pilotato dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MIUR).
Un'azione analoga viene promossa dal V Reparto di SGD/DNA anche a livello internazionale, soprattutto europeo e NATO, nell'ambito delle principali organizzazioni che si occupano di ricerca. Fra queste vanno ricordate in particolare l'Agenzia Europea della Difesa (EDA), la LoI-FA, l'ETAP (European Technology Acquisition Programme), che raggruppa gli stessi Paesi firmatari della LoI in un'iniziativa rivolta allo sviluppo delle tecnologie aeronautiche e avioniche, e la NATO Research and Technology Organisation (RTO), creata nel 1998 con l'obiettivo di promuovere le attività di ricerca di interesse dell'Alleanza, assicurando una gestione coordinata a beneficio di tutti i paesi aderenti.

Dopo lo scioglimento del Western European Armaments Group (2005) e della WEAO Research Cell (2006), le attività di ricerca gestite in passato da tali organizzazioni sono transitate nell'ambito del "Direttorato" per la Ricerca Tecnologica dell'EDA, dove sono state raggruppate ed allocate in tre aree principali: IAP (Information, Acquisition & Processing), dove si concentra il "knowledge"; GEM (Guidance, Energy & Materials), riferibile alle capacità di "engagement"; ed ESM (Environment, Systems & Modelling), riferibile a sua volta alle capacità di "manoeuvre".

Al termine di un'indispensabile fase di transizione, in cui l'EDA ha sostanzialmente assicurato la continuità dei contratti pluriennali di ricerca preesistenti, l'Agenzia ha consolidato nel 2007 l'impostazione di una propria programmazione, della quale fanno parte anche una quindicina di programmi che vedono la partecipazione dell'Italia.

Per finanziare la ricerca tecnologica il Ministero della Difesa ha potuto contare nel 2007 sullo stesso budget dell'anno precedente (69 milioni di euro), somma che risulta sensibilmente inferiore sia agli investimenti operati in passato in questo stesso settore, sia a quanto speso da altre nazioni europee di "peso" comparabile all'Italia. Questa circostanza non facilita lo sforzo in cui la Difesa e l'Industria nazionale sono impegnate per perseguire due fondamentali obiettivi: mantenersi aggiornate sul fronte delle nuove tecnologie (al fine di consolidare i settori di eccellenza e di evitare pericolosi gap nei confronti di altri partner), ed assicurarsi una partecipazione qualitativamente e quantitativamente adeguata ai programmi internazionali. Una scelta scrupolosa e mirata dei programmi da finanziare diventa pertanto indispensabile, al fine di ottimizzare il ritorno degli investimenti e assicurare un efficace presidio delle aree tecnologiche di importanza critica.

I principali progetti sviluppati nel corso del 2007, in linea con gli indirizzi impartiti dal Ministro e dal Capo di SMD, si inseriscono nell'ambito del PNRM per quanto riguarda l'attività nazionale, e in chiave principalmente europea (EDA, ETAP) per quanto riguarda quella internazionale: si tratta complessivamente di una cinquantina di programmi, di cui una trentina riferibili al PNRM, una quindicina all'EDA e cinque all'ETAP; fra questi ultimi, di particolare rilievo le ricerche nel campo degli UAV, che includono anche concetti innovativi di propulsione. A questi si aggiungono le tranches annuali di programmi internazionali di maggiore respiro, quali il radar MAESA con la Svezia, la Software Defined Radio/JTRS con Stati Uniti e Germania, e l'UCAV NEURON, con Francia, Svezia, la Svizzera ed altre nazioni europee.

Un dato che caratterizza la spesa italiana per la R&T militare è che oltre il 50 % dell'investimento complessivo programmato - vale a dire più di 30 milioni di euro - si inserisce nel contesto di programmi comuni europei (EDA 36 %, ETAP 16 %), a fronte di un goal del 20 % indicato dal presidente dell'EDA Javier Solana e, soprattutto, delle percentuali ben più modeste espresse da Paesi che, in assoluto, spendono più dell'Italia.

Tale comportamento, del tutto in linea con le finalità della partecipazione agli organismi comunitari che si occupano di R&T, colloca l'Italia al primo posto fra i Paesi UE in quanto a percentuale di spesa in programmi di cooperazione e ne fa un punto di riferimento particolarmente credibile per molti partner, soprattutto per i nuovi membri della UE, che riconoscono ed apprezzano la coerenza e la linearità dell'atteggiamento italiano.
Oltre ad investire in programmi di cooperazione, l'Italia destina risorse per un ammontare pressoché equivalente ai programmi nazionali, muovendosi in un'ottica di rigorosa complementarietà al fine di evitare, per quanto possibile, l'utilizzo non ottimale di fondi dovuto a sovrapposizioni o duplicazioni. I programmi finanziati nell'ambito del PNRM possono essere raggruppati in quattro settori principali, a loro volta suddivisi in 14 macroaree strategiche: C4I, NCW, modellizzazione e simulazione, radar multifunzione; protezione personale e difesa NRBC ed EM; UAV/UCAV e robotica, microelettronica, tecnologie satellitari e sensori; veicolo tutto elettrico, idrodinamica e balistica, strutture e piattaforme, materiali avanzati e propulsione.

Mentre l'esecuzione dei programmi viene affidata, come già rilevato, all'industria, alle Università e ai Centri di ricerca, la gestione tecnico-amministrativa è assicurata dalle Direzioni Generali tecniche competenti in materia, che provvedono anche a seguire lo stato di avanzamento dei progetti, a verificarne gli esiti e, nel caso questi siano favorevoli, ad autorizzarne il proseguimento.

Fra i programmi più significativi finanziati nel 2007 nell'ambito del PNRM si possono ricordare, in campo terrestre, gli studi relativi allo sviluppo di filtri ceramici per la difesa NBC e di materiali non strutturali per attenuare l'impatto dell'esplosione di mine sul personale a bordo di veicoli; va citato inoltre quello per lo sviluppo di un filtro per microbatteri e nanopolveri, di notevole importanza ai fini della protezione del personale in ambienti contaminati ovvero contro future minacce di tipo chimico e/o biologico.

Alla gestione di NAVARM sono affidati, fra gli altri, il programma per la realizzazione di un dimostratore tecnologico per un innovativo sistema di  turbogenerazione  da 1,8 MW (che si inserisce, assieme ad altri, nel progetto della nave "tutta elettrica", in vista del quale l'Italia è uno dei pochi paesi ad avere quasi interamente sviluppato la tecnologia necessaria) e una ricerca in materia di modelling & simulation finalizzata alla gestione di attività operative in ambito NCW, destinata a confluire (insieme ad analoghe attività seguite da TERRARM e ARMAEREO) nel progetto di un unico Integrated Test Bed interforze, che consentirà di mettere in rete gli assetti specialistici di Forza Armata.
In campo aeronautico ARMAEREO ha gestito, fra i diversi progetti, la prosecuzione della ricerca relativa alla riduzione della segnatura dell'addestratore avanzato M-346 mediante l'impiego di tecnologie al plasma, alla realizzazione della quale contribuiscono in maniera rilevante il Reparto MARITELERADAR del CSSN in collaborazione con alcuni Enti Universitari.

Tra le ricerche gestite da TELEDIFE le più significative sono condotte nel campo della fotonica, in quello delle nanotecnologie e nel campo delle tecnologie per sensori iperspettrali. 

Un aspetto al quale il V Reparto presta la massima attenzione è la complementarietà della ricerca svolta in ambito nazionale e internazionale, al fine di evitare duplicazioni valorizzando, al contrario, le possibili sinergie. Così ad esempio, mentre in ambito EDA l'Italia contribuisce a finanziare il programma KORRIGAN per lo sviluppo di moduli Tx/Rx al nitruro di gallio utilizzabili per diverse applicazioni (radar, sistemi di comunicazione terrestri e satellitari), in ambito PNRM esiste un programma di ricerca che sostiene Università e industria nello sviluppo di tecnologie complementari. Il risultato complessivo è un'accelerazione della curva di apprendimento dell'ambiente scientifico e dell'industria italiana, che vengono messi in condizione di meglio competere e collaborare con le equivalenti realtà straniere.

Fra gli eventi che hanno caratterizzato il 2007 sul piano dell'attività internazionale va ricordata la firma con la Russia, avvenuta a Bari il 14 marzo, dell'accordo per la protezione reciproca della proprietà intellettuale; un'iniziativa analoga è stata avviata a novembre con la Cina, mentre fra i prossimi interlocutori figurano India e Brasile.

Per quanto riguarda l'RTO, nelle due riunioni del Board per la R&T che si sono tenute nel 2007 (in marzo a Parigi e il 19-21 settembre a Riga), sono stati affrontati diversi aspetti organizzativi, scientifici e finanziari di interesse dell'Organizzazione. Di R&T si è occupato anche il Comitato Militare NATO nella riunione del 27 novembre a Bruxelles, nel corso della quale la RTO ha fatto il punto su progetti, iniziative e progressi compiuti nello sviluppo di capacità militari in grado di supportare le operazioni dell'Alleanza, in particolare per quanto riguarda gli UAV ed il rilevamento della minaccia proveniente da armi nucleari,  batteriologiche e chimiche.

Nel corso del 2007 il Servizio Brevetti, che dipende dal V Reparto pur essendo fisicamente distaccato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si è integrato nella struttura che prevede la procedura informatica per la gestione dei brevetti (il cosiddetto "brevetto elettronico"), che in prospettiva consentirà di alleviare il carico di lavoro, oggi particolarmente pesante anche in funzione delle risorse umane disponibili. Vale la pena ricordare che il tramite del Servizio Brevetti il Ministero della Difesa esercita il diritto di prelazione, previsto per legge, nei confronti di tutti i brevetti presentati in ambito nazionale. Lo stesso Servizio ha fornito un apporto significativo anche all'attività della LoI in materia di scambio delle informazioni tecniche e protezione della proprietà intellettuale.

Il V Reparto ha continuato a dare anche nel 2007 forte impulso all'informazione e alla diffusione dei risultati della ricerca avviando la costituzione di un Knowledge Management Centre, ed organizzando una serie di incontri a carattere scientifico divulgativo. Tra questi, di particolare rilevanza, si è tenuto il 21-22 giugno presso la scuola TRAMAT il consueto Simposio sulle Tecnologie Avanzate, che ha avuto quest'anno per oggetto i "Nuovi orizzonti teorici e applicativi". L'evento, quarto della serie avviata nel 2004, ha confermato il crescente interesse della comunità scientifica nazionale e internazionale per questo tipo di attività ed è stato seguito a breve distanza (5 luglio) dalla Conferenza sulle nuove tecnologie per la rilevazione e la protezione NBRC, cui hanno partecipato 350 iscritti. Il Reparto ha inoltre partecipato al Simposio organizzato a Roma dall'AFCEA (12-14 settembre), e sta preparando il proprio contributo alla Conferenza sui radar che nel 2008 si svolgerà, sempre a Roma, sotto gli auspici dell'Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE).


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Pagina pubblicata il 08-03-2011