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Intervista del:

2 aprile 2009

La Sicilia

La Russa: «Mai il via ai radar se ci fosse il minimo rischio»

Tony Zermo

«Dagli accertamenti fatti e dai controlli eseguiti viene assicurato il rischio zero. Se così non sarà, e lo verificheremo noi stessi all'inizio dell'avvio del Muos, stopperemo tutto», così dice il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Contro il Muos (Mobile user objective system) sabato 28 febbraio c'era stata a Niscemi una massiccia manifestazione popolare (15 mila persone in corteo) con lo slogan «Rischio per la salute: questo radar gigante non lo vogliamo». Aggiunge Ignazio La Russa: «Ho incontrato la vice ambasciatrice americana (ancora non è stato nominato il nuovo ambasciatore, ndr) alla quale ho chiesto garanzie assolute sull'impianto. E queste garanzie loro ce le hanno date, dicendo che non esiste alcun rischio e che faranno comunque tutte le verifiche tecniche. Io mi sto occupando di questo problema per evitare qualunque incompatibilità ambientale».

D - Ma la popolazione di Niscemi è assolutamente contraria.

R - «Va bene, sarà contraria, ma deve avere una ragione per esserlo. A me dicono che non c’è alcun rischio. Però non mi fido, ho imposto una serie di controlli anche nostri, e debbo dire che allo stato e dai documenti prodotti dai tecnici non emerge alcun pericolo per la popolazione. D’altra parte, in altri due posti dove il Muos è stato installato e sono molto più vicini ai centri abitati, non è stata segnalata alcuna pericolosità per la gente».

D - Questo radar serve anche per il progetto Ags di Sigonella, cioè per gli aerei spia che dovrebbero controllare tutto il Mediterraneo e l’Europa?

R - «Assolutamente no. Questo Muos è un sistema satellitare di comunicazioni su scala planetaria per il controllo di tutti gli assetti operativi in qualsiasi teatro. Sono tre impianti installati in tutto il mondo, quindi non è legato all’attività della base di Sigonella. Uno dei tre siti è stato localizzato a Niscemi sin dalla concezione del programma».

D - Ma quali sono state le assicurazione date dagli Stati Uniti?

R - «Leggo la nota di risposta degli Stati Uniti alla nostra richiesta di chiarimenti: “In merito all’ipotesi di pericolosità insita nel progetto statunitense per l’installazione di una parabola satellitare in UHS, si evidenzia che l’applicazione delle procedure bilaterali vigenti sono state materia di uno specifico studio”. Preciso che gli americani avevano presentato il progetto riguardante Niscemi nel 2006, durante il governo Prodi, all’approvazione della Difesa, corredato da una relazione illustrativa e dallo specifico studio dell’impatto ambientale elettromagnetico sul quale si erano espressi favorevolmente tutti i competenti organi dello Stato e della Difesa. In questo documento è scritto: “Il rischio dell’esposizione del personale, cioè di chi ci lavora, è minimo e improbabile. La distanza di sicurezza dell’emissione elettromagnetica pericolosa sarà imposta mediante una recinzione di sicurezza, per evitare che qualcuno possa avvicinarsi. La misurazione dell’inquinamento di radiofrequenza sarà eseguita non appena i sistemi saranno installati e pronti a operare”. In sostanza prima che l’impianto parta saremo noi a svolgere un ulteriore controllo. Al momento ci sono i tecnici americani che stanno lavorando in contatto con la locale Arpa per ottenere dall’amministrazione comunale di Niscemi un parere sulla questione. Questa è la situazione. Quello che è importante è che, quando finiscono i lavori per l’impianto del sistema, ci sarà un’apposita commissione di collaudo che sarà chiamata a comparare le effettive emissioni elettromagnetiche – cioè quelle reali su cui non si può barare perché ci sono i macchinari di controllo – con quelle previste dallo studio di progetto, nonché la compatibilità del sistema con le leggi nazionali. In sostanza, noi abbiamo i documenti, da questi documenti risulta che quello che verrà fuori è perfetto. Ma noi non è che ci accontentiamo di questo: quando finiranno i lavori andremo a verificare con una commissione che controlla. Se non corrisponde allo “zero pericolo” che è scritto nella previsione, noi non lo facciamo partire. E io per primo sarò lì a verificare. Mai darei il via libera se ci fosse il minimo rischio».


Pagina pubblicata il 05-03-2011