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Bandiera distintiva del Ministro della Difesa
 

Intervento del:

2 marzo 2012 , Roma

Intervento del Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola in occasione del cambio del Capo di Stato Maggiore della Marina

Desidero porgere a voi tutti, intervenuti qui oggi, un saluto caloroso mio personale e da parte del Governo.

Un saluto particolare voglio rivolgere all’Onorevole Professore, già Ministro della Difesa, Parisi, ai membri del Parlamento intervenuti, all’Onorevole Pinotti in rappresentanza del Presidente della Commissione Difesa, al Presidente Polverini, al Dottor Letta, a tutti i Capi di Stato Maggiore delle Forze Armate, al Comandante Generale dell’Arma.

Naturalmente un saluto particolare va al Generale Abrate, Capo di SMD, a Bruno Branciforte, e a Luigi che ha appena assunto il Comando della Marina.

La cerimonia di oggi è una cerimonia importante, non può non esserlo, perché segna il passaggio di consegne al comando della Marina Militare.

Ai Marinai d’Italia che solcano i mari di tutto il mondo, dal Mediterraneo all’Oceano Indiano, dal Corno d’Africa al Golfo Persico, voglio rivolgere il mio apprezzamento per il grande apporto che essi forniscono al perseguimento della pace, al mantenimento della sicurezza, della stabilità e alla difesa degli interessi del nostro paese.

 Un impegno che ha comportato anche lutti in seno alle Forze Armate.

Lo ha ricordato il Capo di SMD poco fa; lutti che caratterizzano il sacrificio di coloro che hanno dato il bene più prezioso in nome della Patria, la loro vita.

A loro rivolgo il mio commosso pensiero e la riconoscenza mia personale e di tutto il Governo.

Stesso pensiero e vicinanza va naturalmente alle loro famiglie.

Ma oggi il pensiero non può non andare, unitamente ad una affettuosa vicinanza, ai nostri due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che, impegnati in attività di antipirateria a bordo della motonave Enrica Lexie, sono al momento in stato di fermo nello stato indiano del Kerala.

Ai loro cari, che con comprensibile apprensione ne attendono il ritorno a casa, esprimo la solidarietà dell’intera famiglia della Difesa e del Governo e garantisco l’impegno totale, ripeto totale, del Governo per risolvere quanto prima possibile questa complessa vicenda.

Non lasceremo soli i nostri fucilieri di Marina! Su questo potete esserne sicuri.

La forza e la fierezza, con cui Massimiliano Latorre e Salvatore Girone stanno affrontando questa difficilissima prova, ci devono essere di esempio e di stimolo a proseguire nei nostri sforzi per risolvere, nella legalità internazionale, questo doloroso incidente.

In questa fase delicata, non ce lo nascondiamo molto delicata, caratterizzata da fermezza, è necessaria anche la comprensione della situazione.

Massimiliano e Salvatore ce lo stanno insegnando con il loro comportamento, facendo onore ancora una volta alla grande famiglia marinara d’Italia.

Desidero anche esprimere la nostra partecipazione e vicinanza al dolore dei familiari dei due pescatori indiani morti.

Noi abbiamo grande rispetto per l’India e il popolo indiano. Ma eguale rispetto, per l’Italia, i suoi militari, la giustizia, la legalità e il diritto internazionale, ci aspettiamo dalla nazione indiana.


Ammiraglio Branciforte, caro Bruno, il momento meno atteso, quello dell’addio al servizio militare e alla Marina, è arrivato.

Mi immagino i sentimenti che in questo momento agitano il tuo animo e ce lo hai anche dimostrato visivamente, nel tuo intervento.

E’ proprio per questo, per la stima che riservo a te, con cui ho condiviso molti anni della vita militare, che mi sento di dire: grazie per il servizio che hai reso alla Marina, alle Forze Armate, al paese e quindi, con il linguaggio marinaro, mi sento di dirti Bravo Zulu, che nel nostro linguaggio vuol dire ben fatto.

Sei stato a capo della Marina in un momento certamente impegnativo, caratterizzato da una difficile crisi economica, e non solo economica, internazionale.

Hai avuto il merito di aver contribuito ad orientare e guidare la Forza Armata della Marina verso assetti sempre più rispondenti alle esigenze del paese.

Sotto la tua guida, la Marina, in virtù della sua elevata flessibilità e della sua grande capacità di adattarsi ai mutati scenari internazionali, la Marina, dicevo, ha saputo affrontare, con riconosciuta efficienza e professionalità, un impegno straordinario, portando i nostri Marinai ad operare, in mari e in terre lontane per contrastare il terrorismo internazionale, per contrastare il fenomeno della pirateria, per difendere la stabilità, la pace e la sicurezza anche in acque e in territori molto lontani.

Oggi i fucilieri del San Marco stanno operando in terra di Afghanistan, quindi dall’Afghanistan nell’ambito del Contingente ISAF, al largo e lungo le coste della Somalia, al Corno d’Africa, all’Oceano Indiano, la Marina ha dato un contributo importante all’operazione della NATO, così come lo sta dando alla sicurezza internazionale nel Sinai, o come lo ha dato in occasione dell’operazione “Unified Protector” per proteggere le popolazioni della Libia. Un contributo importante insieme alle altre Forze Armate.

Ed oggi è ancora la Marina che per prima opera in terra di Libia, nel porto di Tripoli, con le unità navali Gorgona e Tremiti per aiutare la Libia a ricostruire il suo futuro. Ovunque i nostri marinai hanno saputo meritare la stima dei Comandanti al cui servizio sono stati, l’apprezzamento dei Governi, la  riconoscenza delle popolazioni in favore delle quali hanno operato con onore, generosità, umanità rafforzando il prestigio del nostro paese nell’ambito internazionale.

Ancora grazie, quindi Bruno, per la professionalità, lo spirito di servizio, l’umanità che gli uomini e le donne della Marina Militare negli anni al tuo comando hanno saputo dare al nostro paese.

Ammiraglio Binelli Mantelli, caro Luigi, le tue pregresse esperienze nel settore professionale e in quello operativo in particolare, da ultimo al comando della Squadra Navale, ti rendono certamente l’elemento ideale per assumere la guida della Marina dalle mani prestigiose di Bruno.

La Comunità internazionale, per tramite delle Nazioni Unite, dell’Alleanza Atlantica e l’Unione Europea, chiede sempre più all’Italia la partecipazione alla gestione delle crisi internazionali e alla difesa attiva della pace.

Per mantenere questo impegno oneroso, sì certamente oneroso, ma ineludibile e doveroso, l’Italia si affida al contributo importante delle sue Forze Armate che devono essere efficienti ed integrate nel sistema di sicurezza alleato ed europeo.

La possibilità di disporre, in un periodo di crisi economica, di uno strumento militare efficiente è strettamente collegata alla sua sostenibilità; ed è per questo che la ineludibile revisione dello strumento militare è figlia di questa improcrastinabile necessità ed ha come obiettivo quello di assicurare al paese, anche e nel limite delle risorse disponibili, uno strumento militare efficace, di cui la Marina è certamente componente qualificata e preziosa.

Ma la componente più qualificata e preziosa di questo strumento sono gli uomini e le donne.

Gli uomini e le donne sono lo strumento essenziale delle Forze Armate italiane, e a loro deve andare, e andrà, pur nella revisione dello strumento, la nostra attenzione.

Questa, caro Luigi, è la sfida di oggi, una sfida che, sono certo, saprai affrontare nel solco delle migliori tradizioni della gente di mare, con senso di responsabilità e determinazione, guidando la Forza Armata verso ulteriori traguardi, nel segno della continuità con il passato ma anche con la visione del futuro.

Personale della Marina Militare,

salutiamo l’Ammiraglio Branciforte, che ci lascia una testimonianza di competenza e professionalità di grandissimo spessore.

La sua opera ha contribuito in maniera significativa a dare lustro al nostro Paese, onorando le migliori tradizioni delle Forze Armate italiane.

Merita perciò la stima e la gratitudine dell’intera Difesa, dell’intera famiglia marinara e il mio rinnovato ringraziamento.

All’Ammiraglio Binelli Mandelli auguri sinceri per il suo nuovo incarico.

Grazie Bruno, grazie Luigi. Buona fortuna, buon lavoro.

Viva la Marina!

Viva le Forze Armate!

Viva l’Italia!

Pagina aggiornata il 15-03-2012