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Intervento del:

10 dicembre 2007

Intervento di apertura del Ministro Parisi alla Riunione dei Ministri della Difesa della ''Iniziativa 5+5''

E’ con vivo piacere che rivolgo ai colleghi il più caloroso benvenuto nella città di Cagliari, che per la sua posizione geografica e tradizione culturale si pone simbolicamente al baricentro dell’Iniziativa 5+5 nel Mediterraneo Occidentale, oggi vede riuniti per la terza volta i Ministri della Difesa per valutare l’attività svolta finora e per lanciare quella futura.
Welcome to Cagliari, bienvenu, ahleen ua sahlan.
Credo che questi tre anni di proficuo lavoro e la nostra presenza oggi offrano la testimonianza concreta che i nostri Paesi sono mossi dalla stessa preoccupazione di dovere affrontare insieme i problemi della sicurezza che interessano tutti allo stesso modo. La sicurezza è un bene indivisibile di cui tutti dobbiamo fruire e che tutti siamo tenuti a proteggere contro le vecchie e nuove minacce. Non vi sono scorciatoie né soluzioni al di fuori di una rafforzata collaborazione che metta in comuni i nostri sforzi.
Il Mediterraneo, l’antico crocevia decantato da Braudel, richiede una solidarietà sempre più forte per far fronte ad una realtà sempre più complessa.
Se questo è l’obiettivo che ci siamo posti una parola va spesa anche sul metodo che è stato adottato per conseguirlo e che ritengo abbia mostrato tutta la validità.
Abbiamo seguito un approccio improntato alla informalità, alla trasparenza, basato sul dialogo continuo a tutti i livelli e fra uguali.
Abbiamo impostato i lavori su criteri di concretezza, ponendo l’accento su attività pratiche da sviluppare attraverso piani d’azione annuali.

In qualità di Presidente di turno penso che possiamo ritenerci soddisfatti dei traguardi progressivamente raggiunti dall’Iniziativa 5+5 in questi tre anni, che hanno contribuito a costruire un clima di crescente fiducia, premessa indispensabile per ogni collaborazione duratura.
Soddisfatti ma non appagati. Abbiamo, infatti, avviato un processo dinamico che misura il suo successo sulla capacità di consolidarsi e di proiettarsi verso sviluppi ulteriori.
In concreto le tre aree di cooperazioni iniziali, la sorveglianza marittima, il concorso alla protezione civile ed il concorso alla sicurezza aerea, hanno registrato un incremento di attività, sino a raggiungere nel 2007, il numero di circa 20, delle quali 7 offerte dai partners della riva sud. Ne ricordo solo alcune: gli incontri di esperti, i seminari sul contributo delle Forze Armate alla protezione ambientale, alla medicina militare, al controllo del fenomeno delle locuste, all’estensione del Vitual Regional Maritime Traffic Control – VRMTC), le esercitazioni congiunte, tra cui “Canale 07” e “Air 07”.
In sostanza con un “approccio incrementale”, sostenuto da un dialogo continuo, abbiamo realizzato una progressione dalla fase teorica iniziale, necessaria per identificare i settori di comune interesse, a quella pratica ed operativa, a sua volta rafforzata dalle esercitazioni.
Proporrei di dedicare un’attenzione particolare ad un’ulteriore e più recente dimensione dell’Iniziativa 5+5 rappresentata dalla formazione.
La realizzazione di una “Scuola 5+5” che stiamo per lanciare proprio oggi, e di un “Istituto di Ricerca Strategica” è di grande interesse per favorire “l’interoperabilità delle menti” e la condivisione delle nostre visoni strategiche. Lo considero uno sviluppo qualificante dell’Iniziativa 5+5 che merita tutto il nostro sostegno.

In conclusione, pur essendo una iniziativa relativamente giovane ha dato prova di crescente vitalità e contiene potenzialità che possono essere prese ad esempio anche per forme di collaborazione tra differenti dicasteri dei nostri Paesi interessati alle tematiche della sicurezza. Inoltre, la natura pratica e bilanciata di questo tipo  di collaborazione può offrire un raccordo a processi di cooperazione che si sviluppano in altre organizzazioni. L’Iniziativa 5+5 della Difesa si può porre cioè, come un modello di cooperazione ed un laboratorio di esperienze per la collaborazione fra l’Unione Europea e l’Africa. A Evora è stata riconosciuta la validità di questa prospettiva.
Queste sono in sintesi alcune considerazioni che desideravo svolgere in apertura dei nostri lavori.
Prima di passare la parola ai colleghi vorrei pregare l’Ammiraglio ME, nella sua qualità di Presidente del Comitato Direttivo, ai cui membri vorrei esprimere a nome dei presenti il più vivo apprezzamento per il lavoro svolto, di illustrare il percorso compiuto nel 2007 e gli orientamenti per il futuro.

Pagina pubblicata il 05-03-2011