Difesa.it

Bandiera distintiva del Ministro della Difesa
 
Il Ministro > Compiti e Attività > Comunicati stampa > Messaggio del Ministro della Difesa, On. Ignazio La Russa, in occasione dell’anniversario del 25 aprile

Comunicato del:

25 aprile 2010

Messaggio del Ministro della Difesa, On. Ignazio La Russa, in occasione dell’anniversario del 25 aprile

Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, in occasione del 25 aprile, anniversario della Liberazione, ha inviato alle Forze Armate il seguente messaggio:

''Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri, Personale civile della Difesa,

oggi ricorre il 65° anniversario di un evento fondamentale della storia nazionale: il 25 aprile del 1945.

Una data che rappresenta per l’Italia la fine del periodo tragico della Seconda Guerra Mondiale, con tutti gli effetti drammatici sulla nostra gente che essa ha generato. Il popolo italiano, dopo la conclusione del conflitto, seppe invece superare le avversità, i sacrifici, i gravissimi lutti e riacquistare l’indipendenza, l’unità e la dignità che gli sono propri per costruire l’Italia repubblicana di oggi.

In quel periodo tormentato, l’8 settembre 1943, purtroppo, ha forse rappresentato il momento di maggior sbandamento, morale prima che materiale, nella storia d’Italia. Ma le Forze Armate italiane, pur prive di sicuri riferimenti e duramente provate da tre anni di sacrifici in una lotta impari, seppero da subito affermare la volontà del riscatto. Da Porta San Paolo a Cefalonia, dalla Corsica al sacrificio della corazzata Roma nel Tirreno, i militari italiani seppero difendere il proprio onore.

A Montelungo ebbe poi inizio una nuova stagione per le Forze Armate italiane e per la nostra Nazione. Il primo raggruppamento motorizzato dell’Esercito, conquistata la cima dopo un’aspra battaglia, mostrò agli Alleati la concreta volontà dell’Italia di partecipare alla lotta di liberazione. Il Generale Utili, Comandante del Corpo Italiano di Liberazione scrisse: ''Ragazzi, in piedi!''.

Parole simboliche che ben rappresentano i veri valori del Soldato italiano.

Le Forze Armate, spesso osteggiate dalla diffidenza degli alleati, anche forti della consapevolezza di combattere per il bene dell’Italia avviarono così, sul campo e con il sangue dei Caduti e dei feriti, un progressivo potenziamento delle forze che, prima con il Corpo Italiano di Liberazione, poi con i Gruppi di Combattimento, seppero fornire un contributo determinante nella liberazione della penisola per una nuova Italia sovrana e democratica.

La Guerra civile vide tragicamente italiani su fronti contrapposti e il rispettoso ricordo va a tutti i militari caduti, che sacrificarono la propria vita con amore di Patria, e alle migliaia di innocenti vittime civili di quei tragici fatti.

A 65 anni di distanza è maggiore la consapevolezza di aver lasciato alle spalle le tante ferite inferte da quel drammatico periodo, per una ritrovata unità e concordia nazionale, nel solco di memorie condivise.

E in tale quadro è oggi sempre più viva l’ulteriore decisiva coscienza da parte degli italiani di poter contare su Forze Armate moderne ed efficaci, che hanno accresciuto il prestigio dell’Italia all’estero. Oggi i reparti italiani onorano il Tricolore in terre lontane, operando in missioni internazionali per la costruzione e la difesa della pace e per garantire la civile convivenza, così come in Patria, a difesa della sicurezza dei cittadini.

Militari e civili della Difesa, siate, quindi, orgogliosi di appartenere a questa grande famiglia che rappresenta uno degli strumenti più solidi e sicuri dello Stato.

Con questi sentimenti di ammirazione e plauso, rivolgo a tutti il mio grato, affettuoso saluto, certo che non farete mai mancare il vostro prezioso sostegno alle Istituzioni tutte della Repubblica.

Viva le Forze Armate!

Viva l’Italia!''

Pagina pubblicata il 05-03-2011