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Comunicato del:

8 febbraio 2005

Precisazioni della Difesa sugli alloggi militari di servizio.

Con riferimento ad alcune notizie apparse su organi di stampa, relative al recupero di alloggi militari di servizio, si precisa che la procedura di recupero forzoso è stata avviata a partire dal 2004 in ottemperanza alle norme vigenti e riguarda un numero assai limitato di abitazioni (sinora 59 sull’intero territorio nazionale).

Si tratta, peraltro, di alloggi di servizio appartenenti al patrimonio abitativo della Difesa e funzionali alla mobilità del personale militare, soggetto ad avvicendamenti molto più frequenti che altre categorie. Non si tratta, dunque, di unità immobiliari realizzate per risolvere il “problema della casa” - altri e diversi gli strumenti - bensì per assicurare una idonea sistemazione a coloro che ne abbiano una riconosciuta necessità per motivi di servizio.

I destinatari dei provvedimenti hanno tutti perso titolo alla concessione a suo tempo determinata per le suesposte esigenze. Costoro hanno già usufruito, per anni, di un alloggio dell’Amministrazione militare e, continuando ad occuparlo senza averne più titolo, bloccano la possibilità di assegnare l’alloggio, secondo i previsti avvicendamenti, a quanti vengono trasferiti da una sede all’altra, spesso in località prive di una disponibilità abitativa o a costi eccessivi.

Tale situazione aggrava vieppiù la problematica dell’insufficienza del numero complessivo degli alloggi rispetto alle attuali esigenze, destinate ad aumentare in futuro per effetto della sospensione della leva e della conseguente “professionalizzazione” di tutto il personale militare.

Gli alloggi in questione non possono essere compresi tra quelli per i quali è in corso il processo di dismissione mediante cartolarizzazione, previsto in particolare dalla legge 326 del 2003, le cui modalità esecutive tutelano, comunque, gli utenti meno abbienti, consentendone la permanenza nell’abitazione per nove anni dopo la dismissione, a canone bloccato.
Pagina pubblicata il 05-03-2011