Difesa.it

Bandiera distintiva del Ministro della Difesa
 
Il Ministro > Compiti e Attività > Comunicati stampa > Precisazioni del Ministro della Difesa, Antonio Martino, sul contributo italiano al rinforzo delle truppe NATO presenti in Kosovo (KFOR), ai Presidenti delle Commissioni Difesa del Senato e della Camera.

Comunicato del:

19 marzo 2004

Precisazioni del Ministro della Difesa, Antonio Martino, sul contributo italiano al rinforzo delle truppe NATO presenti in Kosovo (KFOR), ai Presidenti delle Commissioni Difesa del Senato e della Camera.

Il Ministro della Difesa, Antonio Martino, ha inviato questa mattina una lettera ai Presidenti delle Commissioni Difesa del Senato, Sen. Domenico Contestabile, e della Camera, On. Luigi Ramponi, per informarli sul contributo italiano al rinforzo delle truppe NATO presenti in Kosovo (KFOR), in seguito alle tensioni interetniche sviluppatesi negli scorsi giorni.<br<
In particolare, l'Italia, che è stata tra i primi Paesi a rispondere alle richieste del Comando Alleato responsabile del teatro balcanico, ha rischierato in Kosovo:
  • due compagnie della MSU (Multinational Specialized Unit), precedentemente dislocate in Bosnia, per un totale di circa 160 Carabinieri. La prima compagnia è giunta nel primo pomeriggio di ieri 18 marzo nell'area di Mitrovica, dove nella tarda mattinata di oggi è stata raggiunta dalla seconda compagnia;
  • una compagnia del 187° Reggimento paracadutisti, per un totale di circa 140 unità, giunta dall'Italia nella tarda mattinata di oggi, nell'area di Pec e Decani. Questo reparto fa parte delle predisposizioni già pianificate per rinforzare il dispositivo NATO in caso di tensioni o di crisi, per le quali tutti i Paesi partecipanti rendono disponibili forze operative e strategiche di riserva, in grado di intervenire in brevissimo tempo.
Le Forze Armate italiane partecipano a KFOR (operazione "Joint Guardian") dall'inizio della missione (giugno 1999). Come già noto, KFOR ha il compito di verificare e, se necessario, imporre i termini del Military Technical Agreement sottoscritto dalla NATO e dai rappresentanti della ex Repubblica Federale di Jugoslavia, nel quadro della Risoluzione 1244 del 10 giugno 1999 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, che ha autorizzato la presenza di una forza a guida NATO. L'Italia era già presente in KFOR con:
  • 1.900 militari inseriti nella Brigata Multinazionale Sud-Ovest, posta sotto Comando italiano, che comprende, tra gli altri, reparti inviati da Germania, Spagna e Austria;
  • 220 militari inquadrati nel 1° Reparto Operativo Autonomo (ROA) dell'Aeronautica Militare, responsabile dell'aeroporto di Dakovica;
  • 280 Carabinieri nella MSU, per un totale di circa 2.400 unità, che oggi è incrementato di ulteriori 300, raggiungendo il tetto di 2.700 militari
I nostri reparti, fin dall'inizio delle tensioni interetniche scoppiate il giorno 17 marzo, sono intervenuti in numerose occasioni.

In particolare, nella giornata del 17 marzo, 34 cittadini di etnia serba di Belo Polje sono stati trasferiti presso il "Villaggio Italia", mentre altri civili sono stati condotti in salvo presso la sede del 1° ROA a Dakovica, dove ha trovato ospitalità anche personale della Forza di Polizia della missione UNMIK delle Nazioni Unite. Inoltre, mentre proseguiva il servizio di vigilanza a località di culto ortodosse, personale della MSU è intervenuto in soccorso di un agente della Polizia di Stato italiana, impegnato in UNMIK, che era stato circondato e percosso dai manifestanti.

Ieri 18 marzo, con l'impiego anche di elicotteri, numerosi cittadini di etnia serba sono stati trasferiti al comprensorio di Osojane dagli abitati di Bica e Grabac. Continuano le attività di vigilanza di luoghi di culto e di concorso alle attività di ordine pubblico.
Pagina pubblicata il 05-03-2011