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Audizione del:

27 aprile 2011 , Roma

Interrogazioni a risposta immediata: Chiarimenti sulle regole di ingaggio e sulle nuove tipologie di missioni affidate alle Forze Armate italiane sul territorio libico - n. 3-01616.

FRANCESCHINI, TEMPESTINI, RUGGHIA, MARAN, VENTURA, VILLECCO CALIPARI, AMICI, BOCCIA, LENZI, QUARTIANI, GIACHETTI, ROSATO, BARBI, COLOMBO, CORSINI, LOSACCO, NARDUCCI, PISTELLI, PORTA, GIANNI FARINA, GAROFANI, GIACOMELLI, LA FORGIA, LAGANÀ FORTUGNO, MIGLIAVACCA, MOGHERINI REBESANI, RECCHIA e RIGONI. - Al Ministro della Difesa.

- Per sapere - premesso che:

la situazione in Libia desta sempre maggiore preoccupazione per la situazione di aperto conflitto che riguarda diverse città, con bombardamenti e aggressioni da parte delle forze lealiste di Gheddafi nei confronti dei civili, in particolare di quelli assediati nella città di Misurata, e conseguenti perdite di vite umane;

la traduzione sul campo della risoluzione Onu n. 1973 del 2011, punto di riferimento essenziale dell'azione della comunità internazionale, della Nato e dell'Italia, che autorizzava a prendere «tutte le misure» necessarie «per proteggere i civili e le aree a popolazione civile minacciate di attacco», è resa complessa dalla violenza dell'attacco delle forze governative;

in questo contesto, accanto alla ricerca delle soluzioni politiche e diplomatiche praticabili e giustamente perseguite, gli alleati hanno sottolineato la necessità di una riorganizzazione dell'azione di intervento per renderla insieme più sicura e più efficiente nella tutela dei civili libici e nel sostegno alla lotta di liberazione del Consiglio nazionale di transizione di Bengasi;

a fronte di tali richieste avanzate dagli alleati al nostro Paese, cambiando linea rispetto a quanto sostenuto anche in sedi parlamentari, una nota della Presidenza del Consiglio dei ministri ha annunciato che l'Italia parteciperà ai bombardamenti Nato sulla Libia attraverso una «maggiore flessibilità operativa dei propri velivoli con azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico, nell'intento di contribuire a proteggere la popolazione civile libica»; nella stessa giornata un Ministro dello stesso Governo ha dichiarato che non avrebbe mai votato a favore di questa decisione, che restava contrario a qualunque intervento in Libia, avendo l'Italia già fatto abbastanza mettendo a disposizione le basi, l'appoggio logistico e il pattugliamento anti-radar, e che avrebbe posto il problema in Consiglio dei ministri; addirittura il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Carlo Giovanardi, in un'intervista a La Stampa, ha spiegato che «l'intervento in Libia è completamente sbagliato, i presupposti sono e restano del tutto infondati»; il continuo ondivago alternare posizioni diverse su temi così delicati di politica estera contribuisce a rendere il Paese scarsamente affidabile nei contesti internazionali, a ridurre il suo peso politico e l'incisività delle sue posizioni e ad indebolire l'immagine e il ruolo dell'Italia, oltre a rivelare una debolezza sostanziale della compagine governativa certamente non a lungo sostenibile -: quali siano le nuove regole di ingaggio e le nuove tipologie di missioni, già concordate a livello internazionale e affidate alle nostre Forze armate sul territorio libico, e se le stesse siano confermate alla luce dei contrasti e dei dissensi espressi da autorevoli membri del Governo.(3-01616)

ALESSANDRO MARAN. Signor Presidente, signor Ministro, nel futuro della Libia l'Italia ha una posta in gioco importante: sono in gioco la nostra sicurezza, i nostri interessi, i nostri valori. Non si tratta di combattere una battaglia di politica interna ma, come sanno tutti, il Governo ha oscillato a lungo prima di abbracciare fino in fondo la linea dell'alleanza - poi confortata da un amplissimo consenso in Parlamento - e ogni giorno assistiamo all'alternarsi continuo, ondivago, di posizioni diverse espresse da autorevoli membri del Governo.

Bossi ha minacciato di votare contro in Consiglio dei ministri e al malumore dei leghisti sia è aggiunto quello dei sottosegretari Mantovano e Giovanardi. La domanda è molto semplice: alla luce dei dissensi e dei contrasti quotidiani nel Governo, quali sono le nuove missioni concordate a livello internazionale e se, soprattutto, saranno confermate.

PRESIDENTE. Il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha facoltà di rispondere.

IGNAZIO LA RUSSA, Ministro della Difesa. Signor Presidente, mi scuso per essere arrivato solo in questo momento, ma ero impegnato nell'informativa alle Commissioni esteri e difesa di Camera e Senato, nel corso della quale abbiamo svolto con più tempo, e quindi con più possibilità argomentare, argomenti che oggi vengono riproposti in questa interrogazione.

Avviso subito che la risposta migliore a ciò che sta avvenendo nel dibattito interno al Governo è stata data proprio nelle Commissioni dove, il presidente di gruppo della Lega, Reguzzoni, ha affermato in maniera chiara e precisa che l'opposizione non speri di creare un dissidio all'interno del Governo e della maggioranza, perché non vi è nessun parallelo tra l'attuale situazione e quello che avveniva nel Governo Prodi, quando una parte della maggioranza voleva interrompere e modificare i rapporti internazionali dell'Italia in quanto contraria all'amicizia con i Paesi della NATO.

Oggi, il presidente di gruppo della Lega ha detto che si tratta di un dibattito nel Governo, non contro il Governo, e ha riconfermato la solidarietà ai nostri alleati, la vicinanza e l'adesione alle alleanze italiane e alle scelte fatte dal Parlamento da parte della Lega, pur mantenendo le proprie perplessità circa le scelte generali dell'ONU stessa complessivamente, e ribadendo che le scelte in Parlamento saranno conseguenti e, quindi, siccome non è sul dibattito che una maggioranza e una opposizione si devono interrogare, ma in questi casi, sui fatti concreti, credo che non vi sia alcun dubbio che appaia pretestuoso, anziché andare al merito dei problemi, discutere di una eventuale diversità Pag. 65di opinioni che non si concretizza in divisioni all'interno del Governo.

Credo tuttavia che l'interrogazione chiedesse anche quali siano i nuovi assetti e, nel breve tempo che mi rimane, voglio confermare che non aumenteremo il numero degli aerei messi a disposizione della NATO.

Si modificherà soltanto la modalità di armamento dei quattro Tornado più dei quattro aerei trasportati, eventualmente, in questo secondo caso, sulla nave Garibaldi, facendo in modo che accanto all'armamento ECR, cioè destinato a sparare contro i razzi, per metterli in silenzio, possano essere utilizzati anche armamenti in grado di colpire chirurgicamente obiettivi squisitamente militari, stando attenti a che non vi sia alcuna possibilità di colpire i civili, esattamente come fanno gli alleati ed esattamente come abbiamo contribuito a fare finora.

Non vi è quindi modifica etica, ma solo operativa. Non vi è cambio di strategia, ma solo un adeguamento reso necessario dal maggiore bisogno e dall'estrema necessità di questo intervento che ci è stato richiesto dalla NATO e da tutti gli alleati.
Pagina pubblicata il 05-05-2011