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Audizione del:

12 maggio 2004 , Camera dei Deputati

Intervento del Ministro della Difesa, On.le Antonio Martino, Interrogazione a risposta immediata dell'Onorevole Deiana

Come ho già spiegato, il Governo non ha ricevuto alcuna notizia in merito né dalla Croce Rossa Internazionale né da altre fonti. Ciò esclude, ovviamente, la possibilità di fornire prove di un fatto non noto, come invece richiesto dall`Onorevole interrogante.
Se mai questi avessero in qualche modo informato o comunque portato a conoscenza il Governo degli episodi, esso avrebbe immediatamente intrapreso le iniziative opportune nei confronti degli alleati. Nel contempo, come peraltro stiamo facendo, avremmo chiesto il pronto e severo perseguimento dei responsabili.
Nella premessa l'Onorevole interrogante fa riferimento al fermo che fu operato, cinque giorni dopo la strage del 12 novembre, nei confronti di alcuni cittadini iracheni. Quella vicenda è stata più volte richiamata dai media ed è oggetto di alcune interrogazioni parlamentari, alle quali il Governo avrebbe risposto non appena fossero state inserite nell'ordine dei lavori parlamentari.
Ciò detto, desidero mettere in evidenza che l'attività svolta dal contingente italiano dopo la strage di An Nasiryah è stata in gran parte finalizzata al controllo e alla individuazione di elementi ostili. I Comandi militari hanno riferito che i Carabinieri, in data 19 e 20 novembre, hanno fermato prima 3 e poi altri 2 soggetti ostili di cittadinanza irachena che sono stati consegnati lo stesso giorno a personale della coalizione di stanza a Tallil, a 20 km. da An Nasiryah, dove sono stati oggetto di accertamenti e di interrogatorio alla presenza di personale italiano, a seguito del quale, dopo circa 24 ore, sono stati rilasciati.
Nel corso del temporaneo fermo nella base di Tallil, le persone sono state tenute in una tenda e alle stesse, come i nostri militari hanno riferito, non sono stati inflitti maltrattamenti di sorta ed è stato loro garantito il vitto e l'espletamento delle primarie necessità.
Inoltre, le rispettive famiglie erano state informate del fermo. Quanto alle regole d'ingaggio, desidero comunicare che esse assicurano le condizioni per l'assolvimento dei compiti ed il conseguimento degli obiettivi, garantendo le misure più efficaci per la tutela e la sicurezza del personale.
Più in particolare desidero sottolineare che esse precisano che:

  • l'uso della forza deve essere esercitato in relazione alle circostanze ed in misura proporzionale;
  • i soggetti ostili eventualmente catturati, ai quali deve sempre essere garantito il trattamento previsto dall'art. 3 comune alle Convenzioni di Ginevra, siano consegnati al Comando della coalizione, che esercita il controllo operativo delle forze.

Infine, rammento anche che le regole d'ingaggio, che sono delle consegne militari, non possono essere divulgate nel dettaglio, per non vanificarne l'efficacia: il che sarebbe fatale, perché - contro ogni intenzione - ne potrebbero venire indirettamente a conoscenza le stesse forze ostili.

Pagina pubblicata il 05-03-2011