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Audizione del:

12 maggio 2004 , Camera dei Deputati

Intervento del Ministro della Difesa, On.le Antonio Martino, Interrogazione a risposta immediata dell'Onorevole Violante

In premessa alle molteplici domande, di questa e delle seguenti interrogazioni che afferiscono alle vicende delle torture praticate nei confronti dei catturati iracheni, ribadisco che il Governo è rimasto sorpreso e sdegnato nell'apprendere notizie di cui era completamente all'oscuro e per fatti inimmaginabili ed imprevedibili, che condanna fermamente.
Desidero subito sottolineare che nessun rapporto della Croce Rossa Internazionale è stato mai trasmesso al Governo, conformemente alla regola che i risultati delle visite ispettive della Croce Rossa formano oggetto di rapporti e valutazioni riservati ed esclusivi fra il Comitato e le Autorità dei Paesi sotto la cui giurisdizione ricadono i siti oggetto delle ispezioni. Né tantomeno altre organizzazioni internazionali ci hanno mai fornito informazioni su simili episodi.
Quanto ad un documento di Amnesty International, del luglio dello scorso anno, reperibile su internet, la materia fu oggetto di contatti diretti fra la stessa organizzazione e le autorità americane. Su di essa riferì in Parlamento, il 3 luglio 2003, il Sottosegretario Boniver. Sottolineo anche, comunque, che gli episodi risulterebbero avvenuti in siti dislocati in località al di fuori dell'area di responsabilità del contingente italiano e, pertanto, non da questo accessibili. Quanto al comportamento dei nostri militari esso rispetta i principi e le norme del diritto internazionale umanitario, unitamente alle regole di ingaggio contemplate dalle direttive della Difesa, che sono aderenti alla legislazione nazionale e internazionale.
Sull'ipotesi di disporre controlli a sorpresa nelle carceri irachene da parte dei militari italiani, sottolineo che l'accertamento delle condizioni e del trattamento dei soggetti nelle carceri attraverso visite ispettive è un compito proprio del Comitato internazionale della Croce Rossa. Sulla questione del ruolo delle Organizzazioni internazionali e dell`ONU in particolare, il Governo è costantemente impegnato in tutti i fori internazionali, in seno all`Unione Europea, negli incontri con l`Amministrazione americana e con il Governo del Regno Unito, nonché da ultimo con la Federazione Russa, con la Francia e con la Spagna, affinché le Nazioni Unite svolgano in Iraq un ruolo attivo ed incisivo a favore della ricostruzione politica. Chiediamo che vi sia il trasferimento effettivo di poteri ad un Governo iracheno credibile e legittimato da una specifica risoluzione del Consiglio di Sicurezza.
Questa linea ha ricevuto una conferma nei fatti e registriamo favorevolmente il crescente coinvolgimento dell'Inviato Speciale del Segretario Generale, BRAHIMI, nella formazione degli assetti iracheni che assumeranno responsabilità e poteri il 1° luglio prossimo. BRAHIMI è stato in Italia meno di un mese fa e ha ricevuto ampio sostegno ed incoraggiamento a creare le condizioni per rispettare il percorso elettorale e costituzionale in Iraq. Il Ministro degli Esteri si è fatto interprete di questa linea in occasione dei suoi recenti colloqui con il Segretario di Stato POWELL e con KOFI ANNAN. Anche il Consiglio di Sicurezza all'unanimità, ha espresso sostegno al "piano Brahimi".
Il Governo italiano è inoltre attualmente coinvolto in un processo di consultazioni con le principali Capitali europee e dei Paesi membri del Consiglio di Sicurezza sul tema della nuova risoluzione che dovrebbe sancire il ruolo dell'organizzazione in Iraq e disporre la permanenza nel Paese di una forza di stabilizzazione. Altrettanto intenso è il confronto e il dialogo con la Lega Araba e con i principali Paesi Arabi della regione mediorientale e del Maghreb.
Pagina pubblicata il 05-03-2011