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Bandiera distintiva del Ministro della Difesa
 

Audizione del:

21 gennaio 2003 , Parlamento Italiano

Audizione del Ministro Della Difesa presso le Commissioni Difesa della Camera e del Senato

COMMISSIONI CONGIUNTE
4ª (Difesa)
del Senato della Repubblica

con la

IV (Difesa)
della Camera dei deputati

MARTEDÌ 21 GENNAIO 2003
3a Seduta

Presidenza del Presidente della 4a Commissione del Senato
CONTESTABILE


Interviene il ministro della Difesa Martino.
La seduta inizia alle ore 9,40.
SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI
Il PRESIDENTE propone l'attivazione dell'impianto audiovisivo per assicurare, ai sensi dell'articolo 33, comma 4 del Regolamento, la speciale forma di pubblicità dei lavori ivi prevista. Avverte altresì che la Presidenza del Senato, in previsione di tale richiesta, aveva preventivamente espresso il suo assenso.
Poiché le Commissioni convengono, si procede all'attivazione dell'impianto audiovisivo.
SULLA RESOCONTAZIONE STENOGRAFICA DELLA SEDUTA
Il PRESIDENTE avverte che per l'odierna seduta è stata disposta una resocontazione stenografica a diffusione immediata. Specifica comunque che tale forma di pubblicità viene adottata in via del tutto eccezionale e per esigenze di carattere sperimentale.
PROCEDURE INFORMATIVE Comunicazioni del Governo sulle attività di sorvolo del territorio nazionale da parte di forze aeree di Paesi alleati
Interviene il ministro della Difesa, MARTINO.
Sull'ordine dei lavori interviene la senatrice DE ZULUETA, che chiede il coinvolgimento anche delle Commissioni Esteri, in forza dei precedenti parlamentari nella scorsa legislatura.
In senso adesivo si esprimono i senatori MARINO e MARTONE, come pure l'onorevole DEIANA.
In senso contrario ad una sconvocazione dell'odierna seduta si esprime invece, e d'intesa con il presidente Ramponi, il presidente CONTESTABILE, il quale rileva che ogni convocazione di Commissioni congiunte soggiace al preventivo assenso dei Presidenti dei due rami del Parlamento.
Il ministro MARTINO precisa che potrà essere presente sino alle ore 10,30.
Sull'ordine dei lavori, pertanto, interviene l'onorevole MINNITI, chiedendo di valutare l'eventualità di proseguire la seduta pur in assenza del ministro ovvero di aggiornare i lavori, proseguendo la discussione alla sua presenza.
Il presidente CONTESTABILE, d'intesa con il presidente Ramponi, opta per la prima soluzione, alla quale aderiscono le Commissioni congiunte.
Si apre la discussione, nel corso della quale prendono la parola il senatore NIEDDU - al quale replica immediatamente il ministro MARTINO-, l'onorevole DEIANA, il senatore BRUTTI, l'onorevole RIZZO -ai quali replica nuovamente il ministro MARTINO-, l'onorevole MINNITI -al quale, prima di accomiatarsi, replica il ministro MARTINO- e il presidente RAMPONI.
Sull'ordine dei lavori interviene quindi il senatore BOCO, il quale chiede alla presidenza di riprendere i lavori nel corso di prossima seduta alla presenza di esponenti del Governo.
Il presidente CONTESTABILE dà poi lettura della missiva datata 9 gennaio 2003, indirizzata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Letta, ai Presidenti delle Commissioni Difesa del Parlamento.
Interviene sul punto anche il presidente RAMPONI.
Riprende il dibattito con l'intervento dell'onorevole COSSIGA -favorevole, altresì, ad estendere il dibattito anche alle Commissioni Esteri- poi quello dei senatori BEDIN e BOCO, dell'onorevole ANGIONI, del senatore ZORZOLI e dell'onorevole PISA.
Il presidente CONTESTABILE dichiara quindi chiusa l'odierna procedura informativa.
La seduta termina alle ore 11,15.

SENATO DELLA REPUBBLICA
----------------------------XIV LEGISLATURA-----------------------
BOZZA NON CORRETTA
4a COMMISSIONE PERMANENTE (Difesa)
SEDUTA CONGIUNTA CON LA IV Commissione permanente della Camera dei Deputati (Difesa)
COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SULLE ATTIVITÀ DI SORVOLO DEL TERRITORIO NAZIONALE DA PARTE DI FORZE AEREE DI PAESI ALLEATI
3° Resoconto stenografico
SEDUTA DI MARTEDÌ 21 GENNAIO 2003 (La numerazione dei resoconti stenografici comprende le sedute svolte dalla Commissione 4a del Senato della Repubblica congiunta con la IV Commissione della Camera dei deputati presso la Camera dei deputati)
Presidenza del presidente della 4a Commissione permanente del Senato CONTESTABILE
_____________________________________________
I testi contenuti nel presente fascicolo - che anticipa ad uso interno l'edizione del Resoconto stenografico - non sono stati rivisti dagli oratori. CG0569
I N D I C E
Comunicazioni del Governo sulle attività di sorvolo del territorio nazionale da parte di forze aeree di Paesi alleati
PRESIDENTE: - CONTESTABILE (FI), senatore ANGIONI (DS-U), deputato BEDIN (Mar-DL-U), senatore BOCO (Verdi-U), senatore BRUTTI Massimo (DS-U), senatore COSSIGA (FI), deputato DE ZULUETA (DS-U), senatore DEIANA (RC), deputata MARINO (Misto-Com), senatore MARTINO, ministro della difesa MARTONE (Verdi-U), senatore MINNITI (DS-U), senatore NIEDDU (DS-U), senatore PISA (DS-U), deputata RAMPONI (AN), deputato RIZZO (Misto-Com.it), deputato ZORZOLI (FI), senatore
Sigle dei Gruppi parlamentari del Senato della Repubblica: Alleanza Nazionale: AN; Democratici di Sinistra-l'Ulivo: DS-U; Forza Italia: FI; Lega Padana: LP; Margherita-DL-l'Ulivo: Mar-DL-U; Per le Autonomie: Aut; Unione Democristiana e di Centro: UDC: CCD-CDU-DE; Verdi-l'Ulivo: Verdi-U; Misto: Misto; Misto-Comunisti italiani: Misto-Com; Misto-Lega per l'Autonomia lombarda: Misto-LAL; Misto-Libertà e giustizia per l'Ulivo: Misto-LGU; Misto-Movimento territorio lombardo: Misto-MTL; Misto-MSI-Fiamma Tricolore: Misto-MSI-Fiamma; Misto-Nuovo PSI: Misto-NPSI; Misto-Partito repubblicano italiano: Misto-PRI; Misto-Rifondazione Comunista: Misto-RC; Misto-Socialisti democratici italiani-SDI: Misto-SDI; Misto Udeur-Popolari per l'Europa: Misto-Udeur-PE. Sigle dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati: Alleanza nazionale: AN; Democratici di sinistra-l'Ulivo: DS-U; Forza Italia: FI; Lega Nord Padania: LNP; Margherita, DL-L'Ulivo: MARGH-U; Rifondazione comunista: RC; UDC (CCD-CDU): UDC; Misto: Misto; Misto-Comunisti italiani: Misto-Com.it; Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI: Misto-LdRN.PSI; Misto-Minoranze linguistiche: Misto-Min.linguist.; Misto-socialisti democratici italiani: Misto-SDI;Misto Udeur-Popolari per l'Europa: Misto-Udeur-PE;. Misto-Verdi-L'Ulivo: Misto-Verdi-U.

Interviene il ministro della difesa Martino. I lavori hanno inizio alle ore 9,40.
PROCEDURE INFORMATIVE Comunicazioni del Governo sulle attività di sorvolo del territorio nazionale da parte di forze aeree di Paesi alleati
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le comunicazioni del Governo sulle attività di sorvolo del territorio nazionale da parte di forze aeree di Paesi alleati. Comunico che, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, è stata chiesta l'attivazione dell'impianto audiovisivo e che la Presidenza del Senato ha già preventivamente fatto conoscere il proprio assenso. Se non ci sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori. Comunico, inoltre che per l'odierna seduta è stata disposta una resocontazione stenografica a diffusione immediata. Tale forma di pubblicità viene adottata in via del tutto eccezionale e per esigenze di carattere sperimentale. Ringrazio il ministro Martino per la sua presenza e gli do subito la parola.
MARTINO, ministro della difesa. Signor Presidente, onorevoli senatori e deputati, la questione relativa alla partecipazione al Parlamento di alcune attività di sorvolo del territorio nazionale, da parte di velivoli militari statunitensi, deve essere riferita al quadro degli impegni internazionali e della situazione geostrategica. Dal punto di vista degli accordi internazionali, il problema si inquadra, in generale, nel regime di presenza di forze NATO o di forze statunitensi in Italia, nell'ambito di applicazione del Trattato del Nord Atlantico. Al riguardo, è ben noto che, sia per l'utilizzazione delle basi sia per quella dello spazio aereo nazionale, non vige alcuna condizione di extraterritorialità, permanendo allo Stato italiano la legittimazione ad esercitarvi piena sovranità. In particolare, le basi, come porzione di territorio nelle quali operano complessi militari di sostegno logistico-operativo, con uomini e mezzi, non appartengono, dunque, alla NATO o agli americani: le relative istallazioni sono date in uso alle forze militari della NATO o statunitensi, mentre la sovranità nazionale non è in alcuna maniera messa in discussione. Come detto, gli accordi che regolano la materia - ripeto, sia in caso di utilizzazione delle basi che di sorvolo, anche se diverso è il pratico coinvolgimento dello Stato ospitante nei due casi - trovano il proprio fondamento nell'articolo 3 del Trattato di Washington. Per quanto riguarda la NATO, la Convenzione di Londra del 19 giugno 1951, NATO Status of Forces Agreement (SOFA), ratificata dall'Italia con la legge n. 1335 del 1955, detta le regole generali che si applicano alle Forze armate di ciascun Paese dell'Alleanza operanti in un Paese diverso da quello di origine. Oltre alla Convenzione di Londra, le disposizioni vigenti derivano dal Protocollo di Parigi del 28 agosto 1952, approvato con la legge 30 novembre 1955, n. 1338, dalla Convenzione di Ottawa del 20 settembre 1951, approvata con la legge 10 novembre 1954, n. 1126, nonché dal decreto del Presidente della Repubblica 18 dicembre 1962, n. 2083. In tale quadro degli impegni assunti dall'Italia con il Trattato del Nord Atlantico, si inserisce una serie di accordi bilaterali che regolano la presenza delle forze statunitensi in Italia. Sono accordi sia generali, che prevedono forme di assistenza militare reciproca tra i due Paesi, sia particolari, che disciplinano gli aspetti della presenza e delle attività dei contingenti militari statunitensi. Il più importante accordo bilaterale, a carattere complessivo, è il Bilateral Infrastructure Agreement (BIA) del 20 ottobre 1954, firmato per l'Italia dal Presidente del Consiglio pro-tempore. Ad esso sono strettamente collegati un accordo tecnico aereo del 30 giugno 1954 ed un accordo tecnico navale del 20 ottobre 1954. Tali accordi bilaterali hanno una elevata classifica di segretezza e non possono essere declassificati unilateralmente, poiché il regime di segretezza è stato stabilito di comune accordo dai Governi italiano e statunitense. Il segreto militare, relativo alle infrastrutture, ai compiti, alla distribuzione di uomini e mezzi, al tipo di presenza militare nelle diverse località, si espande fino ad abbracciare le regole che disciplinano le funzioni di comando nelle basi ove operano forze USA, nonché le disposizioni sui rapporti fra le autorità militari italiane e statunitensi. D'altra parte, è normale che tali notizie siano coperte dal segreto: la diffusione indiscriminata di informazioni sui propri strumenti di difesa è, a ragione, considerata da tutti gli Stati una fonte di rischio. L'Italia non fa eccezione e, essendo la sua difesa integrata con i Paesi alleati, l'interesse nazionale al segreto riguarda anche le forze di questi Paesi e la loro presenza nel nostro territorio. Per contro, tali accordi possono essere oggetto di modifiche o di aggiornamenti, come è più volte avvenuto. Infatti, questi accordi, elaborati negli anni della guerra fredda e costruiti su modelli che risalgono alla fase di maggior tensione tra i due blocchi, nel tempo, sono stati rinegoziati ed adeguati al mutato quadro storico, in uno spirito che riconosce, tra l'Italia e gli Stati Uniti, una condizione di assoluta pariteticità e reciprocità. In questo quadro, segnalo, fra gli accordi più significativi, lo Shell Agreement, o Memorandum d'Intesa tra il Ministero della difesa della Repubblica Italiana ed il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d'America, stipulato il 2 febbraio 1955, che, tuttavia, è specificatamente riferito alle installazioni/infrastrutture, concesse in uso alle forze statunitensi in Italia. Dal predetto quadro di leggi e convenzioni internazionali discende la regolamentazione specifica circa il sorvolo e lo scalo sul territorio nazionale da parte di velivoli stranieri. Tale regolamentazione della navigazione aerea prevede che il transito di velivoli militari e civili di Paesi stranieri sul territorio italiano sia subordinato alla preventiva autorizzazione del Governo.
Le procedure per il rilascio delle autorizzazioni prevedono l'intervento dell'ENAC (Ente nazionale aviazione civile) per i sorvoli e scali di aeromobili civili su aeroporti civili e aeroporti militari aperti al traffico civile; del Ministero della Difesa - Stato maggiore dell'aeronautica - per il sorvolo e scalo su aeroporti militari o civili di velivoli militari o su aeroporti militari di velivoli civili che svolgono attività aerea per esigenze militari.
Per le competenze dell'Aeronautica militare è previsto che le richieste siano avanzate allo Stato maggiore tramite gli addetti militari accreditati in Italia, per i Paesi con cui è vigente un accordo di cooperazione, o tramite il Ministero degli affari esteri per i restanti Paesi.
Rispetto a tali previsioni procedurali generali, sono, tuttavia, esenti dall'obbligo di richiesta, i Paesi ai quali, in regime di reciprocità, siano state rilasciate, mediante accordi bilaterali, "autorizzazioni permanenti al sorvolo e scalo sul territorio nazionale". Tra questi Paesi figurano i Paesi della NATO e, in particolare, gli Stati Uniti d'America. È, dunque, questo il quadro generale degli accordi NATO e bilaterali di riferimento per il regime autorizzatorio che regola le attività di sorvolo in questione.
Ma a tale quadro si aggiunge anche una serie di autorizzazioni specifiche, intervenute dopo l'11 settembre 2001. A seguito di quegli eventi, le autorità statunitensi hanno rappresentato l'esigenza di sorvolo dello spazio aereo italiano per le azioni militari dirette contro il terrorismo in ogni parte del mondo e, segnatamente, per il rischieramento delle proprie forze nel Sud-Ovest e Sud dell'Asia. Si trattava di una delle misure che tutti i Paesi della NATO concordarono ed assunsero per accrescere le proprie possibilità di azione nella campagna contro il terrorismo internazionale. Quella specifica misura prevedeva, appunto, una clearance permanente per i sorvoli e per gli scali aeroportuali delle Forze alleate impegnate nelle operazioni contro il terrorismo. Sul piano bilaterale, quell'impegno alleato si è tradotto nella concessione agli Stati Uniti d'America di un'autorizzazione permanente al sorvolo, concessa da allora e periodicamente rinnovata nel tempo. È in questo quadro che la sera dell'8 gennaio il Governo italiano ha ricevuto dal Governo degli Stati Uniti d'America la comunicazione dell'esigenza di sorvolo dello spazio aereo nazionale da parte di propri velivoli militari, per il loro rischieramento strategico in Medio Oriente. Per i velivoli, riforniti in Spagna, non sono stati previsti scali tecnici in Italia, ma solo eventuali scali per situazioni di emergenza, in base alle norme internazionali che prevedono di fornire la massima assistenza (compresa l'autorizzazione all'atterraggio) a velivoli in transito che, per problemi tecnici o di altra natura, non possano proseguire con sicurezza il volo fino all'aeroporto di destinazione.
Si tratta, dunque, di attività riconducibili al regime autorizzatorio permanente derivante dai citati accordi di base - che definirei "storici" - e da quelli più attuali, conseguenti all'11 settembre 2001.
Tale caratterizzazione delle attività, l'urgenza della comunicazione, l'opportunità di gestirla, comunque, in un contesto di riservatezza, hanno indotto il Governo a scegliere la forma dell'immediata informazione epistolare ai Presidenti delle Commissioni difesa e di contestuale offerta di disponibilità del Ministro a riferire in Commissione.
D'altra parte, il Governo ha voluto partecipare la questione al Parlamento per evitare qualunque erronea ed allarmistica interpretazione dei fatti e per onorare l'impegno di costante chiarezza e responsabile coinvolgimento del Parlamento stesso sugli aspetti di maggiore rilievo della situazione internazionale.
Non esiste, dunque, come qualcuno ha affermato, un problema di intempestività della comunicazione o di elusione delle prerogative parlamentari nella decisione. Per il semplice motivo che non vi è stata una specifica decisione, ma la ben
Pagina pubblicata il 05-03-2011