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Versione Italiana

Un Ponte Verso Piacenza

Retrospettive - Mario Renna

Roma,  16 maggio 2017

​Nei secoli passati è accaduto innumerevoli volte che i ponti sui fiumi venissero distrutti dalla furia delle acque o dagli eserciti in ritirata. E quasi sempre che fossero ricostruiti, dapprima in forma provvisoria, formati da chiatte o barconi collegati assieme. Come quello realizzato nel 1158 da Federico Barbarossa sul Po o quello che due anni dopo i Piacentini "gittarono" sul grande fiume per portare aiuto a Milano, o ancora i ponti costruiti nel XIV e nel XVIII secolo per rimediare ai danni delle piene o delle guerre, fino ad arrivare alla seconda metà dell'800, quando venne messo in opera un ponte su chiatte rimasto in esercizio fino al 1908, quando venne sostituito dal nuovo ponte in ferro.
Piacenza, oltre a fornire esempi storici in materia, è anche la sede del 2° reggimento genio pontieri dell'Esercito, che ha organizzato nel centro della cittadina emiliana un'originale mostra intitolata "Un ponte verso Piacenza", in cui sono esibite decine di modelli storici di ponti militari che illustrano l'evoluzione delle tecniche per il superamento di ostacoli non solo fluviali.
L'esposizione comprende anche numerose fotografie scattate durante gli ultimi conflitti mondiali, tra le quali spiccano quelle dei ponti sul Piave, sul Livenza e lungo la linea del fronte italo-austriaco nella Grande Guerra. Per l'Arma del Genio il '15-'18 fu una campagna durissima, ricompensata con la Medaglia d'Oro al valor militare, nella cui motivazione si trovano le parole che formano il motto del 2° reggimento: "… per ogni ponte una superba sfida al nemico..".
La tradizione e l'esperienza del genio militare in questo campo è antichissima: furono i Romani a dotarsi per primi di equipaggiamenti e truppe specializzate a far camminare gli eserciti sull'acqua. L'Arma del Genio dell'Esercito Italiano fu costituita nel 1874 e nemmeno dieci anni dopo i reparti di pontieri furono accorpati a Piacenza, in un unico reggimento. Oltre che nelle vicende belliche, i genieri sono scesi in prima linea nelle emergenze che hanno colpito il nostro Paese - da ultimo nell'Italia centrale, dove hanno salvato vite e contribuito all'avvio della ricostruzione - senza dimenticare l'intervento forse più importante, nel 1951, quando nel Polesine alluvionato furono recuperate 18.000 persone e 3.400 capi di bestiame.

 

Piacenza, Scuderie di Maria Luigia, fino al 4 giugno