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La tutela tricolore. I custodi dell'identità culturale.

Libri e Eventi - Ada Fichera

Roma,  31 gennaio 2017

​Rimarrà aperta fino al 14 febbraio, presso l'Aula Magliabechiana degli Uffizi, la mostra 'La tutela tricolore. I custodi dell'identità culturale', in cui si narrano gli avvenimenti storici che hanno coinvolto, e molto spesso "ferito", il nostro patrimonio culturale dalla seconda guerra mondiale ai nostri giorni, unitamente alle azioni legislative e istituzionali che hanno, ed hanno avuto nel tempo, il compito di proteggerlo e custodirlo per le future generazioni.

Le otto sezioni della mostra, prendono in considerazione tutti i vari crimini che, nel corso delle epoche, sono stati compiuti contro il nostro patrimonio artistico. Dai crimini di guerra a quelli terroristici, dai furti con scopo di lucro agli scavi clandestini con conseguenti esportazioni illecite, l'esposizione racconta, ad esempio, l'attentato terroristico, di stampo mafioso, che il 27 maggio 1993 ha visto come bersaglio proprio la Galleria degli Uffizi, a danno di alcune opere che andarono distrutte.

Anche il recupero delle opere delle Gallerie di Firenze trafugate nel corso del secondo conflitto mondiale è al centro di una parte dell'esposizione, che offre al visitatore molte opere recuperate grazie all'attività dell'allora ministro plenipotenziario Rodolfo Siviero, che su nomina di Alcide De Gasperi, nel 1946, diresse una missione diplomatica presso il governo tedesco allo scopo di ottenere legittima restituzione di numerose opere italiane. Fra queste, sono esposte le celebri Fatiche di Ercole di Antonio Pollaiolo, la Madonna col Bambino (detta Madonna del Solletico o Madonna Casini) di Masaccio, il Ritratto di uomo di Hans Memling, l'Avarizia di Francesco Furini, il Pigmalione e Galatea di Bronzino, Ritratto di giovane donna di scuola emiliana (illecitamente esportata negli Stati Uniti con la suggestiva attribuzione a Raffaello); la trecentesca Dormitio Virginis, di scuola veneta, trafugata il 20 luglio 1944 da soldati nazisti a Lastra a Signa, nella Villa del Sassoforte di Federico Mason Perkins, e riportata in Italia dopo esser stata individuata sul mercato londinese nel 2014; e La carica dei bersaglieri di Michele Cammarano, che venne purtroppo tagliata e suddivisa in varie porzioni per poterla vendere più facilmente.

Di Beni archeologici e diplomazia culturale si occupa un'altra sezione della mostra che espone una serie di preziosi recuperi archeologici, per lo più provenienti da scavi clandestini e poi usciti illecitamente dall'Italia, fra cui la statua di Vibia Sabina, moglie dell'imperatore Adriano, rientrata da Boston nel 2007, il cratere del celebre pittore Assteas rientrato da Los Angeles nel 2005 e infine l'Hydria etrusca, dove è rappresentata la metamorfosi dei pirati in delfini, tornata nel 2014 dal Toledo Museum of Art nell'Ohio.

Nel corso della mostra è presente anche una rassegna cronologica di recuperi di dipinti e reperti archeologici che illustra l'operato del Comando Tutela Patrimonio Culturale vicino ormai ad un importante anniversario dalla sua creazione, dal titolo I Carabinieri dell'arte a grandi passi verso i primi cinquant'anni.  

È anche valorizzata in mostra l'azione virtuosa di alcuni cittadini che si sono inaspettatamente ritrovati ad essere protagonisti di ritrovamenti. Infatti tra le Scoperte fortuite, è esposta un'Urna cineraria con raffigurazione di defunto recumbente, trovata in una tomba etrusca nei pressi di Città della Pieve da un agricoltore, il quale segnalandola alle autorità competenti ha scongiurato il pericolo che cadesse in mano a tombaroli senza scrupoli.

La mostra si conclude poi con una sezione dedicata a La globalizzazione del crimine, che espone le Oreficerie Castellani rubate dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia il 30 marzo 2013, la stele funeraria di Palmira, e con altre due sezioni dove è possibile ammirare l'Adorazione dei Pastori del pittore Dono Doni di Assisi, proveniente dalla Pinacoteca Civica di Bettona, danneggiata dal terremoto dello scorso ottobre e restaurata proprio per tale occasione.

Infine, dal 24 gennaio 2017, sono esposti anche due dei diciassette dipinti trafugati dal Museo di Castelvecchio nel novembre 2015 e rimpatriati dall'Ucraina lo scorso 22 dicembre. Si tratta di Sacra Famiglia con una Santa di Andrea Mantegna, e di Ritratto di giovane con disegno infantile di Giovanni Francesco Caroto, recuperate proprio grazie ai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale.

La mostra, accolta sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, è stata diretta e curata da Eike D. Schmidt con Fabrizio Paolucci, Daniela Parenti e Francesca De Luca, e promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, da Firenze Musei, dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, da Open Group e dall'Associazione "First Social Life".