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4 aprile - Giornata Mondiale per la Promozione e l’Assistenza all’Azione contro le Mine

Tecnica, professione e società - Mario Renna

Roma,  4 aprile 2017

Nel mondo le mine e gli ordigni inesplosi fanno registrare ogni anno migliaia di vittime (un terzo delle quali sono bambini): un fenomeno micidiale che quasi passa inosservato nelle cronache, a causa della sua diffusione in larghe regioni del pianeta. Per suscitare attenzione su questo delicato tema, le Nazioni Unite – attraverso il Mine Action Service - hanno dichiarato il 4 aprile l'International Mine Awareness Day, che ha anche lo scopo di incoraggiare lo sviluppo dei mezzi di contrasto ai residuati bellici nei contesti post-conflitto. Nel 2016 l'UNMAS ha distrutto oltre 200.000 ordigni, provvedendo al tempo stesso alla formazione di 7.700 operatori.

La Difesa italiana gioca un ruolo importante nel formare specialisti militari nella lotta agli ordigni e dispone a Roma di un Centro di Eccellenza per l'addestramento, lo sviluppo dottrinale e la sperimentazione di equipaggiamenti specifici. Annualmente il Centro dell'Esercito ospita oltre cinquecento militari di tutte le Forze Armate, delle forze di polizia e di eserciti stranieri.

Gli istruttori del Centro, veterani di tutte le missioni internazionali cui partecipa l'Italia, operano attualmente con due team mobili in Iraq, uno presso il training center di Erbil dove contribuiscono alla formazione dei Peshmerga destinati in prima linea contro Daesh, e l'altro a Baghdad, insieme ai Carabinieri che addestrano la polizia che opererà nei territori liberati.

Un ulteriore team mobile verrà schierato in Libano a sostegno delle forze armate locali, mentre a breve un gruppo di militari vietnamiti seguirà presso la sede di Roma, all'interno della Scuola del Genio dell'Esercito, un corso per l'individuazione e la neutralizzazione delle mine. Corsi analoghi, della durata di 4 settimane, si tengono ogni anno in favore di personale militare afghano.

Oltre alle attività formative del Centro di Eccellenza C-IED (Counter Improvised Explosive Devices), sono da contare quelle realizzate dai diversi contingenti italiani schierati all'estero, tra i cui compiti figura il capacity building: ad esempio in Afghanistan, nell'ambito della missione NATO che vede l'Italia al comando nella regione occidentale, dove negli ultimi anni sono stati brevettati decine di operatori dell'esercito di Kabul, e in Somalia, dove opera l'European Union Training Mission a guida italiana.