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Il luogo della memoria del Tricolore

Focus Difesa - Clara Salpietro

Roma,  3 novembre 2016

"La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni". Così stabilì l'Assemblea Costituente il 24 marzo del 1947 nel redigere l'articolo 12 della Costituzione. La data di nascita della bandiera italiana risale però al 7 gennaio 1797, quando a Reggio Emilia i rappresentanti delle città di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara proclamarono il tricolore bianco, rosso e verde come vessillo della Repubblica Cispadana. La bandiera fu esposta per la prima volta in pubblico a Modena il 12 febbraio 1797 e per celebrare l'avvenimento venne organizzato un corteo per le vie della città, con esponenti della guardia civica e dell'esercito che le tributarono solennemente onore.

Dopo la proclamazione del Regno d'Italia, avvenuta il 17 marzo 1861, il tricolore è stato considerato bandiera ufficiale anche se la sua definizione giuridica avviene solo nel 1925 quando la bandiera di Stato, oltre ai tre colori, mostra lo stemma della famiglia Savoia.

Per i militari il tricolore rappresenta il simbolo e l'onore della propria unità, le sue tradizioni, la sua storia e il ricordo dei suoi caduti .È affidata al Comandante del Reparto che la custodisce vicino a sè, e alla bandiera – fregiata delle decorazioni di cui è insignita l'unità - va tributato il saluto in ogni circostanza e in combattimento va difesa fino all'estremo.

La storia militare si intreccia con la storia delle unità e delle loro bandiere. Con il passare del tempo i reparti si accorpano, si sciolgono o rinascono sotto nuova forma, le navi vanno in disarmo e vengono sostituite da imbarcazioni più moderne: le loro bandiere resistono però al tempo e vengono custodite a Roma nel Sacrario delle Bandiere presso il complesso monumentale del Vittoriano. Quando la storia di un'unità si esaurisce, avviene il viaggio solenne della sua bandiera verso il Sacrario: un picchetto d'onore dell'unità rende gli onori al tricolore e prima che questo venga deposto, il Comandante dell'unità la bacia per l'ultimo saluto.

E' dal 1935 che il Sacrario raccoglie le Bandiere di guerra di unità disciolte delle Forze Armate, oltre che della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, oltre ad ospitare cimeli importanti relativi alle guerre combattute dalle Forze armate italiane, come stendardi, labari e pezzi artistici di fine manifattura tra cui i cofani portabandiera finemente cesellati.

All'interno è ubicato anche il Sacello del Milite Ignoto, in cui il 4 novembre del 1921, nel corso di una solenne cerimonia, furono tumulate le spoglie non identificate di un soldato caduto nel corso del primo conflitto mondiale.

Alcuni spazi della struttura sono stati rinnovati e riaperti al pubblico a fine luglio, tra cui la sala "Àncora" dedicata alla Marina Militare Italiana, dove si trovano i cimeli più significativi dei due conflitti mondiali, come una parte del relitto del sommergibile Scirè, affondato nelle acque di Haifa nel 1942 e recuperato, insieme a 42 salme, nel 1984; il MAS15 della medaglia d'oro Luigi Rizzo, utilizzato per l'affondamento della corazzata austriaca Szent Istvan il 10 giugno 1918, e un Siluro a Lenta Corsa, soprannominato 'maiale' per il suo essere goffo, utilizzato per azioni di sabotaggio e incursioni in porti nemici, da Gibilterra ad Alessandria, da Haifa a Suda, da Algeri ai porti italiani occupati dai tedeschi, affondando corazzate e incrociatori, piroscafi e petroliere, piccole unità navali e grossi scafi.

Custodite nei loro cofani vi sono le bandiere della Fregata Re di Portogallo; della corazzata Duilio; degli incrociatori Cristoforo Colombo, Liguria, Piemonte; dei dirigibili Città di Jesi e Città di Ferrara; dell'incrociatore Carlo Alberto; delle corazzate Vittorio Veneto e Italia; di alcuni sommergibili oceanici e mediterranei.

Nella sala dedicata ai vessilli dei reparti disciolti dell'Esercito, particolare interesse suscitano le bandiere che, durante la guerra, venivano lacerate per non farle cadere in mano nemica in caso di cattura. Ogni singolo pezzo veniva custodito dagli stessi militari i quali ricomponevano la bandiera a guerra conclusa e oggi si possono ammirare nelle teche del Sacrario.

Negli Albi d'onore è possibile leggere le menzioni delle medaglie di cui sono insignite le varie bandiere. Tra quelle più storiche, vi è la bandiera del 68º reggimento fanteria Legnano che ha ricevuto la medaglia d'argento al valor militare per essere stato l'unico - durante la seconda Guerra mondiale - "a rappresentare la fanteria italiana tra le file degli eserciti Alleati, nell'intero ciclo della guerra per la liberazione d'Italia".