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Difesa: la cooperazione nel Mediterraneo. La prospettiva italiana.

Osservatorio Strategico - Franco Vestito

Roma,  10 ottobre 2016

Il bacino del Mediterraneo presenta un elevato grado di complessità dovuta all'interconnessione di numerosi fattori e attori, ciò costituisce al tempo stesso un elemento di dinamicità ma anche di vulnerabilità perché le perturbazioni e le crisi si propagano facilmente e rapidamente. Esso rappresenta uno spazio complesso e molto diverso in termini di sistemi politici, sociali, economici, culturali e religiosi, reso unitario dalla comune condivisione e gravitazione su tale bacino.

L'evoluzione delle vicende nella regione del Medio Oriente e Nord Africa – sulla scia del macro fenomeno della "Primavera Araba" e della sua successiva involuzione – ha introdotto ulteriori elementi di criticità in numerosi stati autoritari e in Paesi indeboliti od in totale disfacimento divenuti incapaci di controllare e gestire a livello centrale fenomeni complessi di natura politica, economica e sociale. In taluni casi, tale debolezza ha aperto la via all'affermazione di realtà non-statuali transnazionali su base religiosa o criminale, la cui violenza e velocità di diffusione hanno avuto rilevanti impatti sulle condizioni di sicurezza regionale o globale. Questi profondi sconvolgimenti economici, politici e sociali hanno inoltre generato sanguinose guerre civili ed un esodo, senza precedenti, di decine di migliaia di profughi che attraverso il Mediterraneo e l'Egeo cercano di raggiungere l'Europa. Tale fenomeno, inoltre, assieme al proselitismo militante, rappresenta  un potenziale strumento di diffusione del terrorismo nel vecchio continente. Il Mediterraneo è, inoltre, teatro di confronto multinazionale che riflette il mutamento degli equilibri di potere a livello globale, effetto del processo di progressiva affermazione di un nuovo equilibrio derivante dall'emergere di nuove potenze, che stanno già conducendo a nuove sfide politiche, economiche e militari. In questo contesto la situazione risulta ulteriormente complicarsi a causa dall'affacciarsi di attori di rilevanza internazionale, come la Russia, la Cina e l'Iran che come l'Unione Europea e la NATO operano proprio nel Mediterraneo con numerose iniziative . Infine il Mediterraneo rappresenta per molti paesi europei un elemento di diversificazione negli approvvigionamenti energetici –– nonché la sede di un importante network di cavi sottomarini per le telecomunicazioni, ed è quindi rilevante per la sicurezza energetica. Per tale motivo, la stabilità della regione euro-mediterranea deve rappresentare un obiettivo comune dell'Europa  per un efficace contrasto alle crescenti minacce alla sicurezza territoriale, alla libertà di navigazione e alle infrastrutture di telecomunicazioni.

La posizione dell'Italia, centrale nel bacino del Mediterraneo, al confine sud dell'Europa ,  pone come ineludibili gli obblighi che la spingono ad esercitare un ruolo di riferimento nel promuovere politiche di intervento nelle aree origine di instabilità e flussi migratori – " o si interviene per tempo in Africa o l'Europa non è in grado di gestire il problema" - ha affermato il Presidente del Consiglio Matteo RENZI nel suo intervento all'Assemblea delle Nazioni Unite. L'Italia sta operando secondo le proprie possibilità, in armonia con la Comunità internazionale ed in ossequio al Diritto internazionale al fine di contribuire alla pace e allo sviluppo regionale ed è da molto tempo in prima linea sul fronte dell'immigrazione, poiché ritiene prioritario il salvataggio delle vite umane. Il quadro delineato rappresenta la cornice nella quale si inserisce la partecipazione nazionale alle operazioni che insistono nell'area oggetto della trattazione.  Sin dal giugno 2015 con la missione EUNAVFOR MED, l'Italia, assumendo la guida dell'operazione e tramite l'apporto di un consistente numero di assetti e personale, sta contribuendo a contenere – almeno in parte – la crisi in atto. Alla missione principale sono stati aggiunti due ulteriori compiti che consistono nel prevenire il traffico di armi e nell'assistere attraverso il capacity building della guardia costiera che rappresenta uno step fondamentale per garantire da una parte una exit strategy rapida e duratura dall'operazione e dall'altra incrementa la legittimità del Governo di Accordo Nazionale (GNA) libico. In tale quadro, il controllo delle coste rappresenta un elemento fondamentale per uno stato che si sta stabilizzando ed è un elemento importante anche per l'Italia e l'Europa, per la gestione dei flussi migratori. L'Italia inoltre – di propria iniziativa – ha avviato, sin dal marzo 2015, l'operazione MARE SICURO, una missione di sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale che si prefigge lo scopo di assicurare adeguate condizioni in mare per la tutela degli interessi nazionali e per mitigare/contrastare le minacce in alto mare. Rimanendo alle operazioni navali, nella ferma convinzione che sia necessario garantire la sicurezza marittima del Fianco Sud, l'Italia partecipa alle attività della NATO nel Mediterraneo, sostenendo le Standing Naval Forces e la nascente Operazione Sea Guardian (ex Operazione Active Endeavour). 

Proprio perché riconosciamo che la posta in gioco per la sicurezza marittima è alta, siamo determinati ad evitare eventuali possibili minacce in mare o dal mare massimizzando il comprehensive approach. Questo è il motivo per cui promuoviamo la cooperazione tra le organizzazioni internazionali, quali l'OSCE, l'Unione Europea e la NATO.

Passando al Libano, l'Italia esprime in UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), un consistente sforzo. L'importanza di UNIFIL risiede nel fatto che il Libano, pur rappresentando un tenue baluardo rispetto alla violenza generalizzata del conflitto in Siria e Iraq, riesce, nonostante tutto, a ospitare un numero incredibilmente alto di profughi – fra uno e due milioni. Detta situazione risulta, nel lungo termine, insostenibile e rischia di destabilizzare l'area con l'allargamento della crisi. Il Libano, pertanto, nello scacchiere mediorientale, svolge un ruolo fondamentale per la Comunità Internazionale e la sua capacità di resistere alle minacce è assolutamente decisiva per evitare un effetto domino nella regione che potrebbe avere conseguenze molto serie sulla sicurezza comune.

Infine nell'ambito della collaborazione e del supporto fornito dalle Autorità italiane a quelle del Governo di Accordo Nazionale (GNA) libico, nel processo di  stabilizzazione del paese, a seguito di specifica richiesta libica al Governo Italiano, è stata schierata una struttura ospedaliera campale nell'area di Misurata. L'intervento si inserisce nell'ambito del supporto umanitario e sanitario che l'Italia ha già fornito al popolo libico con il trasporto e ricovero in Italia di feriti libici e la spedizione di farmaci e di supporti sanitari.

L'attuale periodo è contraddistinto da una progressiva globalizzazione dei fenomeni tra i quali il terrorismo, ciò permette a questi gruppi di esportare con successo - anche a grande distanza geografica - il proprio modello. Per rispondere in maniera omnicomprensiva al suddetto fenomeno, l'Italia ha aderito alla Coalizione multinazionale contro il sedicente Stato Islamico in Iraq, con il dispiegamento di un dispositivo militare che le permette di figurare tra i primi Paesi contributori.

La Difesa italiana, inoltre, agisce anche sul versante interno per fronteggiare l'emergenza dovuta alla accresciuta minaccia terroristica con  l'operazione denominata "strade sicure", che prevede tra gli altri compiti la collaborazione delle Forze Armate con le Forze di Polizia, nei servizi di controllo del territorio a tutela di obiettivi sensibili.

Per l'Italia non è possibile disgiungere la sicurezza della regione euro-mediterranea da quella euro-atlantica, essendo ambedue elementi imprescindibili del sistema nazionale posto a tutela e garanzia delle nostre libertà.

Nell'ambito delle principali istituzioni internazionali – cui l'Italia fa riferimento – come la NATO e l'Unione Europea, siamo fermamente convinti che le sfide citate richiedano una risposta coordinata di tutti gli attori.

Nel  Mediterraneo l'impegno italiano è volto ad una migliore cooperazione per la sicurezza  e difesa comune e assicurare il positivo processo di integrazione nella sua dimensione politica, in coordinamento con Unione Europea e la NATO.

In tale ambito, l'Italia ritiene anche l'OSCE possa e debba dare un rilevante contributo nel Mediterraneo ed il suo ruolo è fondamentale per il futuro della Regione e dell'Europa stessa.