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Col Moschin, 100 anni dopo

Retrospettive - Nicolò Galeota

Roma,  26 giugno 2018

​Erano le prime luci dell'alba del 16 giugno 1918 quando, agli ordini del Maggiore Giovanni Messe, gli Arditi del IX Reparto d'Assalto del Regio Esercito attaccavano d'impeto gli austro-ungarici sul Col Moschin. In soli dieci minuti di combattimenti, supportati da un preciso tiro di artiglieria, ripresero tale importante posizione dopo aver già conquistato il Col Fagheron e il Col Fenilon, catturando più di 300 prigionieri, tra i quali 17 Ufficiali, e 25 mitragliatrici. Era l'inizio della Seconda Battaglia del Piave, diventata poi famosa come la Battaglia del Solstizio, così battezzata da Gabriele D'Annunzio per la coincidenza con il solstizio estivo e per il significato strategico che assunse nel prosieguo della Grande Guerra. A ricordare quegli eventi, al termine del conflitto, fu posta sulla vetta erbosa del colle una antica colonna di granito donata dalla città di Roma.

Nella ricorrenza del centenario, il 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin" e l'Associazione Nazionale Incursori Esercito (ANIE), naturali eredi dei valorosi combattenti dell'epoca, hanno commemorato il fatto d'arme con una cerimonia solenne, tenutasi il 23 e il 24 giugno proprio sul colle di cui l'unità porta il nome, alla quale hanno partecipato una compagine di Incursori, numerose associazioni d'arma tra cui una rappresentanza di quelle austriache e ungheresi.

L'evento, realizzato anche grazie al Comitato Celebrazioni Storiche nel nome del Grappa e alla Regione Veneto, si è aperto con un inquadramento storico-geografico della quota e degli eventi che l'hanno resa famosa. Un doppio aviolancio, da parte di sei rappresentanti dell'ANIE prima e, subito dopo, di sette incursori con equipaggiamento completo d'alta quota e apparecchiature a ossigeno, una modalità di cui sono gli unici detentori in Italia, è stato l'occasione per mostrare ai convenuti le tecniche di lancio in ambiente montano.

La commemorazione militare vera e propria è iniziata con la Santa Messa in suffragio di tutti i caduti sul campo di battaglia da ambo le parti e con la deposizione delle corone in loro memoria. Al riguardo, il Colonnello Giuliano Angelucci - Comandante del 9° - ha rimarcato il legame tra gli Incursori di oggi e i Reparti d'assalto della Grande Guerra: "la ferrea volontà di difendere la Patria, la sincera fede al giuramento prestato, la volontà e l'abnegazione nel portare a termine il proprio dovere, a qualunque costo, sostenendo orgogliosamente ogni possibile rischio, costituiscono i valori fondanti del reparto oggi come allora".

L'Ufficiale ha poi consegnato due onorificenze, una croce d'argento e una di bronzo al merito dell'Esercito, a due incursori distintisi nei teatri ad alto rischio dove il Reggimento opera senza soluzione di continuità. Sentimenti di orgoglio nazionale e di riconoscenza per l'operato degli Incursori sono stati espressi anche dalle altre autorità civili e militari che hanno preso la parola, tra le quali il Comandante del Comando delle Forze Speciali dell'Esercito, Generale di Brigata Ivan Caruso e l'Assessore della Regione Veneto Elena Donazzan. Tra i presenti inoltre, alcuni tra gli Incursori che hanno fatto la storia del Reggimento: il Generale Franco Angioni, Comandante del Contingente italiano in Libano negli anni Ottanta, il Generale Marco Bertolini, ex Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze e oggi Presidente dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia, l'astronauta Paolo Nespoli e il Colonnello Angelo Passafiume, Presidente dell'ANIE.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, presso il parco Ragazzi del '99 di Bassano del Grappa, si è poi svolta una celebrazione in ricordo di tutti i caduti della Grande Guerra. Alla cerimonia ha preso parte il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Salvatore Farina e, tra i convenuti, il Generale Biagio Abrate, già Capo di Stato Maggiore della Difesa. Nuovamente, a vantaggio di un pubblico ancora più numeroso, gli Incursori hanno replicato il lancio portando con loro le bandiere di Italia, Austria, Ungheria oltre che quella del 9° Reggimento. Nel suo intervento il Generale Farina ha espresso parole di grande apprezzamento verso il 9° Col Moschin, sottolineando come il Reggimento rivesta il ruolo di unità di punta in ambito Difesa e nello scenario internazionale.