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A difesa dell'Arte

Tecnica, professione e società - Ada Fichera

Roma,  30 giugno 2016

L'Arma a difesa dell'arte. Capolavori artistici italiani rubati e recuperati, è il titolo della mostra in corso presso il Museo Storico dell'Arma dei Carabinieri, sito in piazza Risorgimento a Roma.

Le pregevoli opere d'arte in esposizione sono il risultato di importanti operazioni condotte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, come ad esempio il recupero, a gennaio scorso, degli affreschi trafugati da una tomba del IV Sec. nell'area di Paestum.

Presso il Museo sono visibili reperti e tele d'autore insieme ad un importante documento: la lettera di Cristoforo Colombo inviata ai Reali di Spagna per comunicare la scoperta del Nuovo Mondo. Quest'ultima era stata rubata dalla Biblioteca Riccardiana di Firenze, dove per molti anni è stata esposta una copia che adesso è in mostra insieme all'originale. Nel 2012, un'attività investigativa del Comando, che indagava su alcuni volumi antichi rubati a Firenze, ha permesso, grazie alla collaborazione con la Homeland Security Investigation degli Stati Uniti, di identificare la lettera di Colombo nell'ambito di una vendita antiquaria. La lunga operazione arrivata fino ai primi mesi del 2016 ha consentito di restituire all'Italia la Epistola de Insulis Indie, datata 1493 e stampata dal tipografo Stephan Plannck.

Altre opere, altra storia. L'esposizione prosegue mostrando al pubblico le opere di Victorio Macho (1887-1966), scultore spagnolo, che erano state recentemente rubate da un furgone sul Lungotevere di Roma mentre erano in fase di trasporto, dalla Spagna, per una mostra, organizzata dall'Istituto Cervantes, che sarebbe stata a lui dedicata in una galleria di Piazza Navona in occasione dell'anniversario della sua morte. Le opere sono state ritrovate dai Carabinieri in un casolare di campagna, il 20 maggio 2016, grazie ad una serie di indagini che si sono subito concentrate nell'ambito del mercato di settore e degli ambienti legati alla ricettazione nella capitale.

C'è poi un capitello romanico del XII Sec., che aveva custodito le ceneri di San Flaviano, trasformato poi in acquasantiera nella Basilica di Montefiascone, dove nel 2006 era stato rubato. Il capitello, che rappresenta una delle massime espressioni dell'arte medievale italiana, è stato sequestrato, qualche mese fa, ad un antiquario di Ginevra, che, a sua volta, lo aveva acquistato del tutto in buona fede.

Uno dei pezzi più pregiati dell'esposizione romana è certamente la grande tela, attribuita a Guido Reni (1575-1642), dal titolo Madonna in adorazione e bambino dormiente (XVII Sec.), un olio su tela recuperato in un caveau di un importante istituto di credito, a seguito di una denuncia per appropriazione indebita presentata dal proprietario che aveva consegnato il dipinto nel 1992 per ottenere un credito. Nel corso degli anni, la banca si era rifiutata di restituire il dipinto, trasferendolo presso la sede di Roma senza autorizzazione del proprietario ed intestando il titolo alla figlia di quest'ultimo, a sua volta debitrice verso lo stesso istituto.

Insieme ad altri reperti di rilievo storico-artistico recuperati dai carabinieri, quali crateri attici e anfore greche del VI Sec. a.C., non possiamo non citare altre due "chicche" della mostra: una scultura in pietra calcarea di Palmira, ovvero un rilievo funebre ritrovato in Piemonte a seguito di un'operazione contro il riciclaggio di denaro da parte di alcuni imprenditori piemontesi, e un olio su tela attribuito al Canaletto (1697-1768), raffigurante la Chiesa di San Pietro di Castello a Venezia. Il ritrovamento di quest'ultimo è legato alla denuncia di un imprenditore milanese per una truffa a suo danno, avvenuta dopo la consegna per una ipotetica vendita, da parte sua, a sedicenti commercianti d'arte, che dopo aver visionato il dipinto non glielo avevano più restituito. I Carabinieri hanno intercettato l'opera, nel 2015, alla stazione ferroviaria di Firenze, evitandone il trasporto all'estero che avrebbe avuto come finalità il suo commercio presso una casa d'aste del Principato di Monaco. I responsabili del furto sono stati individuati nell'ambito di una rete di vendita illegale di beni artistici dislocata fra Sanremo, Milano e Pordenone.

Ancora una serie di pregevoli obiettivi raggiunti dal Comando nei suoi oltre quarant'anni di storia, ancora una mostra tutta da vedere fino al 3 luglio, tutte le mattine dalle ore 9 alle ore 13 (ad esclusione del lunedì) e da godere presso un luogo emblematico dell'Arma quale il museo romano della Benemerita.