Ministero della Difesa

28 luglio 2016

La Radio: Il primo uso in ambito militare


La comunicazione è da sempre un elemento fondamentale non solo nella società "civile" ma anche nel mondo militare. Pochi sanno però che uno dei maggiori mass-media è nato in ambito militare.
Ufficialmente, è il 6 ottobre 1924, quando va in onda la prima trasmissione radiofonica in Italia: la voce è quella di Maria Luisa Boncompagni, si tratta di un programma ancora scarno, composto di musica operistica, da camera e da concerto, di un bollettino meteorologico e notizie di borsa.


Ma prima di tale data, la radio è di uso esclusivamente militare.


Il primo esperimento è di "paternità" dell'esercito tedesco, ovvero nel 1906, durante la rivolta degli Herero nell'Africa sud-orientale (oggi Namibia), ma il primo esempio di applicazione militare, su larga scala, della trasmissione radio si registra con l'utilizzo della radiotelegrafia durante la guerra italo-turca.


L'Arma del Genio organizza infatti, per la guerra di Libia, il primo servizio regolare di radiotelegrafia campale su larga scala. Le stazioni radio si rivelano uno strumento essenziale fin dai primi sbarchi per i collegamenti con la flotta e i servizi logistici.


Al comando della Compagnia per la radiotelegrafia di Tripoli c'è il Tenente Luigi Sacco, che arriva in Libia, il 9 ottobre 1911, dopo l'inizio del conflitto.


Il 16 dicembre dello stesso anno giunge a Tripoli lo stesso Guglielmo Marconi, per effettuare, con il Gen. Carlo Caneva, Comandante della spedizione italiana, una serie di esperimenti di trasmissione radio con l'Italia usando un semplice filo disteso sulla sabbia come un'antenna.


Nei mesi successivi, la Compagnia allestisce una rete centrata sulla stazione a scintilla, situata sul molo del forte turco di Tripoli, mentre vengono installate altre stazioni a Misurata, Sirte e Misda.
Rimane tuttavia il problema del trasporto delle stazioni radio su una rete stradale fatta di piste nel deserto e sulla sabbia, tanto che il Tenente Sacco deve riprogettare le stazioni per il trasporto sull'unico animale da soma che era in grado di muoversi in quelle condizioni ambientali: il cammello.


Vengono così stabilite velocemente le nuove stazioni radio nei territori che man mano vengono occupati.


L'uso delle comunicazioni radio ha un ruolo importante in guerra, che nell'episodio che qui abbiamo raccontato mostra come il mondo bellico comprese che la radio aveva le potenzialità di uno strumento utile per le informazioni rapide, anche se, allo stesso tempo, oltre alle pregevoli potenzialità, emergevano tuttavia i suoi rischi, il maggiore fra tutti la facile "intercettabilità".


Sarà così che in seguito, durante la Grande Guerra, quando la Francia e l'Austria iniziano a disporre di un ufficio crittografico ben organizzato, anche l'Italia, ancora una volta proprio grazie all'opera del Tenente Sacco, allestirà il primo "ufficio cifra" presso il Comando Supremo dell'Esercito.


Per approfondire l'uso della radio in ambito militare, vi consigliamo il Dvd edito dallo Stato Maggiore della Difesa per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, 2 giugno 2011.

 

 

Ada Fichera
 

 
 
Riferimenti Bibliografici

  • Flavio Russo, Fiori della petraia. Invenzioni e sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra, Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa, Ministero della Difesa, Roma, 2015
  • Ada Fichera (testi a cura di), 2 giugno 2011, DVD, edizioni "Informazioni della Difesa", , Stato Maggiore della Difesa, Ministero della Difesa, Roma, 2012