Ministero della Difesa

8 agosto 2016

L’Automobile:

Il suo primo impiego nelle Forze Armate Italiane


L'Italia, alla fine del XIX secolo, oltre ad essere dedita all'espansione territoriale con mezzi bellici (si pensi ad esempio al 1890, quando l'Eritrea diviene sua colonia), tenta di concentrarsi anche su una crescita fondata sull'industria e sull'economia.


Infatti, nel 1893, a Piovene Rocchette, un industriale dell'epoca, famoso nel settore della tessitura, viaggiando, conosce un illustre personaggio francese che costruiva vari mezzi di trasporto, dalla bicicletta all'automobile, ovvero Armand Peugeot! Quel "signore" si chiama Gaetano Rossi, il quale acquista quella che è nella storia, in assoluto, la prima auto in Italia. Si tratta della prima autovettura mossa da motore a scoppio acquistata in Italia, esattamente il 2 gennaio 1893, come testimonia il registro originale dell'epoca.


L'automobile, da quel momento, diventa grande protagonista nella storia di un Paese che giorno per giorno costruisce la sua identità ma cerca anche, riuscendovi, la sua affermazione. Tanto che, il 18 maggio 1895, si tiene la prima gara automobilistica in Italia, la nota "Torino-Asti", che si affianca, per importanza, alle rinomate Parigi-Rouen del 22 luglio 1894 e Parigi-Bordeaux-Parigi, sempre del 1895.


Ma cosa avviene nelle Forze Armate?
Già nel 1899 il Regio Esercito acquista un autocarro a vapore De Dion Bouton. Qualche anno dopo, alla vigilia della Grande Guerra, i piani operativi dello Stato Maggiore italiano contemplano largamente l'uso di mezzi a trazione motoristica.


La prima autovettura infatti venne assegnata ad un Comando Territoriale dell'Arma dei Carabinieri ed era una FIAT modello Zero 12-15 HP, prodotta in Italia fra il 1912 e il 1915.


Dobbiamo invece attendere il 1918 per il più antico documento fotografico che ritragga dei militari italiani in servizio con autovetture, occasione in cui un Ufficiale austriaco ed un Capitano dei Carabinieri, nella zona di Pordenone, sostano accanto ad un'autovettura nel corso di uno degli incontri preliminari all'armistizio di Villa Giusti (3 novembre 1918) che pose fine alla guerra tra Austria ed Italia.


In seguito, con la nascita del Corpo Automobilistico dell'Esercito, si prenderà coscienza del problema della funzionalità del nuovo mezzo e delle disposizioni in merito secondo le esigenze di servizio delle Istituzioni militari, e dell'utilità di parchi motoristici propri. Ciò si verifica ad esempio, e innanzitutto, per l'Arma dei Carabinieri, che per contingenze, quasi sempre veloci e imprevedibili, avevano la necessità di poter disporre di automezzi propri per effettuare gli interventi.

 

 

Ada Fichera
 

Riferimenti Bibliografici

  • Carabinieri
  • Flavio Russo, Fiori della petraia. Invenzioni e sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra, Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa, Ministero della Difesa, Roma, 2015
  • Ada Fichera (testi a cura di), 2 giugno 2011, DVD, edizioni "Informazioni della Difesa", Stato Maggiore della Difesa, Ministero della Difesa, Roma, 2012
  • Paolini Federico, Storia sociale dell'automobile in Italia, Carocci, 2007
  • Fabio Raffaelli, Enciclopedia dell'automobile, Script Edizioni, Bologna, 2012