Ministero della Difesa

6 settembre 2018

Il primo giornalista embedded? Tucidide


 

Oggi più o meno tutti sanno chi è un “giornalista embedded”, diremmo in italiano un giornalista al seguito o incorporato, ovvero presente in un teatro operativo aggregato a reparti militari. Tale giornalista ha dunque la possibilità di raccontare più da vicino le dinamiche operative e di narrare quindi la realtà anche dal punto di vista del militare in azione.
La figura del cronista embedded si è diffusa maggiormente dal 2000 in poi, ma vi sono altre forme, per quanto “primordiali”, di questo tipo di giornalismo, si pensi a Dino Buzzati imbarcato a bordo delle navi della Regia Marina durante la seconda guerra mondiale. Corrispondenze di guerra che, nel 1992, saranno raccolte nel libro postumo Il buttafuoco: cronache di guerra sul mare.
Tuttavia, esiste una prima testimonianza di cronaca embedded già nella letteratura greca antica.
Sono molti gli storici oggi che considerano come primo giornalista “embedded” della storia lo storico greco e militare ateniese Tucidide.
Scrisse “La Guerra del Peloponneso”, che è il suo capolavoro e che da molti critici e studiosi è considerata la prima testimonianza di giornalismo embedded, anche se di fatto egli fu anche “parte attiva” della guerra contro Sparta, essendo stato un comandante militare (stratego) della flotta ateniese nel mare egeo settentrionale.
L’opera è un analitico resoconto cronologico del conflitto che oppose fra il 431 e il 404 a.C. Sparta ed Atene per il predominio sulla Grecia.
Correttezza e obiettività della prospettiva storica e della cronologia contraddistinguono la sua opera, caratterizzata da un’alternanza di cronaca politica e militare e di riflessioni di “natura umana”.

 

 


Ada Fichera

 


Riferimenti Bibliografici

 

  • Soggetto Marco, Voci di guerra. Il giornalismo di guerra dal 1856 al 1900, Prospettiva Editrice, Roma, 2010

 

  • Tucidide, La Guerra del Peloponneso, Ed. Garzanti, 2003