Ministero della Difesa

Pillole di storia

25 novembre 2020

Generale designato d'Armata Claudio TREZZANI primo Capo di Stato Maggiore della Difesa


Generale designato d'Armata Claudio TREZZANI primo Capo di Stato Maggiore della Difesa
Premessa

La carica di Capo di Stato Maggiore della Difesa trae origine dalla precedente carica di Capo di Stato Maggiore Generale della Difesa istituita con Legge 8 giugno 1925, n. 866 e poteva essere conferita esclusivamente a Ufficiali con grado di Maresciallo d'Italia, di Generale dell'Esercito o di Generale d'Armata. Alla fine del 1925, il Capo di Stato Maggiore Generale assumeva anche la carica di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito mantenendola fino al 1927, anno in cui le due cariche furono nuovamente separate e l'accesso a quella di Capo di Stato Maggiore Generale fu aperto anche ai Grandi Ammiragli ed agli Ammiragli di Squadra con R.D.L. n. 68 del 6 febbraio 1927. Dal 1939 la nomina a Capo di Stato Maggiore Generale fu estesa anche ai Generali d'Armata Aerea e di Squadra Aerea con L. 1178 del 24 agosto. Al Capo di Stato Maggiore Generale era affidata la responsabilità di Concretare gli studi e le disposizioni necessarie per la coordinazione dell’organizzazione difensiva dello Stato, e i piani di guerra. Terminata la guerra, con D.Lgs.Lgt. 31 maggio 1945, n. 346, furono ridefinite le attribuzioni del Capo di Stato Maggiore Generale in tempo di pace. Il decreto luogotenenziale, che, per molti aspetti, riprendeva il R.D.L..n. 68 del 1927, riduceva le prerogative di quell’alta carica militare, assegnandogli funzioni essenzialmente consultive per quanto riguardava questioni tecniche in comune a due o più Forze armate. Il Capo di Stato Maggiore Generale, sempre posto alle dipendenze del Presidente del Consiglio, poteva corrispondere, per il tramite dei rispettivi ministri, con i Capi di Stato Maggiore delle singole Forze armate, i quali, però, non dipendevano più da lui direttamente, conservando solo l’obbligo di informarlo sulle questioni interforze.

Con D.lgs. 21 aprile 1948, n.955, il Capo di Stato Maggiore Generale assumeva la denominazione di “Capo di Stato Maggiore della Difesa” e posto alle dipendenze del Ministro della Difesa, vedeva potenziate, rispetto al D.Lgs.Lgt.n. 346 del 1945, le proprie attribuzioni, avendo alle dirette dipendenze i singoli Capi di Stato Maggiore di Forza armata. Egli infatti, scelto tra gli Ufficiali di grado non inferiore a quello di Generale di Corpo d’Armata (o grado equipollente per le altre Forze armate), doveva coordinare l’organizzazione, la preparazione e l’impiego complessivo delle Forze armate dello Stato. Proponeva al Ministro l’ordinamento di ciascuna Forza armata, i piani operativi, i criteri generali di difesa delle frontiere terrestri e delle coste, del territorio nazionale contro l’offesa aerea e del traffico marittimo; impartiva le direttive per l’addestramento in cooperazione tra le Forze armate e coordinava l’attività dei servizi di informazione. In base alla legge delega del 12 dicembre 1962 n. 1862, rinnovata con successiva legge del 9 ottobre 1964 n. 1058, con D.P.R. 18 novembre 1965 n. 1477 furono riorganizzati gli stati maggiori delle Forze armate e riconfigurate le cariche di vertice. In particolare il D.P.R. n. 1477 del 1965, lasciando invariato il ruolo di consulente del Ministro, principale funzione del Capo di Stato Maggiore della Difesa, ampliava, però, i suoi poteri, soprattutto in campo internazionale, equiparando le sue attribuzioni a quelle dei altri Capi di Stato Maggiore dei paesi NATO. Per effetto della legge n. 25 del 18 febbraio 1997 di ristrutturazione dei vertici delle Forze armate, il Capo di Stato Maggiore della Difesa da “primus inter pares” è posto in posizione sovraordinata rispetto ai singoli capi di Stato Maggiore delle Forze armate.


Biografia del Generale designato d'Armata Claudio TREZZANI

Nasce a Savigliano (Cuneo) il 22 marzo 1881. Attratto dalla vita militare frequenta l'Accademia Militare di Modena uscendone il settembre 1901 quale Sottotenente e, dopo un periodo di addestramento presso la Scuola di Applicazione di Fanteria di Parma, è assegnato al 1° Reggimento Alpini. Nel grado di Tenente si distinse in occasione del terremoto in Calabria del 1905. Nel 1911-1912, con il grado di Capitano, prende parte alla guerra italo-turca in Libia. Partecipa alla Prima guerra mondiale prestando servizio nella 34ª Divisione del V Corpo d'Armata. Promosso Maggiore nel 1916, in occasione di importanti e difficili operazioni per un'importante attacco, mette in luce le doti di intelligente ufficiale e viene insignito di una Medaglia di Bronzo al Valor Militare.

Promosso Tenente Colonnello nel 1917, durante il ripiegamento del nostro Esercito per la "rotta di Caporetto" viene nuovamente decorato, grazie al suo esemplare comportamento in momento così tragico, ma questa volta con una Medaglia d'Argento al Valor Militare. Promosso Colonnello nel 1918 assume l'incarico di Capo Ufficio Operazioni dell'8ª Amata e, durante la decisiva offensiva italiana dell'ottobre-novembre 1918, per l'efficacia, perizia, ed il fervore profuso viene insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia.

Con la conclusione della guerra, nel 1921 diventa insegnante di tattica alla Scuola di Guerra di Torino. Promosso nel 1932 per meriti eccezionali Generale di Brigata, assume il comando della 7ª Brigata di fanteria. Nel 1933 arriva a Bologna quale Addetto al Comando Designato d'Armata. Promosso Generale di Divisione, viene nominato, sempre a Bologna, comandante della 2ª Divisione Celere, comando che mantiene fino al 1938 quando viene inviato in Africa Orientale quale Capo di Stato maggiore del Governo Generale e poco dopo nominato Vice Governatore Generale. Il 31 luglio 1938 viene promosso per meriti di guerra Generale di Corpo d'Armata e nominato Capo di Stato Maggiore del Comando Superiore Forze Armate dell'Africa Orientale.

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale partecipa in Africa a tutte le battaglie contro le forze inglesi fino all'ultima dell'Amba Alagi, dove merita sul campo la seconda Medaglia d'Argento al Valor Militare così motivata: Capo di Stato Maggiore del comando superiore forze armate dell'Africa Orientale, durante la battaglia dell'Alagi, affrontava giornalmente il tormento del fuoco dell'artiglieria nemica e l'azione di mitragliamento e di spezzonamento degli aerei britannici per visitare comandi e reparti in linea e fornire al proprio comandante, in ogni ora del giorno e della notte, precisi ragguagli sulla situazione. Esempio di grande coraggio personale, di sereno sprezzo del pericolo e di altissime virtù militari.

Il 17 maggio 1941 è presente alle trattative di resa del Duca d'Aosta con il Comando britannico, fra le clausole otterrà il riconoscimento del valore italiano con l'onore delle armi (un reparto britannico renderà gli onori militari ai reparti italiani mentre sfilano per raggiungere la località della prigionia). Collocato in aspettativa nello stesso anno, perché fatto prigioniero, fu richiamato in servizio il 22 dicembre 1944 nell'Esercito cobelligerante italiano. A partire dal 2 maggio 1945 assunse la carica di Capo di Stato Maggiore Generale, tramutata nel 1948 in Capo di Stato Maggiore della Difesa. Il 16 dicembre 1950 lascia il servizio per raggiunti limiti di età e si ritira a vita privata. Si spegne a Roma il 13 settembre 1955.


Il team dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa.