Ministero della Difesa

Pillole di storia

4 dicembre 2020

Ammiraglio Eugenio Henke


Ammiraglio Eugenio Henke
In ottemperanza al D.lgs. 21 aprile 1948, n.955 viene costituita la carica di Capo di stato Maggiore della Difesa, con l’Ammiraglio Henke per la prima volta un ufficiale della Marina viene posto ai vertici della Difesa.

Nato a Genova il 15 novembre 1909, fu ammesso all’Accademia Navale di Livorno nel 1926 conseguendo la nomina a guardiamarina nel 1931. Da giovane ufficiale imbarcò su numerose unità, fra le quali l’esploratore Leone e la nave da battaglia Conte di Cavour. Tenente di vascello, prese parte al Secondo conflitto mondiale, sempre imbarcato su naviglio silurante, dapprima come ufficiale in 2a del cacciatorpediniere Vincenzo Gioberti e poi, capitano di corvetta, in comando dell’avviso scorta Orsa, infine comandante del Gruppo addestramento mobile sul cacciasommergibili S. Alfonso. Nel periodo bellico prese parte a numerosissime missioni di scorta convogli per l’Africa Settentrionale, affrontando ogni sorta di insidie, meritando per il valore, la perizia e l’ardimento una Medaglia d’Argento, sei medaglie di bronzo e una croce di guerra al Valore Militare.

All’atto dell’armistizio dell’8 settembre 1943 fu destinato quale ufficiale addetto all’ammiraglio comandante delle Forze antisommergibili (Federico Martinengo), con il quale prese il mare per sottrarsi alla cattura delle forze germaniche. Intercettata l’unità da motosiluranti germaniche, nel successivo scontro a fuoco, durante il quale l’ammiraglio comandante fu colpito a morte ed egli leggermente ferito, riuscì a portare le proprie unità sotto la protezione delle difese costiere, e di lì a condurre la propria unità, l’unica che riuscì a rimettere in efficienza, in porto controllato dalle forze nazionali. Per tale azione fu decorato della seconda Medaglia d’argento al Valore Militare.

Dal novembre 1943 all’aprile 1947 fu destinato al Comando superiore siluranti, prima come capo servizio addestramento e poi come sottocapo di stato maggiore. Promosso capitano di fregata nel 1948 e capitano di vascello nel 1954, comandò rispettivamente una squadriglia e la Flottiglia Scuola di comando navale (1957-1958), in alternanza con destinazioni a terra al Gabinetto del ministro e all’ufficio del segretario generale della Marina. Contrammiraglio nel 1960, fu fino al 1964 capo dell’ufficio del segretario generale della Marina e, promosso ammiraglio di divisione nel 1965, assunse l’incarico di Capo di Stato Maggiore del Comando in capo della squadra navale per un anno, e quindi nel giugno 1966 fu nominato capo del servizio informazioni della difesa (S.I.D.), incarico che tenne fino all’ottobre 1970, già ammiraglio di squadra.

Comandante in capo della squadra navale dal 1970 al 1972, quindi per breve tempo comandante N.A.T.O. del Mediterraneo centrale e infine, dall’agosto 1972 al febbraio 1975, Capo di Sato Maggiore della Difesa.

Morì a Roma il 3 febbraio 1990.
 
Il team dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa.