Page 406 - L'ITALIA IN GUERRA. Il 3° anno. 1942
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comandi responsabili del traffico di suddividere il più possibile i preziosi, e spesso ridotti, rifornimenti su più navi così da ridurre il rischio di per- dita. Il fatto fu che su questa strada si tentava di esporre il meno possibile i carichi, ma si esponevano invece all'offesa nemica un maggior numero delle altrettanto preziose e poco numerose navi disponibili.
La realtà delle prime settimane di guerra dimostrò che la pianifica- zione dei flussi di approvvigionamento verso la Libia predisposta sia dal- lo Stato Maggiore Generale sia dalla Regia Marina o era già stata resa impraticabile dalle scordinate esigenze quotidiane o era sbagliata davanti alla realtà operativa. Infatti, la pianificazione della Marina per un flusso di traffico coordinato e ordinato basato sul convogliamento di grandi en- tità vettoriali fortemente scortate, cadde davanti alla richiesta di interven- ti estemporanei e non programmati, talvolta su disposizione o espressa volontà del vertice politico che coincideva con quello del Comando Supre- mo. La pianificazione dello Stato Maggiore Generale fu un fallimento com- pleto: essa, senza mai aver approfondito gli aspetti del traffico di guerra con la Libia, escludeva la possibilità di rifornire la Libia con convogli scor- tati, ritenendo che cio avrebbe rappresentato rischi eccessivi... Pertanto faceva solo affidamento sulle riserve iniziali di mezzi e rifornimenti am- massati in Africa settentrionale nella fase di preparazione e di attesa all'i- nizio delle ostilità. Il fatto era che le riserve o non c'erano o non erano sufficienti e che comunque non si poteva pensare, anche in sede di piani- ficazione, di condurre una guerra, con un corpo di spedizione forte di cir- ca 230.000 uomini senza provvedere al suo rifornimento nel corso del tempo, specie dopo aver esaurito quel poco che sarebbe stato possibile ammassare prima dell'inizio delle operazioni.
La Marina si trovò quindi nell'immediata condizione di dover orga- nizzare e difendere un duplice traffico marittimo:
- un traffico numericamente basso per composizione vettoriale ma tem- poralmente continuo tra l'Italia e i porti libici, in particolare Tripoli, e viceversa;
- un traffico di cabotaggio lungo la costiera libica per smistare nei porti a sorgitori della costa libica i materiali affluiti nei principali approdi attrezzati, così da farli giungere via mare nel maggior quantitativo pos- sibile, in prossimità delle linee di combattimento.
Queste correnti di traffico, mai interrotte sino alla data del definiti- vo ritiro italiano dalla Libia, furono organizzate dalla Marina a guerra ini- ziata e da essa mantenute sino all'ultimo giorno. La battaglia dei convogli
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