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Bandiera distintiva del Ministro della Difesa
 

Libro Bianco 2002

 

Parte XII

La pubblicistica militare, l'attività sportiva nelle Forze Armate, le associazioni combattentistiche e d'Arma, i Musei Militari, il Commissariato Generale, Onoranze ai Caduti in guerra

12.1 La pubblicistica Militare
12.1.1 Generalità
12.1.2 Scopi
12.1.3 La pubblicistica nell'area interforze
12.1.4 La pubblicistica nell'area Forze Armate

12.1.4.1 Esercito
12.1.4.2 Marina
12.1.4.3 Aeronautica
12.1.4.4 Carabinieri

12.1.5 La comunicazione

12.1.5.1 Premessa
12.1.5.2 La struttura di comunicazione attuale delle Forze Armate
12.1.5.3 L'attività di informazione e comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni

12.2 L'attività sportiva nelle Forze Armate
12.2.1 Generalità
12.2.2 L'attività fisica di massa
12.2.3 L'attività conservativa per l'agonismo
12.2.4 L'attività conservativa per i Quadri
12.2.5. I Centri sportivi Esercito

12.2.5.1 Centri sportivi Esercito
12.2.5.2 Centri sportivi Marina Militare
12.2.5.3 Centri sportivi Aeronautica Militare
12.2.5.4 Centri sportivi dell'Arma dei Carabinieri

12.2.6 Gli oneri di bilancio
12.2.7 Convenzioni Forze Armate-Coni

12.3 Le associazioni combattistiche d'Arma

12.4 I Musei Militari
12.4.1 Generalità
a. Sacrario delle bandiere del Vittoriano
12.4.2 Musei dell'Esercito

12.4.2.1 Museo storico della Fanteria
12.4.2.2 Museo storico dei Granatieri di Sardegna
12.4.2.3 Museo storico dei Bersaglieri
12.4.2.4 Museo storico Nazionale degli Alpini
12.4.2.5 Museo storico della Cavalleria
12.4.2.6 Museo storico dell'Artiglieria
12.4.2.7 Museo storico dell'Arma del Genio
12.4.2.8 Museo storico della Motorizzazione

12.4.3 Musei della Marina Militare:

12.4.3.1 Museo storico navale
12.4.3.2 Museo tecnico navale

12.4.4 Museo storico dell'Aeronautica Militare
12.4.5 Museo storico dell'Arma dei Carabinieri

12.5 Commissariato Generale Onoranze ai Caduti in Guerra
12.5.1 Cenni storici e compiti d'istituto
12.5.2 Ricerca, traslazione e definitiva sistemazione dei Caduti Italiani
12.5.3 Le Infrastrutture
12.5.4 Questioni demaniali
12.5.5 Varie

12.5.5.1 Rapporti con le Associazioni
12.5.5.2 Musei
12.5.5.3 Pubblicazioni e audio visivi

 

12.1 La pubblicistica Militare


12.1.1 Generalità
In base a quanto stabilito dal D.P.R. 25 ottobre 1999 n. 556 "Regolamento di attuazione dell'art. 10 della L. 18 febbraio 1997, n. 25, concernente le attribuzioni dei vertici militari", spetta al Ministro della Difesa emanare le direttive sulle attività di comunicazione, di pubblica informazione e di promozione a favore delle Forze Armate.

A sua volta, il Capo di SM della Difesa cura le relazioni pubbliche di SMD e coordina nel loro complesso quelle delegate, ossia quelle di specifica competenza dei Capi di SM di Forza Armata. Inoltre emana le direttive in materia di documentazione storica ed intrattiene rapporti con gli organi di informazione, in coordinamento con i competenti uffici del Ministero.

12.1.2 Scopi
La pubblicistica militare deve:
- rivolgersi all'esterno del proprio ambito per stimolare nel Paese la consapevole partecipazione del cittadino alle attività militari;
- volgere all'interno l'attenzione ai Quadri con particolare enfasi ai più giovani attraverso vari progetti culturali finalizzati a:

  • favorire percorsi interdisciplinari di formazione;
  • stimolare ed incentivare la crescita intellettuale ed il confronto di idee;
  • individuare e sviluppare i temi pedagogici ed i principi ispiratori dell'etica, della vita e dello Stato;

- favorire il processo di osmosi di idee e di esperienze tra le Forze Armate e tra il mondo militare e quello civile;
- rafforzare la consapevolezza che le Forze Armate sono un grande serbatoio di risorse tecniche, scientifiche, umane e culturali al servizio della Nazione e fungono da catalizzatore di sinergie intellettuali.

12.1.3 La pubblicistica nell'area interforze
Il rapporto con un'informata opinione pubblica minimizza i rischi di incomprensione nelle scelte strategiche in materia di Sicurezza e di Difesa.
In tale ottica, l'adozione di Internet ha soddisfatto la necessità di uniformarsi ai moderni sistemi comunicativi oltre alla pur sempre valida "carta stampata".
L'utilizzo di un proprio "Official Web Site" - www.difesa.it/ - consente di presentare all'esterno l'immagine della Difesa in generale, del Segretariato Generale della Difesa e delle singole Forze Armate - www.sgd.difesa.it/; www.esercito.difesa.it/; www.marina.difesa.it/; www.aeronautica.difesa.it/; www.carabinieri.it/; - nonché di mettere a disposizione del cittadino una rapida ed efficace interfaccia con il mondo militare.
Per quanto attiene alla pubblicistica in ambito interforze, di seguito si elencano le pubblicazioni edite:
- "Informazioni della Difesa", periodico edito dallo Stato Maggiore della Difesa;
- "Giornale di Medicina Militare", periodico edito dalla Direzione Generale della Sanità Militare;
- "Bonus Miles Christi", periodico edito dall'Ordinariato Militare;
- "Bollettino segnaletico di documentazione", edito dal
Segretario Generale della Difesa/Direttore Nazionale degli Armamenti.

12.1.4 La pubblicistica nell'Area Forze Armate
Le attività di comunicazione e di informazione delle Forze Armate si esplicano, oltre che per mezzo di programmi previsti per la comunicazione istituzionale non pubblicitaria, anche attraverso le affissioni, le distribuzioni promozionali, l'organizzazione di manifestazioni (sportive, culturali, ecc.), la partecipazione a rassegne specialistiche, fiere e congressi, la collaborazione nella realizzazione di film per la televisione e per il cinema, la predisposizione di conferenze (anche presso istituti scolastici).
Nell'ambito della pubblicistica militare, un posto di rilievo viene occupato dagli Uffici Storici che, oltre ad occuparsi dell'acquisizione e conservazione della documentazione relativa alla vita delle Forze Armate, svolgono anche un importante ruolo nel campo della diffusione della storia militare, attraverso produzioni editoriali.

Di seguito si elencano le pubblicazioni periodiche suddivise per Forza Armata.

12.1.4.1 Esercito
- "Rivista Militare", periodico edito dal Centro Pubblicistica dell'Esercito;
- "Bollettino dell'archivio dell'Ufficio Storico", periodico edito dall' Ufficio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito.

12.1.4.2 Marina
- "Rivista Marittima", periodico edito dallo Stato Maggiore della Marina;
- "Notiziario della Marina", periodico edito dallo Stato Maggiore della Marina;
- "Bollettino dell'archivio dell'Ufficio Storico", periodico edito dall'Ufficio storico della Marina.

12.1.4.3 Aeronautica
- "Rivista Eronautica", periodico edito dallo Stato Maggiore Aeronautica;
- "Sicurezza del Volo", periodico edito dall'Ispettorato per la Sicurezza del Volo;
- "Rivista di Meteorologia Aeronautica", periodico edito dall' Ufficio Generale per la Meteorologia.

12.1.4.4 Carabinieri
- "Il Carabiniere", periodico edito dall'Ente editoriale per l'Arma dei Carabinieri;
- "Rassegna dell'Arma dei Carabinieri", periodico edito dalla scuola Ufficiali Carabinieri;
- "Servizio per le Opere d'arte rubate", bollettino edito dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri;
- "Attività operativa dell'Arma dei Carabinieri", pubblicazione edita dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri.

12.1.5 La comunicazione
12.1.5.1 Premessa
Il passaggio dalla coscrizione obbligatoria al volontariato, e quindi a Forze Armate costituite da professionisti, ha imposto un elevato incremento dell'attività di comunicazione e di propaganda in particolare.
A ciò si aggiunga la posizione strategica sempre più massiccia che i media acquistano all'interno delle operazioni militari. La comunicazione, com'è noto, è una risorsa strategica sia rispetto alle operazioni stesse, sia rispetto al consenso che esse devono ricevere da parte dell'opinione pubblica.
Nell'era dell'informazione televisiva in tempo reale e delle tecnologie visive connesse al pianeta dell'informatica, è rischioso avviare alcun tipo di iniziativa militare senza garantirsi un suo riconoscimento mediatico, tale non solo da consentirle di raccogliere consenso, ma anche da permetterle una gestione in tempo reale degli eventi.
Le Forze armate italiane si trovano a dover fare i conti con una tradizione di diffidenza pregiudiziale a carico dell'istituzione militare e della stessa funzione militare. Ma, nel contempo, i nuovi compiti, che vanno dal controllo dell'immigrazione alle missioni di peace-keeping, hanno indotto profondi cambiamenti ed attribuito al mondo militare una forte visibilità. I nuovi impegni delle Forze Armate creano le condizioni per una diversa considerazione, anche da parte della stampa particolarmente interessata alle missioni militari all'estero.
Ecco perché i militari devono rivedere il proprio modo di comunicare, acquisendo gli strumenti necessari a gestire con professionalità la "mission" che le esigenze internazionali e la Nazione richiedono loro. Parimenti, un sempre più elevato livello di professionalità è indispensabile anche a livello nazionale ed anzi viene preteso da quelle leggi che recentemente hanno rivoluzionato il modo di intendere la comunicazione istituzionale.

12.1.5.2 La struttura di comunicazione attuale delle Forze Armate
Nella definizione del nuovo assetto organizzativo della Difesa, è stato dedicato ampio spazio alla realizzazione di una Rete di Pubblica Informazione e di Promozione dei Reclutamenti realizzate per curare l'immagine delle Forze Armate e la promozione dei reclutamenti.
La diramazione della Rete sul territorio nazionale si attua all'interno della struttura organizzativa preesistente nella quale ogni Agenzia, Sezione o Ufficio è direttamente dipendente dall'Organo di Comando immediatamente superiore.
Ogni struttura di Pubblica Informazione territoriale, pur agendo secondo le direttive impartite dal rispettivo Stato Maggiore, o dal Comando immediatamente superiore (comunque sempre previa approvazione degli organi centrali), gode di una certa autonomia sul territorio di propria competenza. Essa gestisce, infatti, oltre alle attività promozionali per il reclutamento anche i rapporti con gli organi di informazione pubblica a livello locale. L'addetto stampa territoriale ha il compito di dialogare direttamente con i giornalisti e quindi di dare le risposte che si aspettano in tempo reale.
Il Servizio Pubblica Informazione del Ministero della Difesa, a suo tempo denominato Ufficio Stampa del Ministro della Difesa (circolare del 14 ottobre 1950 a firma del Ministro della Difesa pro-tempore, On.le Randolfo Pacciardi), ha assunto, con la nuova struttura del Gabinetto del Ministro della Difesa, il ruolo di un Ufficio di diretta collaborazione del Ministro stesso in quanto responsabile della politica comunicativa della Difesa.
Il Capo Ufficio Stampa del Gabinetto del Ministro è il Capo del Servizio Pubblica Informazione del Ministero della Difesa e, in quanto tale, emana disposizioni nel settore della pubblica informazione e guida l'attività di pubblica informazione degli Organi centrali e periferici.
L'Ufficio Stampa, articolato in cinque Sezioni ed una Segreteria, assolve diversi compiti. In primo luogo, informa tempestivamente il Ministro ed il Capo di Gabinetto sulle notizie riportate dagli organi di informazione nazionali e stranieri; elabora la rassegna stampa quotidiana; elabora e coordina le notizie di interesse militare per il servizio "Televideo" ed "Internet" regolandone le modalità ed i tempi di pubblicazione; prepara e diffonde comunicati stampa, notizie e dichiarazioni riguardanti il Ministro; assicura l'azione informativa relativa all'attività del Ministro in campo nazionale, internazionale e Nato; indirizza e coordina, secondo le direttive del Ministro, l'attività di Pubblica Informazione del Ministero, avvalendosi anche degli Organi di Pubblica Informazione centrali e periferici delle Forze Armate.
Inoltre, coordina l'intera attività editoriale della Difesa monitorizzando ed autorizzando, a nome del Ministro, la pubblicazione di articoli sulle riviste Militari; elabora schede documentali in occasione di interventi del Ministro in Italia o all'estero; indice - previa approvazione del Ministro - conferenze stampa, seminari, convegni; esamina ed autorizza le richieste di collaborazione e concorso di personale e mezzi avanzate dalle radiotelevisioni e da case cinematografiche, coordina, previa approvazione del Ministro, le iniziative volte ad accrescere nel Paese l'interesse per i problemi e le attività delle Forze Armate.
Infine, sottopone all'approvazione del Ministro le iniziative in campo nazionale per le attività promozionali in favore degli arruolamenti; le richieste di interviste ai Capi di Stato Maggiore e ai Vertici delle Forze Armate e tutte le iniziative proposte dagli Stati Maggiori nel campo della Pubblica Informazione.
Molto spesso, le notizie diffuse dagli organismi di pubblica informazione assumono valenza politica, coinvolgendo la competenza e la responsabilità del Capo del Dicastero. Da qui la necessità di un coordinamento capace di spostare il processo informativo dal centro alla periferia e viceversa, secondo un processo in cui l'Autorità sia costantemente informata su tutte le attività di comunicazione e, se necessario, rilasci i previsti atti autorizzativi.

Affinché questo avvenga, gli Organi Centrali e gli Organi Periferici della Pubblica Informazione in ambito Difesa devono attenersi a specifiche direttive e assolvere i compiti richiesti.
Gli Organi Centrali si occupano delle notizie riguardanti le attività dei Capi di Stato Maggiore, del Segretario Generale/DNA e delle Forze Armate nel loro complesso; diffondono comunicati, smentite o precisazioni, previa autorizzazione del Ministro; partecipano alle attività espositive a livello nazionale ed internazionale e collaborano con Enti, Istituti ed Organismi per l'elaborazione di studi statistici, storici, sociologici e scientifici riguardanti le Forze Armate.

Gli Organi Periferici (Addetti Stampa di Alti Comandi e di altri Enti), invece, si occupano di notizie pubblicate dalla stampa locale di interesse politico e/o militare a livello nazionale, e/o che riguardano strettamente l'attività tecnico-militare dei Comandi ed Enti Periferici.

La Pubblica Informazione delle Forze Armate fa capo all'Ufficio Pubblica Informazione dello Stato Maggiore della Difesa (UPI) che, fra l'altro, cura la pubblica informazione operativa e produce la rivista "Informazioni della Difesa".
Dall'U.P.I. e dunque dal Capo di Stato Maggiore della Difesa dipendono le componenti di Forza Armata: l'Agenzia Pubblica Informazione (API) per l'Esercito, l'Ufficio Relazioni Esterne Documentazione Attività Promozionali (REDAP) per la Marina, l'Ufficio Pubblica Informazione per l'Aeronautica Militare e l'Ufficio Pubblica Informazione per i Carabinieri.
La Pubblica Informazione del Segretariato Generale della Difesa/DNA fa capo al Servizio Pubblica Informazione del Segretario Generale/DNA.

12.1.5.3 L'attività di informazione e comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni
Lo svolgimento, da parte delle Pubbliche Amministrazioni, di attività di informazione e comunicazione è stato preso in considerazione dal legislatore con il Decreto Legislativo 3 febbraio 1993, n. 29.
Il legislatore ordinario, anche al fine di attuare i principi della trasparenza e dell'efficacia dell'azione amministrativa, è intervenuto successivamente con la legge del 7 giugno 2000, n. 150 "Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 13 giugno 2000. La legge 150 fissa le regole cui la Pubblica Amministrazione deve attenersi nella predisposizione e nella comunicazione delle informazioni ai cittadini, sia individuando forme, strumenti, prodotti della comunicazione e modalità della formazione, sia disciplinando le strutture degli uffici deputati alle attività di comunicazione.

La legge, dovendo altresì affrontare la disciplina dei requisiti di cui il personale pubblico deve essere in possesso per poter svolgere le funzioni di informazione e comunicazione, ha demandato tale compito ad una fonte regolamentare. L'art. 5 ha infatti previsto l'adozione di un regolamento per individuare i titoli per l'accesso del personale da utilizzare per le attività di informazione e comunicazione e per disciplinare gli interventi formativi per quel personale che già svolge le dette attività.
La legge si propone di far acquisire al personale addetto agli uffici stampa ed agli uffici relazioni con il pubblico un elevato livello di professionalità pur consentendo alla Pubblica Amministrazione di disporre, al proprio interno, delle risorse umane adeguate ai compiti di comunicazione.

L'impianto del Regolamento Attuativo, approvato con D.P.R. il 21 settembre 2001, n.422, è ripartito dunque su due direttrici: la disciplina a regime (24 mesi dopo l'entrata in vigore del regolamento), che riguarda i titoli che saranno necessari al personale per essere utilizzato per le attività di informazione e comunicazione; la disciplina transitoria, che concerne le attività formative prescritte per coloro che, pur svolgendo già attività di comunicazione istituzionale, ed essendo, quindi, dotati di una certa esperienza nel settore, non possiedono tuttavia gli strumenti conoscitivi, adeguatamente aggiornati, per adempiere al proprio ufficio con la messa a punto delle nuove tecniche comunicative.

L'art. 9 della legge 150/2000 afferma che gli Uffici Stampa sono costituiti da personale iscritto all'Albo Nazionale dei Giornalisti. Il requisito dell'iscrizione all'Albo dei Giornalisti è richiesto per il Capo Ufficio Stampa e per coloro che lo coadiuvano nell'esercizio delle funzioni istituzionali.
Il dibattito sull'opportunità o meno che determinate mansioni vengano svolte da figure giornalistiche precede di gran lunga la legge. E' opinione diffusa che un giornalista possa meglio interpretare il ruolo dell'addetto stampa, soprattutto per due motivi:
- l'iscrizione ad un ordine professionale gli conferisce più "potere contrattuale" ed una maggiore autonomia, soprattutto nei rapporti con i vertici dell'amministrazione di appartenenza che, il più delle volte, non hanno alcuna esperienza nel campo della comunicazione istituzionale;
- lo svolgere la stessa professione, seppure in ambiti diversi, offre ai due versanti, quello dell'informazione di servizio e quello dell'informazione di mercato, un terreno comune, anche tecnico-culturale, che facilita il rapporto. Inoltre, consente di individuare e mettere in atto "strategie di comunicazione" mirate di fronte a problemi contingenti o su eventi di lunga durata.
Infine, la specificità giornalistica del lavoro di addetto stampa presuppone una sua conoscenza del mondo dell'informazione, specie di quella di mercato. E questa conoscenza non si fonda solo sulla visione quotidiana di agenzie e giornali o di notiziari televisivi, ma richiede anche capacità di percepire le linee di tendenza del giornalismo, cioè le politiche editoriali che sono a monte del "prodotto informazione".

L'approvazione della Legge 150/2000 e l'emanazione del conseguente Regolamento Attuativo comportano, pertanto, la necessità di un tempestivo adeguamento delle strutture di Pubblica Informazione del Ministero della Difesa. Attualmente, infatti, a parte poche eccezioni, negli uffici stampa della Difesa solo un limitatissimo numero di Ufficiali possiede i requisiti stabiliti dalla legge ed il personale da impiegare negli uffici stampa viene prelevato da altre funzioni/specializzazioni e "trasferito" senza ricevere alcuna formazione preventiva. Il problema della carenza di formazione riguarda anche le figure dei direttori responsabili delle riviste di Forza Armata. L'anomalia fu colmata, d'intesa con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti, facendo ricorso all'iscrizione in un Elenco Speciale dei Direttori Responsabili non iscritti all'albo dell'Ordine stesso che, tuttavia, ha più volte consigliato la regolarizzazione della posizione.

Per completezza, appare opportuno accennare al differente livello di preparazione del personale P.I. in due Nazioni europee.
In Germania, la P.I. è delegata ai PAO (Public Affairs Officers, sono 28 in tutta la Nazione) i quali sono i portavoce territoriali (Distretti Militari, QG, Regioni Militari e Scuole). Per essere designati PAO, gli Ufficiali devono avere piena padronanza della lingua inglese ed aver frequentato un corso specifico articolato in sei settimane presso l'Accademia per l'Informazione e la Comunicazione (AIK) + 4 settimane di pratica presso giornali, tv e radio.
In Francia il Ministero della Difesa ha attribuito alla Pubblica Informazione un ruolo di primo piano costituendo, il 27 luglio 1998, il DICoD (Delegation for the Information and Communication of the Defence department) con il compito specifico di rafforzare il legame fra l'opinione pubblica e le Forze Armate, di promuovere l'immagine di queste ultime, di coordinare e diffondere le informazioni e comunicazioni inerenti alla Difesa, di rappresentare il Ministero della Difesa nei rapporti con i media. Il personale militare, prima di essere impiegato nella P.I., deve aver frequentato un corso teorico-pratico presso una scuola di giornalismo, averne superato gli esami ed aver concluso un periodo di praticantato presso giornali, tv e radio. Nell'immediato futuro la Francia prevede l'apertura di un Istituto per la formazione e l'addestramento di tutto il proprio personale nel campo della P.I. con particolare attenzione al personale (militare e giornalista) che poi sarà impiegato in teatro operativo.

12.2 L'attività sportiva nelle Forze Armate
12.2.1 Generalità
La preparazione fisica costituisce l'elemento di base per la formazione del militare.
Di conseguenza l'attività sportiva deve rappresentare una costante per mantenere l'idoneità fisica del combattente.
Questo obiettivo va perseguito, con gradualità ma con continuità, a partire dalla fase iniziale dell'addestramento militare, per proseguire con un'attività di mantenimento per la maggior parte dei militari e con un'intensità maggiore per quegli elementi che svolgono attività agonistica ad alto livello.
In tale contesto l'attività ginnica nelle Forze Armate è stata articolata in due categorie: quella di massa, che ha una conclusione agonistica in ambito militare, e quella conservativa, riservata a pochi elementi di interesse specifico, che ha lo scopo di "conservare" al patrimonio sportivo nazionale gli atleti di spicco per le cosiddette competizioni "d'eccellenza".

12.2.2 L'attività fisica di massa
L'attività di massa si sviluppa con gradualità, dal momento dell'incorporazione, secondo programmi diversificati predisposti dagli Stati Maggiori di ciascuna Forza Armata.
Essa interessa inizialmente tutti i militari che, attraverso gare presso unità di livello man mano crescente, vengono selezionati per partecipare infine ai Campionati militari Interforze, in cui annualmente si confrontano migliaia di giovani nelle diverse discipline sportive. Di seguito, l'elenco delle principali competizioni interforze svolte durante l'anno.

Tabella (File Pdf 240 Kb)

12.2.3 L'attività conservativa per l'agonismo
Gli atleti ritenuti dal CONI di "chiaro interesse nazionale", che prestano servizio militare, vengono riuniti presso i Centri Sportivi Interforze e/o il C.A.G.S.E. (Centro Addestrativo Ginnico Sportivo Esercito) ove si pratica intensa attività sportiva nei vari settori di interesse utilizzando qualificati tecnici ed appropriate attrezzature.
Ciò è valido, in questa fase di transizione alle Forze Armate professionali, anche per i militari che prestano ancora il servizio di leva.
Naturalmente questa attività "conservativa" consente di selezionare i giovani più dotati anche per la partecipazione alle attività agonistiche militari programmate in ambito nazionale ed internazionale.
In campo internazionale, l'attività competitiva si esplica prevalentemente nella partecipazione a:
- campionati mondiali militari organizzati dal Consiglio Internazionale dello Sport Militare (CISM), cui aderiscono 122 Paesi e del quale l'Italia fa parte dal 1949;
- manifestazioni regionali dell'area europea e mediterranea.

Risultati di maggior rilievo ottenuti dagli atleti militari italiani:
Secondi Giochi Mondiali Militari
Zagabria (Croazia) 8 - 17 Agosto 1999


Il risultato complessivo della squadra militare italiana, partecipante alla 2^ edizione dei Giochi Mondiali militari, è stato molto positivo e sicuramente oltre le migliori previsioni.
Con le 58 medaglie (17 oro, 20 argento e 21 bronzo) conquistate in ben 13 diverse discipline, l'Italia si è classificata al 3° posto fra le 77 Nazioni partecipanti.
A queste 58 medaglie, inoltre, vanno aggiunte le 13 (2 oro, 6 argento e 5 bronzo), conquistate nelle discipline "dimostrative" di Canoa/Kajak e Canottaggio, portando così il totale a ben 71 medaglie.

Giochi della 27^ Olimpiade
Sydney (Australia) 15 settembre - 1° ottobre 2000


Alle Olimpiadi di Sydney 2000 hanno partecipato 125 atleti "in uniforme", i quali hanno preso parte a 18 discipline sportive, di cui 111 atleti e 14 atlete appartenenti ai 9 Gruppi Sportivi delle Forze Armate e dei Corpi di Polizia.
Delle 34 medaglie (13 oro, 8 argento e 13 bronzo) complessivamente conquistate a SYDNEY dalla "Squadra Azzurra", ben 19 (8 oro, 4 argento e 7 bronzo) sono state messe al collo di atleti/e appartenenti ai Gruppi Sportivi "in uniforme".
Le cifre sono di per sé eloquenti: oltre la metà delle medaglie dell'intera squadra, conquistate dagli atleti/e "in uniforme" (che erano circa 1/3 del totale), rappresenta un bilancio molto soddisfacente.

12.2.4 L'attività conservativa per i Quadri
Lo Stato Maggiore Esercito, nell'ambito della normale attività addestrativa, ha introdotto, con la Circolare 1200/162.200 in data 29 marzo 1999 di SME-Uf.DAR, le prove di controllo dell'efficienza operativa per tutto il proprio personale.
Tali prove, opportunamente modulate secondo fasce d'età, riguardano una serie di prestazioni di carattere atletico (corsa, marcia, salti, esercizi a corpo libero di varia natura).

12.2.5 I centri sportivi delle FF.AA.
Le FA dispongono di Centri Sportivi dislocati su tutto il territorio nazionale, in particolare:

12.2.5.1 Centri Sportivi Esercito
- Centro Addestramento Ginnico Sportivo Esercito di Roma (calcio, pallavolo maschile, rugby, beach volley, pentathlon militare, duathlon, triathlon, atletica leggera, ciclismo, motociclismo, orientamento, tiro, arti marziali e di combattimento, nuoto);
- Centro Addestramento Alpino di Courmayeur (sport alpini);
- Reparto Comando di COMALP (Comando Truppe Alpine) di Bolzano (Hockey e altri sport su ghiaccio);
- Centro Addestramento e Sperimentazione Paracadutismo di Pisa (paracadutismo);
- Raggruppamento RSTA di Montelibretti (equitazione);
- 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza (motonautica);
Inoltre esistono 12 Centri Ippici Militari (CIM) distribuiti su tutto il territorio nazionale, isole comprese.

12.2.5.2 Centri Sportivi Marina Militare
- Centro Interforze di Roma (nuoto, tuffi, nuoto per salvamento);
- Centro Interforze di Sabaudia (vela, canottaggio, canoa, pentathlon navale);
- Centro interforze di La Spezia (pallanuoto);
- Centro Marina Militare di La Spezia (tiro ed atletica leggera);
- Centro Marina Militare di Livorno (equitazione);
La vela è seguita anche dalle 15 Sezioni Veliche distribuite su tutto il territorio nazionale.

12.2.5.3 Centri Sportivi Aeronautica Militare
Centro Sportivo Vigna di Valle (scherma, atletica leggera, pallacanestro, pallavolo femminile, equitazione, vela, ginnastica).

12.2.5.4 Centri Sportivi dell'Arma dei Carabinieri
· Distaccamento atleti Regione CC Lazio (judo, karate, pentathlon moderno, triathlon, scherma, tiro a segno);
· Sezione paracadutismo sportivo 1° Rgt. CC "Tuscania" di Livorno (paracadutismo);
· Sezione atletica leggera 5° Btg. CC "Emilia Romagna" di Bologna (atletica leggera);
· Sezione nuoto 10° Btg. CC "Campania" di Napoli (nuoto, tuffi, nuoto per salvamento, fondo e gran fondo);
· Sezione equitazione Rgt. CC a cavallo di Roma (salto, completo, dressage)
· Centro Carabinieri Addestramento Alpino a Selva di Val Gardena (sci alpino, sci di fondo, bob, slittino, biathlon, snowboard).

12.2.6 Gli oneri di bilancio
L'attività sportiva incide sul bilancio della Difesa per:
- 764.537.000 di Lire per l'attività sportiva propriamente detta e l'acquisto di materiali;
- 2.000.000.000 di Lire per le infrastrutture.
Le singole Forze Armate, a loro volta assegnano, sui pertinenti Capitoli, i seguenti fondi per le attività sportive:
Esercito 4.488.000.000 di Lire
Marina 1.852.061.000 " "
Aeronautica 1.327.000.000 " "
Carabinieri 2.100.000.000 " "

12.2.7 Convenzioni Forze Armate-Coni
Allo scopo di favorire la pratica sportiva da parte degli appartenenti alle Forze Armate e di mantenere ed incrementare il patrimonio sportivo nazionale sono attive due convenzioni con il CONI.
La prima prevede che lo Stato Maggiore Difesa e l'Ente sportivo finanzino annualmente la realizzazione di infrastrutture sportive per le Forze Armate che possono, in caso di disponibilità, essere utilizzate anche da enti sportivi periferici.
La seconda consente al CONI di finanziare la partecipazione ad eventi internazionali e nazionali di atleti di livello nazionale appartenenti alle Forze Armate aumentando così la propria esperienza e preparazione.

12.3 Le associazioni combattistiche e d'Arma
Il libero fenomeno associativo tra ex-militari è quello che più evidentemente e più spontaneamente di ogni altra possibile attività culturale, promozionale e propagandistica, rivela le profonde radici popolari delle Forze Armate italiane, la loro natura interamente democratica, la loro compenetrazione con le tradizioni civiche e familiari degli italiani.
L'attività svolta dalle Associazioni, secondo le norme statutarie, tende a sostenere moralmente le Forze Armate e a rafforzare i vincoli di solidarietà tra il personale in servizio ed in quiescenza, attraverso l'effettuazione di raduni nazionali, regionali e provinciali che coinvolgono, con interesse crescente, la popolazione civile.
Inoltre, d'intesa con le Amministrazioni locali e con il concorso del Ministero, promuovono cerimonie e manifestazioni per celebrare momenti e date salienti della storia Patria.
Un'ulteriore attività si sta manifestando considerevolmente nel settore degli interventi in casi di pubbliche calamità e nella partecipazione volontaria al servizio d'ordine davanti alle scuole.
La maggior parte delle Associazioni (elenco in tabella) sono state recentemente raccolte nel Consiglio Nazionale Permanente delle Associazioni d'Arma (ASSOARMA), al fine di coagulare questo immenso patrimonio morale.

Elenco associazioni combattistiche e d'Arma (File Pdf 868 Kb)

12.4 I Musei Militari
12.4.1 Generalità
Per musei militari si intendono quelli affidati in gestione a personale delle Forze Armate.
I Musei militari raccolgono le testimonianze secolari di un mondo che ha caratterizzato l'evoluzione delle Forze Armate dalle origini ai giorni nostri. Scopo principale dei musei è quello di raccogliere e custodire i cimeli che concorrono ad evidenziare ed illustrare la storia di una Forza Armata e dei suoi Corpi nel contesto della storia d'Italia.
Appare opportuno evidenziare che, a seguito del recente ordinamento delle Forze Armate, inteso a distinguere la componente operativa da quella territoriale, l'Esercito Italiano ha previsto un nuovo ordinamento per Musei di Arma/Corpo che non dipendono più dal Comando Operativo territorialmente più vicino (Reggimento), bensì da un Comando Territoriale Regionale. E' stata fatta salva qualche eccezione, allorquando il Museo militare insiste sul sedime del Comando Operativo.
Sussistono inoltre rapporti tra le Associazioni d'Arma ed i Musei militari; in particolare si evidenzia che, nell'ambito delle finalità proprie dei Musei, il personale di dette Associazioni promuove (presso dette strutture) la conoscenza della Storia Militare, nonché delle funzioni proprie dell'Associazione.
a. Sacrario delle Bandiere al Vittoriano.
Il Sacrario delle Bandiere al Vittoriano ha sede in Roma in Piazza Venezia. L'area monumentale raccoglie e custodisce le Bandiere di Guerra di Reparti disciolti, delle Unità navali radiate, nonché le Bandiere degli Istituti militari e delle unità appartenenti ai Corpi Armati dello stato disciolte.
Fa parte del complesso il sacello del Milite Ignoto, in cui furono tumulate nel corso di una solenne cerimonia, il 4 novembre 1921, le spoglie non identificate di un Soldato caduto nel corso del primo conflitto mondiale.

12.4.2 Musei dell'Esercito:

12.4.2.1 Museo storico della Fanteria: ROMA - Piazza S. Croce in Gerusalemme, 9. Tel. 06-7027971.

12.4.2.2 Museo storico dei Granatieri di Sardegna: ROMA - Piazza S. Croce in Gerusalemme, 9. Tel. 06-50234262.

12.4.2.3 Museo storico dei Bersaglieri: ROMA - Porta Pia - Via XX Settembre. Tel. 06-486723.

12.4.2.4 Museo storico Nazionale degli Alpini: TRENTO-Acropoli Alpina. Tel 0461-827248.

12.4.2.5 Museo storico della Cavalleria: PINEROLO (TO)Via Giolitti, 5. Tel. 0121-397616.

12.4.2.6 Museo storico dell'Artiglieria: TORINO Corso G. Ferraris, Tel. 011 56034061 - 011-5629223.

12.4.2.7 Museo storico dell'Arma del Genio: ROMA - Lungotevere della Vittoria, 31. Tel. 06-3725446.

12.4.2.8 Museo storico della Motorizzazione: ROMA - Cecchignola, Viale dell'Esercito, 170. Tel. 06-5011885.

12.4.3 Musei della Marina Militare:

12.4.3.1 Museo storico navale: VENEZIA - Castello, 2148. Tel. 041-2709301.

12.4.3.2 Museo tecnico navale: LA SPEZIA - Viale Amendola,1. Tel. 0187-781111.

12.4.4 Museo storico dell'Aeronautica Militare:

Aeroporto di Vigna di Valle - BRACCIANO (ROMA) - Via Circumlacuale Tel. 06-99801176.

12.4.5 Museo storico dell'Arma dei Carabinieri
ROMA - Piazza Risorgimento,46. Tel. 06-6896696.

12.5 Commissariato Generale Onoranze ai Caduti in Guerra
12.5.1 Cenni storici e compiti d'istituto
Un provvedimento di legge emanato nel 1951 (n. 204, del 09 gennaio 1951) affidava ad un Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra, alle dirette dipendenze del Ministro della Difesa, il compito di provvedere al "censimento, ricerca, sistemazione provvisoria e successiva sistemazione definitiva delle salme dei militari, militarizzati e civili deceduti in conseguenza della guerra dal 10 giugno 1940 al 15 aprile 1946". Tale provvedimento sostituiva i precedenti emanati, rispettivamente, nel 1919, nel 1931 e nel 1935.
Alla suddetta legge hanno fatto seguito le norme e le provvidenze per i cimiteri di guerra (legge 20 febbraio 1981, n. 31) e quella (legge 2 marzo 1985, n. 60) che ampliava le competenze del Commissario Generale.
In particolare il Commissariato Generale provvede a:
- censimento delle sepolture dei Caduti italiani per causa di guerra, ricerca e definitiva sistemazione in Italia ed all'estero delle loro Spoglie in Sepolcreti;
- diramazione di notizie sui Caduti, luoghi di sepoltura, possibilità di traslazione dei Resti mortali;
- sistemazione, manutenzione e custodia dei Sacrari e cimiteri militari del demanio dello Stato in Italia;
- concorso alla manutenzione ordinaria ed alla custodia di Sepolcreti esistenti in ITALIA, per i quali il Commissariato Generale abbia acquisito il "diritto d'uso" (*);
- tutela delle sepolture di Caduti in guerra tumulati in cimiteri comunali;
- sistemazione, manutenzione e custodia dei Sepolcreti di Caduti in guerra italiani all'estero;
- ricerca, sistemazione e conservazione di cimeli appartenenti ai Caduti in guerra;
- conservazione e tutela delle zone monumentali della 1^ guerra mondiale;
- diffusione di notizie riguardanti i Caduti ed i Sacrari militari;
- mantenimento rapporti con gli Enti paritetici di altri Paesi.

(*) Si tratta di un atto in forma pubblico - amministrativa mediante il quale il Commissariato Generale acquisisce l'uso temporaneo di un immobile (o parte di esso) di proprietà di amministrazioni locali od enti ecclesiastici privati, per la conservazione delle sepolture dei Caduti in guerra ivi presenti e la conseguente facoltà di intervenire nella manutenzione con i fondi del capitolo d'istituto.

Il Commissario Generale si avvale di un'idonea struttura, con sede in Roma, con un'articolazione interna su 5 Uffici/Direzioni ed una articolazione territoriale attinente ai Sacrari ubicati in Italia ed all'estero.

12.5.2 Ricerca, traslazione e definitiva sistemazione dei Caduti Italiani
L'attività del Commissariato Generale, negli anni dal 1989 al 1997, è stata rivolta principalmente alla ricerca delle sepolture dei Caduti sul fronte russo nella 2^ guerra mondiale.
L'apertura politica dell'ex URSS ha consentito un dialogo più franco con quelle Autorità governative, concretizzatosi con i primi contatti idonei a concordare le modalità per l'individuazione delle sepolture di guerra ed il successivo rimpatrio delle salme dei caduti.
In ambito nazionale negli anni 1989-1997, è proseguito il censimento delle sepolture di Caduti inumati nei cimiteri in Patria.

12.5.3 Le Infrastrutture
Tra i servizi affidati dalle vigenti norme al Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra rientrano (legge 9 gennaio 1951, n. 204):
- la sistemazione, la custodia e la manutenzione dei cimiteri di guerra in Italia ed all'estero (oltre 230 in Italia e 74 all'estero) e dei musei annessi;
- la conservazione delle zone monumentali di guerra;
- il mantenimento delle sepolture esistenti sul territorio nazionale, nelle quali sono raccolti i Resti mortali dei Caduti austro-ungarici (1^ guerra mondiale) e polacchi (2^ guerra mondiale).

L'esiguità degli stanziamenti negli anni passati ha consentito la sola esecuzione di lavori di pura "sopravvivenza", non essendo possibile dar corso a lavori di maggior entità. Negli anni dal '90 al '95 è stato possibile ottenere assegnazioni straordinarie, grazie alle quali sono stati eseguiti più consistenti interventi di risanamento e di restauro. L'attuale valore patrimoniale dei maggiori complessi monumentali supera i 600 miliardi di lire e, secondo i normali criteri di manutenzione degli immobili, la relativa spesa annuale dovrebbe aggirarsi sui 15 miliardi di lire, mentre i fondi annualmente destinati alla specifica esigenza non superano mediamente i 6 miliardi.
Per l'esecuzione dei lavori di mantenimento e di restauro il Commissariato Generale dispone di uno specifico organo: la Direzione Lavori e Demanio.

12.5.4 Questioni demaniali
La normativa sui Caduti è rimasta in sostanza quella degli anni '30. I precetti in essa contenuti hanno perduto gradualmente di efficacia a mano a mano che la questione delle "onoranze ai Caduti" si è andata trasformando nella necessità di mantenimento delle strutture sepolcrali. In tale quadro, appare necessaria una revisione del quadro normativo, per consentire la piena attuazione della legge 9 gennaio 1951 (art. 7, comma 1) riguardante la presa in consegna, da parte dei Comuni, dei sepolcreti di guerra esistenti nel territorio di rispettiva competenza.

12.5.5 Varie
12.5.5.1 Rapporti con le Associazioni
A seguito della intensificazione dell'attività operativa svolta da ONORCADUTI negli anni 1989-1997 si sono ulteriormente incrementati i rapporti con le varie Associazioni d'Arma e Combattentistiche, in particolare con l'Unione Nazionale Internati e Reduci di Russia (UNIRR) che ha fornito un valido supporto alla soluzione delle problematiche sulla sorte dei militari italiani caduti e dispersi in Russia.

12.5.5.2 Musei
Tra i compiti d'istituto di ONORCADUTI, riveste particolare importanza quello della raccolta e valorizzazione storica dei cimeli di guerra. Sono stati pertanto allestiti, quale parte integrante dei Sacrari militari, un certo numero di musei. Nell'ultimo decennio è stata attuata una revisione delle varie dislocazioni e la formazione ex novo di altre.

12.5.5.3 Pubblicazioni e audio visivi
ONORCADUTI, in base alla legge n. 60 del 2 marzo 1985, ha proceduto al costante aggiornamento e ristampa delle pubblicazioni a cessione gratuita sui maggiori Sacrari militari in Italia ed all'estero. Per quanto attiene agli audiovisivi, è stata completata la trasposizione su videocassette sonore. A breve termine è anche in programma la formazione di due nuovi video-filmati, specificatamente destinati ai Sacrari di Bari e di Asiago.


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Pagina pubblicata il 06-03-2011