Difesa.it

Bandiera distintiva del Ministro della Difesa
 

Libro Bianco 2002

 

Parte VI

La Formazione

6.1 Genealità - Euroformazione

6.1.1 Esercito
6.1.1.1 Ufficiali
6.1.1.2 Sottufficiali
6.1.1.3 Truppa
6.1.1.4 Approntamento per cicli operativi

6.1.2 Marina
6.1.2.1 Ufficiali
6.1.2.2 Sottufficiali
6.1.2.3 Truppa
6.1.2.4 Le attività addestrative

6.1.3 Aeronautica
6.1.3.1 Ufficiali
6.1.3.2 Sottufficiali

6.1.4 Carabinieri
6.1.4.1 Ufficiali
6.1.4.2 Sottufficiali
6.1.4.3 Truppa
6.1.4.4 Attività addestrativa per i reparti destinati a compiti militari

6.1.5 Poligoni, aree addestrative e  simulatori
6.1.5.1 Gestiti dall'Esercito
6.1.5.2 Gestiti dalla Marina Militare

 

6.1 Genealità - Euroformazione
In relazione all'evoluzione del sistema di reclutamento e dei compiti delle Forze Armate, la formazione militare ha subito un naturale processo di adeguamento volto a sviluppare un modello formativo mirato all'acquisizione di competenze e capacità specifiche.
In tale contesto si è ritenuto indispensabile procedere ancora con maggior vigore nel conseguimento di una formazione continua finalizzata all'impiego. Ciò allo scopo di perseguire il moderno obiettivo di abbandonare il tradizionale modello scolastico di tipo nozionistico e sostituirlo con una qualificazione "job oriented", per poter disporre di personale con concrete capacità di saper fare.
La ricerca di un tale tipo di formazione ha portato alla definizione di un sistema di addestramento per obiettivi che, ispirato a criteri di pragmatismo e realismo, e continuamente sottoposto ad un controllo di qualità ha garantito, nel contempo, un riconoscimento "civile" degli studi effettuati presso gli Istituti militari.
(Decreto interministeriale 12 aprile 2001 riguardante le classi delle Lauree e delle Lauree Specialistiche in Scienze della Difesa e Sicurezza). Tale decreto recepisce le peculiarità della formazione del personale militare e definisce l'Area "Difesa e Sicurezza" quale area idonea a contenere i corsi di studio universitari per gli Ufficiali delle FF.AA., compresa l'Arma dei Carabinieri ed il Corpo della Guardia di Finanza, nonchè le figure professionali che operano nell'ambito della "sicurezza".
In esso vengono individuate le Classi universitarie che per struttura e contenuti definiscono i corsi adeguati ai profili professionali degli Ufficiali negli ambiti delle scienze matematiche, fisiche-naturali, umanistiche, giuridiche, politologiche, economiche, storico-geografiche e tecnico-militari, in relazione al contesto nazionale ed internazionale in cui sono chiamati ad operare, nonchè a profili professionali più generali, ovvero in grado di operare in strutture di varia natura e livello non specificatamente militare.
Per quanto riguarda il pregresso, il decreto disciplina anche il riconoscimento degli studi compiuti dagli Ufficiali delle FF.AA. e del Corpo della Guardia di Finanza, rimandando ad apposite convenzioni tra istituzioni universitarie e militari la definizione delle modalità attuative di dettaglio.
In particolare, agli Istituti scolastici di ciascuna FA compete la formazione di base, la qualificazione e la specializzazione del personale di FA, mentre agli Istituti interforze è devoluta la professionalizzazione con spiccata interoperabilità del personale militare in un ottica di capitalizzazione delle risorse.
Sinteticamente, gli iter formativi del personale dei Ruoli Normali prevedono:
- per gli Ufficiali: Corsi di formazione presso le Accademie della durata di 4 o 5 anni; Corsi di qualificazione e specializzazione (Corsi di Stato Maggiore) presso le Scuole di Guerra o Istituti equivalenti della durata di un anno accademico; Corsi di alta formazione presso l'Istituto di Stato Maggiore Interforze e l'Istituto Alti Studi per la Difesa;
- per i Sottufficiali: Corsi di formazione presso le Accademie o Scuole equivalenti della durata di 2 o 3 anni; Corsi di qualificazione e specializzazione presso le Scuole d'Arma o Istituti equivalenti; Corsi di alta specializzazione presso le Scuole Interforze delle Telecomunicazioni, dell'Aerocooperazione e della Difesa Nucleare Biologica e Chimica.
A fattor comune, per il personale in possesso di un adeguato livello di conoscenza della lingua inglese sono previsti corsi di formazione presso le Scuole della NATO;
- per i graduati e la truppa: Corsi di formazione e specializzazione presso gli Istituti di formazione di FA e le Unità operative; Corsi di qualificazione, anche a distanza, nei settori delle lingue straniere e dell'informatica.

Bisogni della Difesa nel settore della formazione interforze
I bisogni chiave della Difesa nel settore della formazione interforze sono stati individuati in: formazione di base e qualificazione/specializzazione, formazione superiore, professionalizzazione, formazione continua, formazione europea.

La formazione di base e la qualificazione/specializzazione
La complessità dei materiali e dei mezzi in dotazione alle unità impone la disponibilità di personale specializzato in grado di soddisfare le molteplici esigenze di impiego e di efficienza. Ciascuna FA, cui compete l'approntamento delle proprie forze, individua, pertanto, i percorsi formativi più idonei per consentire al proprio personale - in tempi istruzionali relativamente brevi e comunque compatibili con il corretto rapporto istruzione/attività operativa - di acquisire quelle "capacità" necessarie per essere impiegato praticamente ed operativamente nei principali contesti in cui la FA si trova ad agire. Riferita a tutto il personale militare, la formazione di base e la qualificazione/specializzazione provvede alla preparazione del combattente individuale, del Comandante ai minori livelli e degli specializzati.

La formazione superiore
La formazione superiore s'inquadra nel sistema formativo generale, avendo a monte la "formazione di base", specifica di FA. Essa rappresenta l'insieme di attività di preparazione culturale generale e tecnico - professionale, svolte nell'ambito di Istituti scolastici di FA ed interforze, tendenti a fornire agli Ufficiali delle FF.AA. le capacità e le competenze necessarie per ricoprire incarichi di responsabilità, ai vari livelli gerarchici, nell'ambito di Stato Maggiore e Comandi di FA, interforze ed internazionali, nonché per essere in grado di disimpegnare incarichi di comando di medio ed alto livello. Inoltre, la formazione superiore persegue lo scopo eventuale di far conseguire peculiari professionalità necessarie a ricoprire specifici incarichi a carattere tecnico, manageriale od operativo.
In particolare, si può considerare suddivisa in:
- Specifica di FA: si esplicita principalmente nella frequenza dei Corsi di SM/Corso Normale presso le rispettive Scuole di Guerra/Istituto Superiore di Studi Marittimi;
- Interforze ed internazionale: si esplicita nella frequenza - da parte di un'aliquota di Ufficiali, selezionati dalla FA di appartenenza e designati dal Capo di SMD - dell'Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI) e dell'Istituto Alti Studi per la Difesa (IASD).
In tale quadro, per l'acquisizione di capacità/competenze specifiche ovvero per l'aggiornamento, la formazione superiore può essere integrata dalla frequenza di corsi "mirati" presso la Scuola NATO di Oberammergau, Istituti scolastici militari di paesi esteri, sedi universitarie nazionali o Istituti privati.

La professionalizzazione
La tendenza comune a tutte le moderne organizzazioni complesse è quella di formare i propri quadri dirigenti in maniera sempre più pragmatica e concreta.
Per il Comandante militare - stante la varietà dei campi di impiego possibili e l'estrema indeterminatezza delle problematiche, soprattutto operative, che si può trovare ad affrontare - è necessario prevedere una formazione maggiormente indirizzata all'acquisizione dei metodi di soluzione dei problemi con particolare attenzione alla variabilità dei parametri caratterizzanti. Nella professione militare, infatti, non è sempre possibile l'applicazione di concetti manageriali e, a volte, risulta molto difficile uniformare le scelte compiute a criteri di costo - beneficio, esistendo, in campo operativo, una volontà apertamente contrastante alla realizzazione degli obiettivi prefissati.
Occorre, pertanto, ricercare una mediazione tra una formazione specialistica ed una preparazione ad ampio spettro mirata all'acquisizione di capacità generali e all'incremento delle abilità di analisi, sintesi ed ideazione.
La ricerca del "saper fare" diviene, quindi, il motore del sistema di progettazione della formazione superiore, la cui efficacia potrà essere tangibilmente misurata attraverso il livello di competenza professionale acquisito.
Facendo uno specifico riferimento al corso ISSMI, un titolato non può dunque limitarsi ad essere solo un burocrate addestrato a "fare" ed "applicare" procedure standardizzate, ma deve altresì essere in grado, una volta inserito in uno SM, di penetrarne la "funzione" e le "regole" adattandole, con intelligenza e senso della responsabilità, alle varie situazioni.

La formazione continua
Il moderno concetto di "formazione continua" dei quadri, attribuisce all'istituzione la funzione di provvedere costantemente e senza interruzioni, sia all'aggiornamento delle conoscenze/capacità dei propri quadri tramite ogni possibile forma didattica (corsi brevi, stages, dispense, conferenze, coinvolgimento in attività addestrative, teledidattica, corsi di aggiornamento per corrispondenza, cattedre itineranti, posta elettronica, ecc.), sia alla creazione di nuove professionalità divenute necessarie in seguito alle evoluzioni dottrinali o di impiego. Tale progetto, attualmente in via di definizione, consentirà di creare uno stretto legame tra gli istituti di formazione ed i suoi frequentatori.

La formazione europea
Di recente, le problematiche che coinvolgono le FF.AA. Italiane si sviluppano in un contesto strategico e geografico esterno all'area di diretto interesse della NATO ma di preminente valenza europea e/o mediterranea. Il traguardo di realizzare uno strumento militare integrato in ambito europeo deve, pertanto, essere considerato di elevata priorità e, conseguentemente, appare necessario compiere ogni sforzo per conseguirlo in tempi brevi. L'attuale realtà politico - militare, le nuove strategie, le moderne tecnologie applicate costituiscono i parametri con i quali ogni forza militare dovrà confrontarsi al fine di conseguire la necessaria compatibilità di impiego con le paritetiche strutture degli altri Paesi. Tale interoperabilità va, prioritariamente, ricercata nei settori della standardizzazione delle dottrine, delle procedure d'impiego e dei mezzi/materiali ma, soprattutto, nel campo della cultura militare, da costruire tramite una formazione dei Quadri Militari il più possibile comune, in ambito Europeo, a tutti i livelli.
A tal fine, sono allo studio diversi provvedimenti tendenti al raggiungimento di tale obiettivo. In particolare:
- incrementare, a tutti i livelli, gli scambi bilaterali di frequentatori tra istituti di formazione di base in ambito europeo;
- sviluppare attività comuni con istituti di formazione militare europei e mediterranei, verificando l'applicazione della dottrina ed incrementando l'impiego di procedure standardizzate e della simulazione operativa;
- rendere paritetica la frequenza, da parte di frequentatori italiani di corsi svolti all'estero con quelli, di uguale livello, svolti in Italia. Verificare la possibilità di rendere valido tale concetto anche per i corsi di base (Accademie, Scuole Allievi Sottufficiali, ecc.);
- prevedere la costituzione di un istituto di istruzione superiore (sul modello del NATO DEFENCE COLLEGE con sede a Roma) aperto ai frequentatori di tutti i Paesi europei e dell'area mediterranea. Tale istituto, rivolto alla formazione della dirigenza militare, dovrebbe conseguire gli scopi di:

  • perseguire l'amalgama tra i futuri dirigenti militari europei, da conseguire anche attraverso la conoscenza diretta del personale;
  • contribuire in prospettiva all'effettiva coesione tra i reparti militari europei impiegati in missioni "combined" sotto un'egida anche diversa da quella NATO;
  • sviluppare e condurre corsi a livello strategico e politico - militare, finalizzati alla formazione, nei vari campi di interesse, di ufficiali (ed eventualmente dirigenti civili) selezionati per ricoprire incarichi rilevanti nell'ambito dell'organizzazione militare nazionale e nella futura prevedibile organizzazione di difesa europea.

Ma la formazione europea ha anche un notevole risvolto nel settore della truppa e l'argomento costituisce oggetto di particolare attenzione da parte del Ministero della Difesa specie in funzione della preparazione e della collocazione nel mondo del lavoro dei volontari al termine del servizio prestato sotto le armi.

Euroformazione - Professioni
Il Ministero della Difesa, in costante contatto con i militari di leva e i volontari in ferma breve, costituisce un osservatorio privilegiato per l'analisi dei problemi relativi all'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro e per la diffusione di nuovi strumenti e strategie formative.
Già dal 1998, l'Amministrazione della Difesa ha posto in essere un Progetto denominato "EUROFORMAZIONE DIFESA", con l'obiettivo di elevare il livello culturale e professionale dei giovani alle armi, con particolare attenzione alle fasce meno scolarizzate, rilasciando loro crediti formativi utili per il successivo inserimento nel mercato del lavoro.
Si è trattato di attività precipuamente mirate a realizzare corsi formativi d'alfabetizzazione nel settore dell'informatica e della lingua inglese, corsi di formazione professionale grazie a specifici accordi con le Regioni e a sviluppare l'imprenditorialità giovanile facendo conoscere ai giovani le opportunità che le Regioni stesse offrono per il finanziamento di nuove imprese.
Con il protocollo d'intesa del maggio 1998 con il Ministero del Lavoro, il Progetto è stato inserito nel Quadro Comunitario di Sostegno (QCS) per il ciclo 1994-99 divenendo così eleggibile al cofinanziamento con il Fondo Sociale Europeo (FSE), strumento finanziario di promozione di politiche occupazionali della Comunità.

In tale contesto, presso 152 caserme delle Forze Armate - Esercito, Marina e Aeronautica - dislocate in tutto il territorio nazionale, sono stati realizzati altrettanti centri di formazione dotati di moderne aule multimediali nelle quali docenti di qualificate aziende del settore svolgono le attività formative.
I centri di formazione sono stati selezionati in relazione alla preponderanza di flusso organico del personale suddivisi in:
- n. 124 per l'Esercito;
- n. 16 per la Marina;
- n. 12 per l'Aeronautica.
A partire dal 2002 saranno inseriti due centri dell'Arma dei Carabinieri.
I programmi del circuito "Euroformazione" sono stati indirizzati su tre aree d'intervento:
- Formazione di massa, mirata ad una crescita delle conoscenze di base nei due settori dell'alfabetizzazione informatica e della conoscenza della lingua inglese.
Il percorso d'informatica è composto da corsi basici, intermedi ed avanzati, ciascuno della durata di 24 ore per la leva e di 40 ore per i volontari. A questi vanno aggiunti i corsi European Computer Driving Licence (ECDL), per il conseguimento della cosiddetta patente europea dell'uso del computer della durata di 72 ore per tutti.
Il percorso relativo alla lingua inglese è composto anch'esso da un corso basico, da uno intermedio ed uno avanzato, ciascuno della durata di 50 ore per la leva e 112 ore per il volontario.
Per l'inglese la formazione è erogata tramite apposito software d'autoapprendimento elaborato dal Centro Interfacoltà Linguistica Teorica Applicata (CILTA) dell'Università di Bologna.
Tale metodologia di insegnamento risulta particolarmente efficace sia ai fini dell'apprendimento della lingua sia a quelli dell'interazione del discente con i mezzi informatici utilizzati.
- Formazione alle competenze professionali, indirizzata alla formazione professionale. Tale percorso è stato attuato di concerto con le Regioni Amministrative ed i destinatari dell'azione formativa sono selezionati secondo competenze pregresse.
- Formazione sull'imprenditorialità giovanile (L. 44/86) ed il lavoro autonomo (L. 236/93).
Lo scopo è di far conoscere ai giovani di leva e volontari in ferma breve, le possibilità e le opportunità che le Regioni, per il tramite dello Stato, possono offrire per finanziare l'apertura di un'impresa od associazione d'impresa, il cosiddetto prestito d'onore.
Per l'attuazione della formazione di massa - informatica ed inglese - sono state realizzate oltre 300 aule multimediali (ammortizzate con il FSE) che costituiscono un patrimonio acquisito per la Difesa, con le seguenti caratteristiche:
- 13 PC multimediali in lan;
- server;
- stampante laser;
- stazione satellitare;
- 2 video registratori;
- 2 tv 17".
Per ottimizzare l'attività di monitoraggio del progetto, e per consentire a qualsiasi utente di accedere alla fonte d'informazione, dal 1° luglio 1999 è presente su Internet il sito Web quale veicolo anche pubblicitario sulle attività d'Euroformazione all'indirizzo: www.euroformazione.difesa.it

Tabella Internet (File Pdf 333 Kb)

Detto sito comprende anche alcune pagine, relative a ciascun centro di formazione, contenenti informazioni a carattere generale e tabelle sui dati relativi ai corsi ed agli allievi. Detti dati confluiscono automaticamente in quadri riassuntivi dell'attività euroformazione. Il sito Web è composto da oltre 300 pagine dinamiche e da un database che contiene le informazioni provenienti dai 152 centri di formazione.
Al 28 settembre 2001, dopo 2 anni ed 8 mesi di attività, sono stati svolti oltre 12.639 corsi a favore di circa 174.913 giovani, L'importo complessivo del progetto è stato di lire 115 mld., di cui 70 a carico del FSE, interamente utilizzati.

Progetto Euroformazione Attività corsuale svolta dal 1 luglio 1998 al 28 settembre 2001 (File PDF 321 Kb)

Oltre a raggiungere il target della risorsa comunitaria, un altro aspetto positivo, quale ricaduta della valenza del Progetto, è quello di creare occupazione. Infatti con i soli corsi di inglese, informatica ed Imprenditorialità Giovanile, si è creato un indotto lavorativo di almeno 1000 occupati fra docenti e personale addetto all'organizzazione dei corsi.

Con il nuovo "Quadro Comunitario di Sostegno 2000/2006", è iniziato un nuovo ciclo che prevede il passaggio da una gestione accentrata ad una decentrata, con l'erogazione delle risorse comunitarie non più al Ministero de Lavoro bensì direttamente alle Regioni. Ciò comporta la stipula di appositi protocolli d'intesa con ogni singolo assessore alla formazione degli Enti Locali.
Nell'attuale contesto gestionale decentrato, le Regioni Sicilia, Sardegna, le Province Autonome di Trento e Bolzano e a partire dal 2002 Lombardia, Veneto, Toscana, Piemonte, Lazio, Puglia, Emilia Romagna hanno sottoscritto accordi con la Difesa per la fornitura della docenza, tramite proprie aziende qualificate, a sostegno dei programmi di EUROFORMAZIONE.
Per le rimanenti Regioni si è in attesa si pervenire ad analoghi accordi anche alla luce delle iniziative politiche assunte nella Conferenza Stato-Regioni tenutasi il 19 aprile 2001.

Obiettivi
Con lo sviluppo delle iniziative delineate, l'Amministrazione Difesa si propone di conseguire i seguenti esiti:
- elevazione degli standard di conoscenze di base (inglese ed informatica) per tutti i militari di leva ed i volontari, compresi quelli destinati alla carriera militare, con conseguente "salto di qualità" per le FF.AA. sempre più impegnate ad operare in contesti internazionali ed al passo con le moderne tecnologie;
- concorso alle politiche del Governo sull'occupazione giovanile;
- incentivazione all'arruolamento volontario;
- più ampia ed incisiva fruizione delle provvidenze comunitarie.

In tale quadro il progetto, contribuendo all'attuazione delle norme vigenti in materia d'occupazione giovanile, di difficile applicazione in ambito nazionale e regionale, costituisce un valido esempio di quali sinergie si possano raggiungere nello specifico campo delle politiche attive del lavoro, finalizzando il concorso del sostegno comunitario e le risorse e competenze già disponibili in seno all'A.D..
Inoltre l'A.D. sta già lavorando affinchè sia data piena attuazione a quanto previsto dall'art. 5 della L. 331/2000 e relativo discendente legislativo (D.Lgs. dell'8 maggio 2001, 215).
In particolare, l'art.17, comma 3 del citato Decreto Legislativo delinea chiaramente le azioni da porre in essere in materia di formazione professionale e di collocamento nel mercato del lavoro dei giovani alle armi. Lo SMD ha il compito di coordinare le attività che dovranno essere promosse, nell'ambito dell'Area Tecnico Operativa, per la realizzazione di un dispositivo sinergico, tra lo SMD e gli SM di FA, da interfacciare con l'Ufficio per il collocamento al lavoro dei militari volontari congedati di LEVADIFE.

6.1.1 Esercito
6.1.1.1 Ufficiali
L'attuale iter formativo degli Ufficiali in servizio permanente del Ruolo Normale (varie Armi, Arma TRAMAT, Corpo di Amministrazione e Commissariato, Corpo degli Ingegneri e Corpo Sanitario), si sviluppa attraverso le seguenti fasi:
- formazione;
- qualificazione;
- specializzazione;
- professionalizzazione.

Formazione
L'iter formativo degli Ufficiali del RN, che si prefigge lo scopo di preparare i giovani Ufficiali sotto il profilo etico, culturale e tecnico, conferendo loro tutti i riferimenti necessari per costituire una solida base professionale, ha la durata di circa 5 anni e prevede in successione di tempo la frequenza di:
- due anni presso l'Accademia Militare di Modena, al termine dei quali gli allievi conseguono la nomina a Sottotenente (l'obiettivo formativo è di conferire ai frequentatori la capacità di utilizzare gli strumenti del combattimento individuale, comandare una squadra fucilieri ed operare nell'ambito di una pattuglia);
- due anni presso la Scuola di Applicazione di Torino (l'obiettivo formativo è di conferire ai frequentatori la capacità di utilizzare gli strumenti comunicativi, dottrinali, procedurali, metodologici, logistico-amministrativi e tecnici per operare nelll'ambito dell'Arma/Specialità/Corpo di appartenenza);
- un anno (il quinto) costituito da Corso di Perfezionamento Linguistico, Corso Tecnico Applicativo presso le competenti Scuole d'Arma/Specialità e Tirocinio Pratico presso i Reggimenti Addestramento Volontari.
Fanno eccezione gli Ufficiali del Corpo Sanitario, che effettuano tutto il ciclo di studi universitari e tecnico-professionali presso l'Accademia Militare di Modena.
Al termine del citato iter formativo, gli Ufficiali conseguono la laurea.

Qualificazione
La qualificazione si prefigge lo scopo di far acquisire agli Ufficiali conoscenze specifiche che riguardano il settore dove essi sono destinati ad operare, perfezionando le capacità militari con riferimento all'Arma/Specialità/Corpo di appartenenza.
Si sviluppa nel periodo compreso dal termine della fase di formazione al Corso di Stato Maggiore (escluso) ed è incentrata su:
- attività che hanno valenza comune, per la qualificazione del personale in prossimità di tappe fondamentali d'impiego;
- attività diversificate nei contenuti e di breve durata (Corsi, seminari e stage di aggiornamento), dirette sia a mantenere costantemente aggiornato il bagaglio di conoscenze sia a far acquisire ulteriori competenze connesse con gli incarichi da assolvere.

Specializzazione
La fase di specializzazione ha lo scopo di fornire agli Ufficiali conoscenze specifiche e capacità basilari per operare efficacemente presso i Comandi di Grandi Unità nazionali ed internazionali.
La specializzazione è conseguita inizialmente con il Corso di Stato Maggiore di circa 5 mesi, a carattere obbligatorio, presso la Scuola di Applicazione di Torino, al termine del quale un'aliquota dei frequentatori (su base volontaria), composta da Ufficiali che abbiano dimostrato di possedere capacità, attitudini e professionalità adeguati, viene ammessa al Corso Pluritematico, della durata di circa 5 mesi, condotto presso l'Università degli Studi di Torino e la Scuola di Applicazione.
L'obiettivo formativo del Corso di SM è quello di preparare i frequentatori all'impiego quali Ufficiali di staff a livello di Grande Unità elementare, mentre il Corso Pluritematico è finalizzato a conferire le capacità per operare come Ufficiali di staff nell'ambito dei Comandi intermedi e di vertice della Forza Armata.
Coloro che hanno superato il Corso di Stato Maggiore ed il Corso Pluritematico conseguono il Master in Scienze Strategiche.
Dopo la frequenza del Corso di Stato Maggiore, un'aliquota di Ufficiali può trovarsi nella condizione di accedere (su base volontaria), presso il Centro Alti Studi Difesa, al Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI), il cui obiettivo formativo consiste nel preparare i frequentatori ad operare nell'ambito dei Comandi di vertice interforze. Un'altra aliquota di Ufficiali (la più consistente) è invece destinata all'impiego in settori specialistici (incarichi di staff, insegnanti militari, istruttori, impieghi presso Direzioni Tecniche, ecc.), previa frequenza di Corsi "ad hoc", in territorio nazionale ed all'estero.
Per quanto attiene al Corso ISSMI, il personale interessato viene selezionato attraverso una procedura che tra l'altro comprende anche un corso di lingue per corrispondenza, al termine del quale i frequentatori sono sottoposti ad un test diagnostico di verifica dell'apprendimento. Coloro che superano il predetto Corso sono ammessi ad una fase intensiva presso la Scuola Lingue Estere dell'Esercito.
Successivamente, nel quadro della selezione in argomento, gli Ufficiali accedono ad un Corso di Qualificazione presso la Scuola di Guerra (durata circa 2 mesi), preceduto da una fase "a distanza".

Professionalizzazione
La professionalizzazione completa il processo formativo degli Ufficiali. Essa si rivolge essenzialmente agli Ufficiali destinati ad essere impiegati negli Stati Maggiori, in Comandi internazionali e, successivamente, in alti incarichi dirigenziali.
La fase in argomento inizia con la frequenza del Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI) e prosegue attraverso lo svolgimento di altre attività formative e/o di aggiornamento finalizzate agli specifici impegni da assolvere.

Collaborazioni con Universita'
Come si evince dal contesto appena delineato, l'elevata preparazione di base del personale militare e la sempre maggiore complessità dei settori in cui esso è chiamato ad operare hanno indotto la Forza Armata ad instaurare con il mondo universitario una fitta rete di collaborazioni, peraltro in costante espansione, per Corsi di livello universitario e post-universitario, destinati ad Ufficiali e Marescialli.
Nell'ambito di tali collaborazioni l'Esercito non si pone quale mero "utente", ma è parte attiva di un fecondo interscambio culturale. Infatti, i Corsi cui si riferiscono gli accordi in argomento - tutti aperti agli studenti civili interessati - sono condotti anche ricorrendo a docenti militari, nominati dagli Istituti Universitari su indicazione della Forza Armata.
Al riguardo, a titolo esemplificativo, tra gli Istituti con cui sono in atto forme di collaborazione, si segnalano:
- l'Università degli Studi di Torino (Laurea in Scienze Strategiche per gli Ufficiali delle varie Armi, dell'Arma Trasporti e Materiali e del Corpo di Amministrazione e Commissariato provenienti dall'Accademia Militare; Master in Scienze Strategiche per i frequentatori del Corso di SM e del Corso Pluritematico);
- il Politecnico di Torino (Laurea in Ingegneria per gli Ufficiali del Corpo degli Ingegneri provenienti dall'Accademia Militare);
- l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Lauree in Medicina e Farmacia per gli Ufficiali del Corpo Sanitario provenienti dall'Accademia Militare);
- l'Università degli Studi di Bologna (Laurea in Veterinaria per gli Ufficiali del Corpo Sanitario provenienti dall'Accademia Militare);
- l'Università della Tuscia di Viterbo (Laurea in Scienze Organizzative e Gestionali per i Marescialli provenienti dalla Scuola Sottufficiali);
- l'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma (Corso speciale di Merceologia e Chimica Applicata per gli Ufficiali del Corpo di Amministrazione e Commissariato, 5 posti per la Forza Armata; Corso di perfezionamento in Management della Logistica, 30 posti per la Forza Armata);
- l'Università degli Studi "Roma 3" (Corso di perfezionamento in Peacekeeping and Security Studies, 25 posti per la Forza Armata; Corso di comunicazione interna, 70 posti per la Forza Armata; Corso di Comunicazione nella Didattica, 30 posti per la Forza Armata);
- la St. John's University - Campus di Roma (Master in Business Administration, non attivato per il 2001; Master of Arts in Relazioni Internazionali, 2 posti per la Forza Armata);
- l'Università degli Studi di Cassino (Corso di Comunicazione Mediatica, 30 posti per la Forza Armata; Corso di perfezionamento in Geopolitica, 10 posti per la Forza Armata);
- la Libera Università degli Studi "San Pio V" di Roma (Corsi a distanza di lingue straniere e Corsi per interpreti).

Attività formative all'estero
Un cenno a parte meritano le attività addestrative di varia tipologia (Corsi, Stage linguistici, Affiancamenti, Training on the job) svolte dal personale, in ogni fase della carriera, presso Scuole/Enti esteri e che concorrono a meglio qualificare/specializzare coloro che sono destinati ad operare in settori "critici" o in incarichi "pregiati" per la Forza Armata e/o in contesti multinazionali.
Per il 2001, in particolare, tali attività sono state principalmente finalizzate al conseguimento dei seguenti obiettivi:
- acquisizione delle capacità richieste nel quadro del Progetto addestrativo per la costituzione di un "High Readiness Forces (Land) Headquarter a framework italiano";
- preparazione del personale da impiegare negli Organismi di direzione in ambito Multinazionale, già designato nel quadro del Progetto "Italian Contingency Command - ITALCOM";
- ampliamento del bagaglio di conoscenze tecnico - professionali del personale da impiegare nei settori "Sensori" , "Guerra Elettronica" e "HUMINT";
- formazione del personale del "Pool Simulazione" e del Pool "Osservatori/Controllori" (attività svoltesi in Gran Bretagna, Germania ed U.S.A.);
- acquisizione di expertise in particolari settori "di nicchia" (Operazioni Psicologiche, Ricerca Informativa, COCIM/CIMIC, ecc.) e/o sui nuovi sistemi d'arma, in modo da costituire "pool" in grado di gestire l'acquisizione delle singole capacità e riversarle successivamente in ambito FA.

Iter formativo degli Ufficiali del Ruolo Speciale
I vincitori di concorso, in base al D.L. 30 dic. 1997 n. 490, devono frequentare un apposito Corso Applicativo, allo scopo di conseguire una preparazione adeguata alle responsabilità derivanti dal nuovo status di Ufficiale in servizio permanente. Detto Corso si articola in 3 fasi:
- propedeutica (eventuale), svolta presso la Scuola di Applicazione e della durata di 2 settimane, destinata ai soli frequentatori provenienti dai civili, per conferire loro le capacità professionali di base (norme comportamentali, AIC, addestramento al tiro, ecc.);
- comune, svolta presso la Scuola di Applicazione e della durata di 12 settimane, che conferisce ai frequentatori sufficiente capacità di individuare ed utilizzare strumenti normativi, procedurali, tecnici e comunicativi per operare quali Comandanti di plotone negli scenari di riferimento ("Training Mission Oriented", "War" e "CRO"), pianificare l'attività addestrativa e gestire correttamente problematiche logistico-amministrative a livello plotone/compagnia;
- differenziata, svolta presso le Scuole d'Arma/Corpi con durata variabile, che conferisce le capacità di utilizzare strumenti procedurali e tecnici tipici dei rispettivi Armi/Specialità/Corpi Logistici per operare, negli scenari di riferimento ("Training Mission Oriented", "War" e "CRO"), nell'ambito dei plotoni/compagnie.
Nel prosieguo della carriera, il personale in argomento, sulla base delle prospettive di impiego, può partecipare alle attività previste per gli Ufficiali del RN successive alla formazione iniziale. In particolare, nell'ambito delle specializzazioni degli Ufficiali del RS, sarà a breve introdotto il Corso di Specializzazione nelle Attività di Staff, alternativo ed omologo al Corso di SM per gli Ufficiali del RN, finalizzato a conoscenze e capacità di base per operare efficacemente presso i Comandi di Grandi Unità.

Iter formativo degli Ufficiali di Complemento
L'attuale ciclo formativo degli Ufficiali di complemento prevede:
- un Corso della durata media di 5 mesi, finalizzato a conferire all'Allievo U. la preparazione basica per svolgere le funzioni di Ufficiale subalterno presso gli Enti/reparti d'impiego;
- l'assegnazione con il grado S.Ten. di complemento (1^ nomina) agli Enti/reparti d'impiego per lo svolgimento della restante durata della ferma (totale 14 mesi).


6.1.1.2 Sottufficiali
Ruolo Marescialli
In relazione all'accresciuto livello culturale dei Militari di leva e dei Volontari, ed alla scissione della categoria dei Sottufficiali nei ruoli dei Sergenti e dei Marescialli, sono state attribuite ai Marescialli funzioni e responsabilità che in precedenza erano proprie degli Ufficiali inferiori (ad esempio, il comando di plotone) e richiedono capacità culturali e professionali maggiori rispetto al passato.
Pertanto, è stato predisposto per i Marescialli un iter formativo che, per la maggior parte di essi, conduce al conseguimento di un titolo di laurea.
In particolare, tale iter formativo, per quanto riguarda i vincitori di concorso in possesso di diploma di scuola media secondaria di 2° grado, si articola su circa un triennio, durante il quale detto personale svolge:
- un Corso di Formazione e Specializzazione (due anni), condotto parte presso la Scuola Sottufficiali dell'Esercito di Viterbo (circa un anno), parte presso le competenti Scuole d'Arma/Specialità (circa un anno) e parte presso i reparti operativi (Tirocinio complementare di circa un mese).
- un successivo Corso Applicativo (circa una anno) - finalizzato al perfezionamento delle capacità tecnico-professionali e della conoscenza di una lingua straniera, nonché al completamento del ciclo di studi universitari che prevede, tra l'altro, l'effettuazione di stage presso i reparti operativi.
Al termine del citato iter, il personale consegue la Laurea in Scienze Organizzative e Gestionali, rilasciata dall'Università della Tuscia di Viterbo.
I vincitori del concorso interno non in possesso di diploma di scuola media secondaria di 2° grado (cui quindi non può essere rilasciata la laurea) seguono invece un iter sostanzialmente analogo ma ridotto (circa due anni).
Nell'arco della carriera, le conoscenze del personale sono mantenute vive attraverso tappe di qualificazione e aggiornamento basate su Corsi brevi ed intensi, seminari e stage svolti sia presso Comandi a livello reggimento, Brigata e Comandi Intermedi sia presso le Scuole della Forza Armata e/o presso analoghi Istituti di Forze Armate straniere.

Ruolo Sergenti
Al personale del ruolo Sergenti sono attribuite funzioni che si traducono nello svolgimento di compiti operativi, addestrativi, logistico-amministrativi e/o tecnico-manuali.
I Sergenti che dimostrino specifiche attitudini vengono poi abilitati ad assolvere funzioni di istruttore.
L'iter formativo prevede un Corso di Aggiornamento e Formazione Professionale di 9 mesi, suddiviso in una fase basica (circa 5 mesi), condotta, a cura della Scuola Sottufficiali dell'Esercito, presso il Reggimento Addestramento Volontari di Cassino ed una fase di specializzazione (circa 4 mesi), condotta presso le competenti Scuole d'Arma/Specialità.
La frequenza del Corso di Aggiornamento e Formazione Professionale costituisce prova concorsuale e di sbarramento per l'immissione nel ruolo dei Sergenti.
Nell'arco della carriera, la preparazione del personale viene aggiornata attraverso tappe di qualificazione e aggiornamento.

6.1.1.3 La truppa
Iter formativo dei volontari
Volontari in ferma annuale (VFA)
I VFA sono reclutati tra personale di diversa provenienza (civili, militari in congedo o in servizio) e pertanto caratterizzato da un'eterogenea capacità operativa iniziale.
La formazione di tale personale è svolta direttamente presso le unità d'impiego con criteri modulari e prevede 3 successivi "gradi di preparazione", coincidenti con altrettanti profili d'impiego operativo. In particolare, i suddetti gradi di preparazione sono così suddivisi:
- 1° grado di preparazione (dopo 7-11 settimane), che conferisce la capacità di sopravvivere sul campo di battaglia, svolgere compiti di sicurezza ed autodifesa, nonché assolvere tutte le funzioni connesse all'incarico di assegnazione (oppure al 2° incarico per il personale già in servizio di leva e confermato nell'incarico precedentemente ricoperto). Al suo conseguimento, il VFA è impiegabile nei servizi di vigilanza e scorta in genere, in interventi a favore della collettività in caso di pubbliche calamità, in operazioni di controllo del territorio in concorso alle Forze dell'Ordine, nonché in attività logistico-amministrative per la vita ed il funzionamento dei reparti;
- 2° grado di preparazione (dopo 11-17 settimane), che assicura al VFA la capacità di svolgere compiti connessi con l'impiego in operazioni di sostegno della pace di bassa intensità ed in interventi di assistenza umanitaria fuori dal territorio nazionale;
- 3° grado di preparazione (dopo 8-10 mesi), che integra e perfeziona le capacità operative già acquisite nei precedenti gradi di preparazione, mediante lo sviluppo delle attività tecnico-tattiche connesse con l'impiego delle minori unità in combattimento, anche in ambienti particolari, nell'ambito dell'Arma/Specialità di appartenenza.
In funzione del conferimento dei tre gradi di preparazione, l'iter addestrativo si articola in tre fasi formative suddivise in moduli addestrativi.
La prima fase, relativa al 1° grado di preparazione, si articola in 4 moduli:
- addestramento di base (1-2 settimane);
- addestramento individuale al combattimento (1-3 settimane);
- addestramento di specializzazione nell'incarico (mediamente 4 settimane);
- addestramento al controllo del territorio (1-2 settimane).
L'addestramento di specializzazione viene svolto, per la maggior parte degli incarichi, presso i reggimenti operativi, a meno di alcuni di maggiore contenuto tecnico per i quali le attività sono svolte presso Scuole/Enti.
Inoltre, i VFA provenienti dal servizio di leva, qualora confermati nell'incarico per il quale hanno già svolto l'addestramento di specializzazione, seguono l'addestramento di specializzazione nel secondo incarico loro attribuito dal Comandante di reggimento, sulla base delle esigenze operative del reparto.
Per i Corsi di specializzazione di durata superiore alla media (4 settimane) e svolti presso i reggimenti operativi, le relative attività proseguiranno e potranno essere completate presso le compagnie operative di destinazione.
Le attività della 1^ fase dovranno essere sviluppate con intensità e senza interruzioni, prevedendo la partecipazione della totalità del personale interessato.
La seconda fase, connessa con il raggiungimento del 2° grado di preparazione, si articola in 2 moduli:
- corso caporali ,(2 settimane);
- addestramento alle operazioni di sostegno della pace ed agli interventi di assistenza umanitaria (4 settimane).
Le attività della 2^ fase, vincolanti per il raggiungimento del 2° grado di preparazione e per il conseguente impiego anche "fuori area", vengono condotte con intensità e senza interruzioni, prevedendo la partecipazione della totalità del personale.
La terza fase, in cui si raggiunge il 3° grado di preparazione, si articola in più moduli:
- addestramento specifico d'Arma/Specialità (6-8 settimane);
- addestramento in ambienti particolari (3 settimane);
- perfezionamento e addestramento minori unità (6-7 settimane);
- attività continuativa fuori sede ,(campo d'Arma, attività itinerante lungo la penisola, ecc. per 3-4 settimane).
Successivamente al conseguimento del 3° grado di preparazione, senza particolari vincoli di collocazione temporale, viene condotto il modulo di qualificazione professionale individuale, della durata di 3 settimane, dedicato alla formazione professionale.
La programmazione dell'addestramento della terza fase è caratterizzata da flessibilità e finalizzazione all'impiego, per cui può essere definita in funzione degli impegni operativi, prevedendo, se necessario, anche il prolungamento o la ripetizione dei vari moduli (eventualmente a scapito di altri).

Volontari in ferma breve
La preparazione dei VFB è caratterizzata da una formazione di base omogenea e dal conseguimento di una successiva specializzazione a carattere polifunzionale connessa con l'incarico da assolvere durante il periodo della ferma breve.
L'obiettivo generale della formazione dei volontari in ferma breve - improntata ad uno spinto realismo ed a concretezza estrema, allo scopo di metterli in grado di affrontare situazioni operative diversificate - è quello di conferire al personale in argomento tre livelli di operatività, che ne definiscono le capacità conseguitee costituiscono orientamento ai fini dell'impiego. In particolare:
- 1° livello di operatività (5° mese): combattente di base, addestrato e con poca esperienza (ha acquisito le capacità per essere impiegato nei servizi di vigilanza e scorta in genere, in interventi a favore della collettività in caso di pubbliche calamità, in operazioni di controllo del territorio in concorso alle Forze dell'Ordine, in interventi umanitari, nella difesa degli spazi nazionali. Peraltro, viene impiegato prevalentemente in attività addestrative e di istruzione);
- 2° livello di operatività (10° mese): combattente completo, addestrato e con soddisfacente esperienza (può essere impiegato in tutte le attività del 1° livello ed in operazioni di supporto della pace);
- 3° livello di operatività (24° mese): combattente completo, ben addestrato ed esperto, con capacità di agire e di controllare altro personale in situazioni particolari (è in grado di assolvere compiti connessi con l'impiego in ambienti e situazioni particolari, sia isolato sia alla guida di altri uomini). Tale livello non viene conseguito necessariamente da tutti, ma solo da coloro che hanno svolto corsi specifici - fuciliere scelto, tiratore scelto, mobilità anfibia e montana, etc. - e siano risultati idonei all'avanzamento al grado di Caporal Maggiore o che abbiano partecipato ad operazioni in ambito multinazionale per il periodo necessario a fregiarsi del relativo distintivo.
La formazione di base è articolata su:
- Corso basico (circa 3 mesi) presso i Reggimenti Addestramento Volontari;
- Addestramento di specializzazione (circa 2 mesi) per l'acquisizione di un incarico polifunzionale presso le competenti Scuole d'Arma/Specialità.

Volontari in servizio permanente
Gli incarichi da attribuire a tale categoria di personale sono raggruppati in 3 categorie: operativa, tecnica e logistico-amministrativa.
In particolare, i VSP possono svolgere compiti:
- di comando in formazioni di livello squadra;
- esecutivi di tipo "polifunzionale";
- di istruttore presso le Scuole d'Arma/Specialità/Logistiche e presso i reparti operativi;
- logistico-amministrativi, al termine dell'impiego "operativo".
Nella definizione del sistema formativo dei VSP si è tenuto conto dei seguenti fattori:
- capacità acquisite durante la ferma breve, specie quelle connesse con l'impiego in operazioni multinazionali;
- eventuale attribuzione, all'atto dell'immissione nel servizio permanente, di un incarico diverso da quello assolto durante la ferma breve
- necessità di mantenere aggiornato nel tempo il grado di preparazione raggiunto;
- esigenza di creare nuovi stimoli in relazione alla prevista lunga permanenza in servizio.
La formazione è stata pertanto indirizzata all'approfondimento delle conoscenze relative all'incarico ricevuto ed alla riqualificazione in altro incarico, nonché all'aggiornamento continuo della preparazione già acquisita.
In tale quadro, gli obiettivi specifici della formazione individuale dei VSP, collocati temporalmente nell'arco della carriera, sono quelli di:
- approfondire/perfezionare e, se del caso, riqualificare, inizialmente, le capacità tecnico-professionali per assolvere sia le funzioni connesse con l'incarico di assegnazione sia quelle più generali di combattente;
- aggiornare ed ampliare, servizio durante, la preparazione acquisita, anche in corrispondenza degli avanzamenti di grado previsti;
- riqualificare ed abilitare il personale, in momenti temporali prestabiliti, allo svolgimento di incarichi diversi in relazione al modificarsi delle capacità psicofisiche.
Ne consegue che l'iter formativo dei VSP si articola nelle seguenti fasi:
- formazione di base, costituita da un corso basico e, eventualmente, un corso di specializzazione ed un corso di qualificazione ambientale;
- qualificazione, aggiornamento e mantenimento della capacità operativa, che si sviluppano con continuità lungo tutto l'arco della vita professionale del VSP;
- qualificazione per l'impiego quali Comandanti di squadra e, per alcuni, quali istruttore di "team" e di squadra (istruttore di: scuola guida, sistemi d'arma, addestramento individuale al combattimento, ecc.) nelle unità alimentate da Volontari;
- qualificazione in settori specifici di interesse, in relazione all'Arma / Specialità di appartenenza (corsi di: ardimento, lingua, tiratore scelto, istruttore di tiro, paracadutismo, alpinismo, bonifica ordigni esplosivi, ecc.);
- aggiornamento della preparazione in relazione all'introduzione di nuovi materiali/armi attinenti all'incarico posseduto;
- riqualificazione ed abilitazione ad un incarico della categoria logistico-amministrativa, al raggiungimento di un'età non più compatibile con l'assolvimento di funzioni prettamente operative.

Iter formativo dei militari di leva
L'obiettivo generale della formazione dei militari di leva è quello di conferire al personale tre gradi successivi di preparazione, che indicano le capacità conseguite e costituiscono premessa indispensabile ai fini dell'impiego. In particolare:
- 1° grado di preparazione (entro il 3° mese), che conferisce al militare la capacità di agire e sopravvivere sul campo di battaglia, svolgere compiti di sicurezza ed autodifesa, nonché assolvere tutte le funzioni connesse all'incarico di assegnazione. Al suo conseguimento, il militare è impiegabile nei servizi di vigilanza e scorta in genere, in interventi a favore della collettività in caso di pubbliche calamità, in operazioni di controllo del territorio in concorso alle Forze dell'Ordine, nonché in attività logistico-amministrative che risultano fondamentali per la vita ed il funzionamento dei reparti;
- 2° grado di preparazione (entro il 4° mese), che assicura al militare la capacità di svolgere i compiti connessi con l'impiego in operazioni di supporto della pace di bassa intensità ed in interventi di assistenza umanitaria;
- 3° grado di preparazione (entro il 10° mese: obiettivo massimo), inerente alla capacità operativa dei precedenti gradi di preparazione, incrementata e perfezionata mediante lo sviluppo delle attività tecnico-tattiche connesse con l'impiego delle minori unità in combattimento, anche in ambienti particolari, nell'ambito dell'Arma/Specialità di appartenenza.
In sostanza, il sistema addestrativo, caratterizzato da ampia flessibilità, si sviluppa per fasi formative successive che coprono l'intero periodo della ferma, secondo moduli addestrativi che si susseguono in base a priorità definite in relazione alle possibili opzioni di impiego.

Numero colpi sparati con le Armi in dotazione (VSP, VFB, VFA, LEVA) (File Pdf 279 Kb)

Missili C/C E colpi carri blindo (File Pdf 279 Kb)

6.1.1.4 Approntamento per cicli operativi
L'impiego in teatri d'operazione richiede un addestramento particolare, definito approntamento, che prevede un complesso di attività indispensabili per conferire alle unità la capacità di svolgere i compiti assegnati.
L'approntamento è articolato su tre livelli fra loro strettamente correlati:
- il primo livello interessa tutte le unità indipendentemente dalla loro tipologia e riguarda la preparazione per la condotta di operazioni di guerra, intese in senso classico;
- il secondo livello risulta differenziato in relazione al "pacchetto" di appartenenza delle unità ed è riferito alle attività necessarie per portare lo strumento a condurre le operazioni previste e prevedibili nel quadro dell'assolvimento delle altre due funzioni strategiche, "presenza e sorveglianza" e "difesa degli interessi esterni e contributo alla sicurezza internazionale";
- il terzo livello finalizza l'approntamento ad un preciso piano operativo ed interessa esclusivamente le unità predesignate per l'intervento in una specifica operazione per la quale sono noti tutti gli elementi di interesse.
Tali attività si sviluppano nell'ambito di un ciclo operativo, identificabile in un circuito che inizia prima dell'impiego delle forze, prosegue durante la missione e termina al rientro dal teatro di operazione per il ricondizionamento, per poi ricominciare in previsione di un nuovo impegno.

Ciclo operativo
Il ciclo operativo di un reparto si sviluppa in quattro fasi.
- Approntamento generico
È da considerare la situazione di "normalità" e, quindi, l'inizio del ciclo operativo.
Durante tale periodo l'unità svolge le attività di approntamento chiamate di 1° e 2° livello, finalizzate all'acquisizione delle capacità previste per la categoria di forze in cui la stessa è inserita (proiezione, reazione, presenza e sorveglianza). Durante tale fase, peraltro, un'unità può essere temporaneamente posta in condizione di "pronto impiego" (unità che a rotazione sono mantenute ad un elevato stato di prontezza). In tale condizione, le attività di formazione/addestramento sviluppate dai reparti subiscono un condizionamento significativo, correlato all'esigenza di poter essere proiettati in operazioni nei tempi previsti dai vari stati di allertamento. La durata di tale fase è variabile in funzione degli impegni operativi in atto.
- Approntamento per l'esecuzione di un ordine
È la condizione in cui si trovano i reparti designati per una precisa missione, per la quale sono noti tutti gli elementi di situazione, che permettono di effettuare una preparazione specifica (approntamento di 3° livello) finalizzata all'assolvimento del compito assegnato. Relativamente alle operazioni "fuori area", in questa fase è previsto lo svolgimento delle attività di amalgama e di addestramento specifico alla missione, propedeutiche all'immissione in Teatro. La durata di tale fase è nell'ordine di 4 mesi.

Impiego
E' il momento "clou" del ciclo operativo, la fase in cui il reparto deve porre in essere quanto acquisito nelle fasi precedenti, conducendo una reale verifica delle proprie capacità operative.
Peraltro, durante l'impiego vengono svolte attività finalizzate al mantenimento dell'addestramento individuale e dell'addestramento di reparto fino al livello plotone/compagnia, anche utilizzando i sistemi di simulazione a disposizione.

Ricondizionamento dopo l'impiego.
In tale fase vengono sviluppate le attività finalizzate a riportare l'unità ad un livello di piena efficienza operativa, con particolare riferimento a:
      - recupero psico-fisico;
      - manutenzione straordinaria di mezzi, materiali ed equipaggiamenti;
      - verifica delle capacità operative esprimibili.

Addestramento dei Comandi e delle Unità
Nel contesto finora esaminato, l'addestramento assume un ruolo di assoluto rilievo, in grado di condizionare lo sviluppo del ciclo operativo.
Per finalizzare opportunamente la preparazione dei reparti, è necessario condurre una serie di eventi addestrativi che, concatenati tra loro secondo una logica consequenziale, consentono il raggiungimento degli obiettivi addestrativi previsti dagli STANDARD NATO, che poi si traducono in capacità operative. In tale quadro di situazione, sono stati definiti, oltre all'addestramento individuale, differenti tipologie di attività dedicate all'addestramento, mirati a:
- Addestramento dei Comandi
Può sostanzialmente essere definito come un addestramento d'insieme dei Quadri di un Comando che applicano specifiche procedure, in linea con le apposite direttive NATO.
- Addestramento delle Unità
L'addestramento delle Unità, fase naturalmente successiva all'addestramento individuale, s'identifica sostanzialmente nella condotta di esercitazioni, in bianco e a fuoco, che, in un'ottica di progressiva difficoltà e complessità, sono finalizzate all'acquisizione ed alla verifica della capacità operativa di un'unità in relazione alla tipologia del personale di truppa (VSP, VFB, VFA e leva) con cui essa è alimentata e, conseguentemente, alla sua categoria di appartenenza. In particolare viene distinto:
      - addestramento delle unità alimentate con personale di leva;
      - addestramento delle unità alimentate con Volontari in ferma annuale;
      - addestramento delle unità alimentate con Volontari in ferma breve;
      - addestramento delle unità alimentate con Volontari in servizio permanente.

Controllo dell'addestramento
L'organizzazione e l'esecuzione dell'addestramento prevedono di accertare e valutare, durante le varie fasi che lo caratterizzano, i miglioramenti ottenuti ed i risultati conseguiti, in un'ottica di costante applicazione (a tutti i livelli) del concetto di "lezioni apprese", per una progressiva eliminazione di carenze e lacune.
È fondamentale, pertanto, un'azione di controllo capillare e continua che deve avere finalità educative e solo marginalmente fiscali.
Gli aspetti da prendere in considerazione per le verifiche sono:
- efficienza "operativa" del personale;
- conoscenza individuale delle armi;
- livello di addestramento al tiro;
- assetto formale delle unità;
- autovalutazione dei Comandi/Unità;
- valutazione dei Comandi/Unità;
- attività particolari.

Attività internazionali
Il complesso di attività sopradescritte, infine, viene incrementato attraverso lo sviluppo di eventi addestrativi all'estero, diretti a perfezionare e consolidare le capacità di risposta dei Comandi/unità e degli Staff in ambito internazionale, privilegiando la funzione di Comando e Controllo, al fine di rendere lo strumento sempre più efficiente, affidabile ed in grado di proiettarsi a notevole distanza dalla Madrepatria e di assumere, se del caso, la direzione di forze multinazionali.
Per conseguire detti obiettivi, la Forza Armata effettua diversificate esercitazioni all'estero e, in particolare, in Ungheria, Lituania, Romania, Polonia, Bulgaria, Tunisia, Egitto e Svezia, mediante le quali vengono verificate, per unità del livello Brigata, in primo luogo la capacità di proiezione raggiunta ed in secondo luogo la capacità di gestire situazioni di crisi. Tali attività all'estero, per l'anno 2001, hanno coinvolto circa 10.000 uomini tra Ufficiali, Sottufficiali e Volontari.
Accanto alle esercitazioni, si colloca una serie di attività bilaterali alle quali sono stati interessati circa 1.500 uomini tra Ufficiali, Sottufficiali e Volontari.

6.1.2 Marina
6.1.2.1 Ufficiali
L'iter formativo degli Ufficiali si sviluppa attraverso i seguenti passi fondamentali:
- formazione di base,
- formazione iniziale (Corsi di Abilitazione),
- formazione intermedia (Corsi di Specializzazione),
- formazione avanzata (Corso Normale di S.M. e Corso Superiore di S.M. Interforze)

La formazione di base si realizza presso l'Accademia Navale mediante:
- corsi quinquennali finalizzati al conseguimento della laurea specialistica, in convenzione con le Università di Pisa, Genova, Trieste e Napoli, per gli Ufficiali del Ruolo Normale;
- corsi applicativi della durata di un anno accademico per gli Ufficiali a Nomina Diretta e gli Ufficiali del Ruolo Speciale,
- corso della durata di 3 mesi per gli Ufficiali di Complemento.

La revisione del processo formativo degli Ufficiali è partita dall'adeguamento dei programmi di formazione di base, azione tra l'altro interessata dal profondo mutamento normativo del settore dell'istruzione universitaria. Confermata ormai l'insufficienza dell'iter di studi ad indirizzo prettamente tecnico-scientifico, abbandonato a metà degli anni '90, si è proceduto ad una integrazione in campo giuridico, politico-economico e storico-sociale. Infatti, se da una parte si rileva la necessità di possedere una buona base matematico-scientifica, per operare consapevolmente in un ambiente dagli elevati contenuti tecnologici ed impiegare i mezzi al massimo delle loro potenzialità, dall'altro si rileva la opportunità di allargare l'orizzonte culturale alla sfera del diritto, della politica e della sociologia, al fine di conferire maggiori capacità di comprensione delle realtà delle aree di intervento ed abilitare il personale ad operare anche in situazioni di non belligeranza, spesso non pianificate, in un contesto ove anche il singolo comportamento assume rilevanza pubblica ed internazionale.
Le operazioni svolte in questo contesto hanno infine influenzato e reso più intensi i rapporti tra le Forze Armate e la società civile del Paese, sensibile alla esigenza di "stabilità e sicurezza" della propria regione ed al contributo che, quali membri della comunità internazionale, si è in grado di apportare, richiedendo in ultima analisi una più solida preparazione nel settore della comunicazione e della pubblica informazione.
Contestualmente, è stata considerata l'esigenza di indirizzare la preparazione del Comandante e Dirigente di domani verso nozioni di economia, logistica e amministrazione.

La definizione dell'esigenza formativa sopra descritta e la previsione normativa di far conseguire il titolo di laurea agli Ufficiali del ruolo normale hanno inizialmente costituito due obiettivi non esattamente coincidenti, costringendo ad inseguire difficili soluzioni di compromesso da negoziare con le Università di riferimento.
In occasione della recente Riforma Universitaria si è invece finalmente provveduto ad istituire una classe di lauree dedicata, denominata delle "Scienze della Difesa e della Sicurezza". Tale provvedimento ha consentito di attivare dei corsi di studio "su misura" per la Marina Militare, modificando sensibilmente la posizione negoziale nei confronti degli Atenei, che restano comunque titolari esclusivi del rilascio dei titoli di studio. In particolare, l'anno accademico 2001/02 ha visto l'inaugurazione del nuovo corso di laurea in "Scienze Marittime e Navali", svolto in convenzione con l'Università di Pisa a favore degli Ufficiali del Corpo di Stato Maggiore.

Sulle fondamenta gettate nel periodo di formazione di base poggiano i successivi momenti formativi, finalizzati al completamento della preparazione specifica per l'inserimento del personale nei differenti Reparti Operativi.
L'organizzazione di detti Reparti prevede, di massima, due livelli d'impiego di responsabilità crescente. La formazione specialistica si struttura quindi in due momenti:
- formazione iniziale, finalizzata all'assunzione dell'incarico di Capo Componente di Unità Navale (ed incarichi corrispondenti presso gli altri Reparti); essa si realizza mediante i Corsi di Abilitazione, della durata di massima semestrale, svolti presso i Centri Addestrativi della M.M. (Navale, Sommergibilistico, Aereo, Anfibio, Incursionistico e Subacqueo, Minamento e Contromisure Mine, Idrografico) e frequentati in comune da tutti gli Ufficiali del Ruolo Normale e del Ruolo Speciale;
- formazione intermedia, finalizzata all'assunzione dell'incarico di Capo Reparto di Unità Navale (ed incarichi corrispondenti presso gli altri Reparti); essa si realizza mediante i Corsi di Specializzazione, della durata di massima annuale, svolti presso i Centri Addestrativi della M.M., l'Accademia Navale e/o Istituti di FA o interforze, sia nazionali che esteri; essi sono frequentati dalla quasi totalità degli Ufficiali del Ruolo Normale e, su base selettiva, da alcuni Ufficiali del Ruolo Speciale.
Una limitata aliquota di Ufficiali, destinata ad incarichi di studio e progettazione per l'acquisizione di nuovi mezzi e materiali, completa successivamente la formazione specialistica con corsi di livello universitario presso Istituti militari e civili, nazionali ed esteri.

L'impiego "di prima linea" presso i Reparti Operativi interessa gli Ufficiali per circa un decennio, al termine del quale il transito nel grado di Ufficiale superiore apre la prospettiva d'impiego in incarichi di staff, di Forza Armata ed interforze, nazionali ed internazionali.
Il cambio di passo richiesto è supportato dai programmi di formazione avanzata, sviluppati in due tempi presso l'Istituto di Studi Militari Marittimi (Corso Normale di S.M.) e presso l'ISSMI (Corso Superiore di S.M. Interforze).
Il Corso Normale di S.M. viene svolto a favore degli Ufficiali del Ruolo Normale di tutti i Corpi; esso ha una durata di 3 mesi e costituisce un fondamentale momento di raccordo dei differenti percorsi seguiti, finalizzato:
· all'acquisizione delle procedure di lavoro degli SS.MM.;
· all'aggiornamento e l'approfondimento in campo geostrategico e geoeconomico, con particolare riferimento alla dimensione propria di ciascuna FA;
· all'applicazione del "metodo" per la pianificazione e lo studio di problemi operativi, logistici nonché ordinativi ed organizzativi.
La formazione avanzata prosegue, su base selettiva, con il Corso Superiore di S.M. interforze, finalizzato all'assunzione di incarichi di rilievo in ambito FA ed interforze, sia nazionale che internazionale.
Essa viene infine integrata, a favore degli Ufficiali designati ad incarichi di Comando e Direzione, con moduli formativi di aggiornamento/indottrinamento specifico, della durata di 2-3 settimane e realizzati sotto forma di seminari.

6.1.2.2 Sottufficiali
Adottando lo stesso principio di sviluppo progressivo ed armonico previsto per gli Ufficiali, si è proceduto a programmare un iter formativo teso alla crescita professionale, con riferimento al Decreto Legislativo 196/95 e ai successivi emendamenti apportati dal Decreto Legislativo 82/2001.
La nuova figura professionale implica una formazione modulare di livello superiore rispetto al passato, finalizzata a creare specialisti di "elevato" profilo che, in particolare nel Ruolo Marescialli, possano essere in grado di condurre gruppi di uomini.
Nel contesto dell'argomento si evidenzia l'innovazione introdotta nella formazione di base dei nuovi Marescialli, costituita da un Corso biennale presso le Scuole di FA a favore dei vincitori di appositi concorsi per il reclutamento dal mondo esterno, indirizzati ai giovani in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado, con possibilità di iscrizione a corsi universitari. Nel corso di questa prima fase di formazione si procede a fornire le conoscenze di base, necessarie a svolgere con profitto gli incarichi di 2° livello (Coordinatore e/o Controllore), unitamente alle conoscenze tecnico-professionali, diversificate in base alla specializzazione di appartenenza.
Il periodo formativo è seguito da vari momenti successivi, quali il "Tirocinio Pratico" ed eventuali "Corsi di Qualificazione" sulle specifiche apparecchiature/impianti di interesse, al fine di consentire al Maresciallo il rapido inserimento nei nuovi contesti lavorativi.
Il Corso in parola ha "valenza" preminente per la FA e costituisce un irrinunciabile e fondamentale momento dell'iter di carriera, caratterizzato da forte soluzione di continuità con le precedenti esperienze personali, durante il quale vengono gettate le basi per l'intero successivo sviluppo di carriera.
Ciò appare fondamentale per il successo, l'efficienza e l'efficacia futura della stessa organizzazione, in quanto vengono interessati tutti i campi che connotano il Maresciallo, con particolare riferimento a quello etico-militare, all' arte del Comando, agli aspetti fisici/sportivi/marinareschi, oltre a quelli culturali e specialistici. I momenti successivi della formazione saranno collegati e si inseriranno in quanto già acquisito nel corso del processo formativo di base.
Dalla normativa di riferimento scaturisce un ulteriore aspetto determinante della nuova figura professionale; ci si riferisce al personale nel grado apicale del citato Ruolo Marescialli (Primi Marescialli e Luogotenenti), i quali dovranno essere in grado di essere impiegati, in sostituzione di Ufficiali inferiori, in incarichi di maggiore responsabilità e con un profilo professionale particolarmente competitivo nei confronti del mondo "civile".
Ulteriore novità di rilievo è rappresentata dal programmato ingresso del personale femminile nel ruolo Marescialli, che a partire dall'Anno Scolastico 2001/02 sarà interessato alla formazione presso gli Istituti di FA.

6.1.2.3 Truppa
Per la truppa è necessario continuare l'opera di programmazione tesa alla formazione tecnico-militare, differenziata in funzione della specializzazione del singolo militare, unitamente alla valutazione del profilo psicologico e da un modulo formativo aggiuntivo tipo "full immersion", per fornire loro quelle conoscenze che possano rivelarsi utili per l'eventuale successivo inserimento nel mondo del lavoro.
Anche per tale tipologia di personale, con l'anno 2003 e per una aliquota prevedibile di 500 unità, si prospetta l'opportunità di ingresso delle donne, relativamente ai Concorsi annuali per Volontario di Truppa in Ferma Breve (VFB/V3).

6.1.2.4 Le attività addestrative
Per il mantenimento dell'efficienza operativa delle Forze, l'addestramento ordinario delle Unità navali in campo nazionale comporta una media di permanenza al di fuori delle sedi di normale dislocazione dell'ordine dei tre mesi/anno (cui aggiungere le attività a carattere internazionale - NATO, UE ovvero multinazionale - le operazioni vere e proprie, le attività di presenza e sorveglianza, ecc).
L'addestramento si concretizza inoltre nelle attività a fuoco, ove il consumo ordinario di munizionamento è dell'ordine dei 100 colpi/anno per ogni impianto d'artiglieria imbarcato, attività che consente peraltro di verificare anche la precisione nel tiro contro bersagli terresti (limitatamente al calibro 127/54 ed effettuato sul poligono di Capo Teulada), nel tiro antiaereo (condotto su bersagli telecomandati o su manica rimorchiata da velivolo) ed antinave (su bersagli veloci radiocomandati o su bersagli rimorchiati da altra unità navale).
Le attività di lancio missilistico da parte delle unità navali si effettua invece presso il poligono sperimentale interforze di Perdasdefogu, con cadenze annuali o biennali a seconda del tipo di unità e del missile impiegato.
Non da ultimo, per quanto concerne l'addestramento alla lotta sotto la superficie del mare (attività di sommergibili ed attività anti-sommergibile), l'attività di lancio di siluro è condotta su base annuale per le unità navali e semestrale per i sommergibili.
Per la forza anfibia, in particolare, l'addestramento si concretizza anche nel consumo di circa 1.500 - 2.000 colpi per fuciliere di marina, suddivisi nei vari calibri (pistola, fucile mitragliatore, mitragliatrice ecc.). L'addestramento a fuoco per il Reparto comporta inoltre il lancio medio di un ventina di missili contro carro/anno.
Il controllo dell'efficienza complessiva delle unità navali/reparti viene effettuato attraverso il "sistema per il controllo continuo dell'efficienza delle forze". I dati relativi a detta efficienza e la loro elaborazione consentono di stabilire annualmente graduatorie di merito in base al livello addestrativo raggiunto. Per le singole unità navali e reparti, l'efficienza qualitativa rispecchia il grado di addestramento del personale e quello dell'efficienza dei materiali, mentre l'efficienza quantitativa si riferisce all'effettiva presenza del personale rispetto alle tabelle di guerra e all'effettiva quantità di materiale rispetto alle dotazioni di guerra. Al punteggio così calcolato, si associa il relativo grado di prontezza:
- 1° grado - Unità/reparto incondizionatamente pronti per svolgere una missione bellica;
- 2° grado - Unità/reparto pronti per svolgere una missione bellica con qualche limitazione;
- 3° grado - Unità/reparto pronti per svolgere una missione bellica con notevoli limitazioni;
- 4° grado - Unità/reparto non pronti per missione bellica.
La preparazione complessiva della Forza Armata viene valutata considerando il grado di efficienza globale, ottenuto dalla sommatoria dei punteggi attribuiti all'efficienza complessiva delle singole unità navali e reparti.
Le attività per il controllo del livello d'addestramento/efficienza vengono attuate tramite la catena di comando della Forza Armata; ogni comandante ha la responsabilità di valutare l'efficienza delle propria unità o reparto, sulla base di opportune direttive emanate dai comandi superiori.
Il Centro d'Addestramento della M.M. di Taranto effettua valutazioni e controlli sull'addestramento delle unità attraverso i TIRNAV (Tirocini Navali) e i CLA (Controllo Livello Addestrativo); i TIRNAV vengono effettuati al termine delle soste per manutenzioni di lunga durata, mentre i CLA rappresentano una fase addestrativa aggiuntiva quando, a seguito di un controllo, vengono riscontrate deficienze in uno o più settori. Le unità specialistiche di contromisure mine effettuano controlli denominati CEB (controllo efficienza bellica), a cura del Comando delle Forze per il Dragaggio, per valutare la prontezza al combattimento delle suddette unità secondo un programma di test prestabiliti.
Le metodologie addestrative utilizzate nei predetti centri sono simili a quelle in uso presso il Basic Operational Sea Training e il Joint Marittime Course della Marina britannica e il Mine warfare Operational Sea Training sviluppato dalle Marine belga e olandese, centri considerati leader in ambito NATO negli specifici settori ed utilizzati anche dalla Marina Italiana per le opportune attività di valutazione e confronto.
L'addestramento è inoltre integrato attraverso l'utilizzo di appositi simulatori per l'addestramento:
- alla condotta della manovra delle unità navali a favore dei giovani ufficiali presso l'Accademia Navale di Livorno;
- all'impiego nelle varie forme di lotta aeronavale a favore dei Comandi delle Unità navali e dei relativi staff, presso il simulatore tattico del Centro d'Addestramento di Taranto;
- all'impiego della gran parte dei sistemi d'arma imbarcati attraverso specifici programmi di simulazione presenti nei sistemi stessi;
- al tiro in particolari condizioni d'impiego per i fucilieri della Forza Anfibia presso apposito simulatore in Brindisi;
- al governo e alla condotta di unità subacquee, a favore del personale sommergibilista, presso il Comando delle Forze Subacquee.
La Forza Armata impiega inoltre, per l'addestramento alla lotta contro carro da parte del personale della forza anfibia, i simulatori di proprietà dell'Esercito, secondo tempi e modalità concordati tra le due Forze Armate.
Per quanto concerne i poligoni e le aree addestrative, queste risultano sufficienti, a meno di quelle connesse all'addestramento all'attività anfibia complessa, per cui è disponibile il solo poligono di Capo Teulada, di proprietà dell'Esercito, che non riesce a soddisfare nell'interezza le esigenze della Forza Armata.

6.1.3 Aeronautica Militare
6.1.3.1 Ufficiali
La formazione di tutto il personale, si articola in un iter basico ed un iter avanzato. Tale suddivisione scaturisce dalla necessità di fornire dapprima quegli elementi essenziali ed indispensabili di conoscenze culturali, tecnico-professionali e militari, commisurati allo svolgimento degli incarichi/mansioni che verranno assegnati negli anni iniziali della carriera; successivamente l'iter avanzato provvede a perfezionare ed a specializzare il personale militare chiamato a svolgere incarichi di maggiori responsabilità e crescente importanza che non possono essere disgiunti da una preparazione più rigorosa.
La formazione, quindi, non più relegata ad un limitatissimo periodo temporale e non più ridotta ad un insieme di nozioni impartite "una tantum", diventa parte integrante della vita professionale, strumento di crescita ed approfondimento ed importante occasione per quell'osmosi ideale che consente lo scambio d'informazioni tra la FA, gli istituti, i frequentatori e viceversa.

La formazione degli Ufficiali dei ruoli normali
La formazione degli Ufficiali, il cui obiettivo è l'accrescimento culturale, morale, professionale ed etico, deve fornire gli strumenti necessari affinché essi possano svolgere al meglio le funzioni del grado, per migliorare l'efficacia e l'efficienza della FA ed essere capaci, inoltre, di anticipare e gestire i cambiamenti. Deve aspirare all'acquisizione di una "mentalità aperta" volta alla soluzione delle problematiche.
È caratterizzata dalle seguenti peculiarità:
- è differenziata per ruolo. Esiste, infatti, un percorso formativo per gli Ufficiali dei Ruoli Normali ed un percorso per gli Ufficiali dei Ruoli Speciali;
- è suddivisa in iniziale ed avanzata;
- è continua. Ciascun Ufficiale, pertanto, è chiamato, in diversi momenti della propria vita professionale, alla frequenza di adeguati corsi di formazione.
- è mirata a fornire le necessarie conoscenze per lo svolgimento degli incarichi assegnati.

La formazione dei ruoli normali prevede il conseguimento della laurea e della laurea specialistica presso l'Accademia Aeronautica (per il ruolo naviganti e delle Armi si intravvede la possibilità di coinvolgere anche l'ateneo fiorentino).
In proposito, il personale dei corpi segue appositi corsi di laurea già contemplati dall'ordinamento universitario che vengono integrati da materie tecnico-professionali ritenute indispensabili.
L'iter formativo universitario del personale d'Arma, Ufficiali dei ruoli naviganti ed Ufficiali del ruolo delle Armi, è stato progettato tenendo conto del recente Decreto Ministeriale 12-4-2001 relativo alla "Determinazione delle classi delle lauree e delle lauree specialistiche universitarie nelle scienze della difesa e della sicurezza".
Tale strumento normativo, infatti, ha consentito, di concerto con le università, l'istituzione di corsi di laurea espressamente dedicati al personale delle FF.AA.. Il piano degli studi rappresenta, quindi, il giusto connubio tra discipline scientifiche, tecnologiche, umanistiche e socio-politologiche ritenute necessarie per poter dar corso ad un approccio "integrato" alle problematiche organizzative, gestionali ed operative della FA.
Successivamente al conseguimento della Laurea Specialistica, gli Ufficiali dei ruoli normali affiancano ai corsi di formazione professionale, peculiari del rispettivo Ruolo/Corpo di appartenenza, corsi di formazione comuni per tutti i ruoli che vengono svolti presso la Scuola di Guerra Aerea ed in corrispondenza di particolari momenti della carriera (assunzione di incarichi di comando, frequenza di corsi interforze, ecc.).
Una cospicua aliquota di Ufficiali, inoltre, viene selezionata per essere inviata alla frequenza del Corso ISSMI, preliminare allo svolgimento di incarichi di staff sia nell'ambito della FA che in ambito interforze ed internazionale.
Tutta la formazione del personale dei ruoli normali, quindi, è basata su un continuum di momenti formativi, volti ad innestare nuove e sempre più approfondite conoscenze su basi ben consolidate.

La formazione degli Ufficiali dei ruoli speciali
La formazione iniziale dei ruoli speciali, tenuto conto delle loro attribuzioni relative all'impiego e di quanto disciplinato dal D.Lgs 490/97, è articolata su un corso applicativo che si svolge presso la Scuola di Applicazione dell'A.M. di Firenze. Il corso, di durata superiore ai tre mesi, ha come obiettivo quello di preparare i frequentatori allo svolgimento delle funzioni tecnico-professionali e delle attribuzioni previste dal nuovo "status", affinché siano in grado di svolgere mansioni specifiche di pertinenza dell'Arma e del Ruolo di appartenenza, nonché di saper applicare in ambito militare le conoscenze pregresse.
Successivamente, sono previsti altri due significativi momenti formativi nei gradi di Capitano e Tenente Colonnello che vengono svolti presso la Scuola di Guerra Aerea di Firenze della durata, rispettivamente di 3 e 2 mesi.
Tutto l'iter ha come obiettivo finale quello di preparare sia culturalmente che professionalmente l'Ufficiale ad assumere (eventualmente anche a livello dirigenziale stante la possibilità di rivestire il grado di Colonnello) incarichi di staff in seno agli Alti Comandi e, marginalmente, in ambito Stato Maggiore Aeronautica.

Ruolo naviganti
L'A.M. cura la formazione del personale navigante attraverso una complessa ed articolata struttura selettiva/formativa ed addestrativa, che comprende corsi accademici a terra, al simulatore ed in volo. Si utilizzano, inoltre, sempre più spesso, corsi iniziali o basici tramite computer. La gestione della struttura è affidata, principalmente, al Comando Generale delle Scuole. I programmi di selezione ed addestrativi sono posti in essere attraverso strutture nazionali ed estere, queste ultime gestite tramite appositi M.o.U.. La periodica revisione dei programmi consente di mantenerne aggiornati i contenuti alla luce delle nuove esigenze. La sfida per il futuro è di adeguare i programmi in argomento alle esigenze delle nuove linee di volo in acquisizione (EFA, C130J, B767, F16, C 27). Tra i programmi di lungo periodo (post 2010), che potrebbero fornire il maggior ritorno qualitativo per il Paese, si evidenzia il progetto di una scuola di volo Europea sul nostro territorio.
L'Aeronautica Militare, inoltre, attribuisce una grande importanza all'addestramento effettuato dai propri Reparti Operativi. L'iter addestrativo, cui è sottoposto il personale navigante è un processo lungo e oneroso che ha inizio con l'assegnazione al Gruppo di conversione operativa, relativa alla linea d'impiego. Dopo la transizione sulla nuova macchina si accede ad una seconda fase di conversione al sistema d'arma. Al termine si raggiunge la qualifica di limited Combat Ready. La piena Combat Readiness è conseguita una volta che il navigante dimostra di saper impiegare il mezzo aereo in tutti gli eventi tattici propri della specialità d'appartenenza. Questo traguardo consente la partecipazione ad eventuali operazioni reali. Ad essa seguirà un ulteriore attività addestrativa a seguito della quale i naviganti conseguiranno una serie di qualifiche operative (capo coppia, capo formazione, chase, ect.).
Allo scopo di mantenere alto il livello addestrativo, i Reparti Operativi dell'A.M., oltre la normale attività di volo, partecipano periodicamente ad esercitazioni NATO /nazionali ed attività su poligoni aria/aria, aria/suolo e guerra elettronica.

L'addestramento al volo
La formazione al volo degli Ufficiali naviganti dell'A.M. viene svolta sia in Italia, presso il 70° Stormo di Latina, il 61° Stormo di Lecce, il 72° Stormo di Frosinone, sia all'estero presso alcune scuole di volo americane.
L'attività del 70° Stormo di Latina è finalizzata alla selezione degli allievi piloti dell'A.M. e di altri corpi armati dello Stato, al conseguimento del brevetto di pilota d'aeroplano e allo svolgimento delle successive fasi Brevetto Iniziale Elica.
Attualmente la formazione e selezione al volo prevede assetti accentuati e attività acrobatica per poter valutare appieno la potenzialità dell'allievo a gestire la macchina in tutte le condizioni di volo. Inoltre, considerato che molti concorrenti hanno già un brevetto civile, si vuole verificare se le loro capacità si limitano alla condotta basica del velivolo, di cui sono già esperti o se, effettivamente, possiedono il potenziale necessario per diventare piloti militari.

Presso il 61° Stormo di Lecce viene conseguito il brevetto di pilota militare e svolto il corso preoperativo destinato ai piloti della linea caccia.
A riguardo, il programma di addestramento è stato recentemente revisionato sulla base dei suggerimenti pervenuti dalle OCU (Operational Conversion Unit), dai reparti d'impiego e dagli stessi istruttori, per dare maggior risalto all'addestramento operativo: principalmente formazioni tattiche, combattimento aereo e navigazioni a bassa quota.
La rivisitazione del programma per il conseguimento del Brevetto Pilota Militare si pone peraltro lo scopo di ottimizzare ed allineare i programmi istruzionali in vigore presso le scuole di volo, ed inoltre di permettere la eventuale introduzione del "dual-track", cioè la suddivisione dell'iter istruzionale tra l tra la linea aerotattica e la linea di supporto, utilizzando, per la linea di supporto, il P180 per il conseguimento del BPM.
Tale soluzione potrebbe garantire un risparmio di risorse ottimizzando al contempo la formazione dei piloti della linea di supporto, anticipando, come veniva svolto in passato, l'addestramento con equipaggio multiplo. Attualmente la problematica è in via di approfondimento, su specifica indicazione del Capo di S.M.A..
Presso il 72° Stormo di Frosinone viene svolta tutta l'attività di formazione su ala rotante per il conseguimento dei relativi brevetti.
Occorre specificare che presso le Scuole di volo di Latina e Frosinone viene svolta un'intensa attività di formazione al volo rivolta al personale delle altre Forze Armate, dei Corpi Armati dello Stato e di altri Dicasteri della Pubblica Amministrazione.

Per ciò che concerne la formazione all'estero, parte degli allievi piloti del ruolo normale ed alcuni AUPC, al termine degli studi accademici e dei corsi B.I.E., sono inviati all'E.N.J.J.P.T. (Euro Nato Joint Jet Pilot Training) e agli S.U.P.T. (Specialize Undergraduate Pilot Training) negli U.S.A., dove si addestrano sui velivoli T37 e T38 conseguendo il B.P.M. in circa 12 mesi.

Dal 2000 allievi dei corsi regolari sono inviati anche in Canada per la frequenza del corso N.T.F.C. (Nato Training Flying Canada), nell'ambito di un programma internazionale a cui l'Aeronautica Militare partecipa, a pieno titolo, fornendo anche tre istruttori di volo del Comando Generale delle Scuole.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla formazione al volo dei navigatori militari che, come noto, sono destinati solo alla linea Tornado.
L'iter addestrativo, a partire dal 2001, sarà articolato in cinque fasi:
- la prima, che viene svolta presso il 70° Stormo di Latina, è dedicata alla selezione;
- la seconda e la terza, effettuate al termine del 1° e 2° anno accademico sul velivolo MB339, sono finalizzate all'addestramento basico iniziale;
- la quarta, al termine degli studi accademici, ha una durata di dodici mesi e viene svolta presso la base della Marina degli U.S.A. di Pensacola. L'attività, effettuata su velivoli T34, T39N e T2C e finalizzata al conseguimento del B.N.M. (Brevetto di Navigatore Militare), prevede l'addestramento basico ed avanzato;
- dopo il conseguimento del B.N.P. i navigatori, prima di essere inviati presso le OCU per la transizione sulla linea Tornado, ritornano presso il 61° Stormo di Lecce dove svolgono un programma pre-operativo di volo, su MB339CD.
In questo delicatissimo e vitale settore della formazione al volo, allo scopo di contenere al massimo tempi e costi e nello sforzo costante di adeguamento degli standard addestrativi alle esigenze operative, l'A.M. ha operato e sta ancora operando su vari fronti: dalla standardizzazione delle procedure, ai programmi della scuola a terra, alla formazione degli istruttori, alle metodologie d'insegnamento.
Peraltro, si è convinti che si possa ulteriormente migliorare l'attività didattica sfruttando adeguatamente il multimediale. In tale campo è in atto, presso l'aeroporto di Frosinone, l'utilizzo del programma INS.I.A.U. (Insegnamento Interattivo Allievi Ufficiali) che dovrebbe consentire una maggiore standardizzazione nell'insegnamento nonché dare all'allievo la possibilità di studiare, anche in modo autonomo, seguendo e controllando il proprio progresso.

Attivita addestrative di reparto
Le attività di volo sono svolte fondamentalmente presso le Operational Convertion Units (OCU), per il personale navigante destinato alle mansioni di istruttore dei gruppi di volo, compatibilmente con la possibilità di distogliere uomini e veivoli dall'attività primaria in Patria.
A sua volta, l'attività addestrativa effetuata presso le rispettive basi, è finalizzata al conseguimento delle qualifiche di Combat Ready (CR), Limited Combat Ready (LCR), Capi Coppia, Capi Formazione, Chase (tutore), ecc..
Le attività peculiari dei reparti operativi saranno svolte in Sardegna, attraverso il Programma Aircraft Military Activity "AMA" (Goose Bay) e l'esercitazione "Red Flag" (Nellis Air Force Base-AFB).
Occorre evidenziare che, le attuali restrizioni di quote minime mal si conciliano con l'esigenze dei Reparti Operativi per un addestramento avanzato. Restrizioni che hanno imposto di sviluppare attività all'estero, in zone che permettono la simulazione di missioni di guerra, come ad esempio il programma di volo presso la base di Goose in Canada. La ricerca di tali zone riguarda anche l'area del Mediterraneo, dove esistono possibilità, allo studio, che consentirebbero di effettuare una realistica attività addestrativa fuori dai confini nazionali, decollando dalle basi italiane.

Simulatori
Grazie alle avanzate tecnologie disponibili, le Forze Armate di molti Paesi hanno in programma di trasferire parti sostanziali dell'addestramento dai velivoli di linea ai simulatori spaziando dall'addestramento basico ed avanzato, agli eventi tattici, quali il rifornimento in volo e lo sgancio d'armamento in aree-poligono, all'addestramento, alla manutenzione.
Generalmente, il settore che maggiormente riesce ad ottenere beneficio dalla simulazione è l'addestramento basico.
Infatti, seppure parte delle procedure e delle operazioni elementari possono essere effettuate su sistemi comparabili con personal computer commerciali dall'elevatissimo rapporto costo/efficacia, discorso diverso si registra per quanto riguarda l'addestramento avanzato.
Per effettuare le normali procedure di una fase avanzata d'addestramento, infatti, sono necessari sistemi che riproducano le prestazioni reali con molta fedeltà. Conseguentemente, i costi aumentano ed è necessaria un'accurata valutazione del rapporto costo/efficacia dei simulatori da acquisire rispetto all'effettuazione delle operazioni di addestramento con velivoli di linea (ad esempio, alcuni moderni simulatori di volo consentono l'abilitazione sulla macchina a "zero ore" da parte dell'elemento in training, ossia senza effettuare alcun volo dedicato sul vero aeroplano) anche se i costi sono tuttavia così elevati (un simulatore del genere può costare quanto due velivoli nuovi), da sconsigliare l'acquisto del simulatore se non si ha un cospicuo numero di equipaggi da addestrare.
Tale affermazione emerge da una mera valutazione economica ed operativa del problema e può essere modificata valutando le problematiche ambientali e di inquinamento acustico che potrebbero rendere pagante l'investimento necessario.
Non è da sottacere che l'esperienza internazionale consente di osservare che l'utilizzo estensivo della simulazione avanzata, per quanto realistica, priva gli equipaggi dell'indispensabile esperienza delle operazioni effettuate quale vissuto personale.
Gli attuali piani di addestramento prevedono un esteso utilizzo delle capacità di simulazione basica ed un puntuale utilizzo della simulazione avanzata per le linee da combattimento.
In particolare, l'utilizzo di simulatori avanzati (in grado di riprodurre situazioni complesse), consente di addestrare gli equipaggi all'impiego della macchina, al limite delle prestazioni ed in condizioni di minaccia non riproducibili nella realtà ed inoltre, nel futuro, sarà possibile collegare i simulatori delle diverse basi in rete così da ottenere l'addestramento congiunto di Reparti tra loro distanti a beneficio della standardizzazione e dell'interoperabilità.

Ulteriore ricaduta della simulazione basica è la possibilità di utilizzare parte di essa per scopi di diffusione dell'immagine della Forza Armata.
Infatti, dato il diffuso utilizzo di sistemi computerizzati commerciali standardizzati, è possibile raggiungere un pubblico vasto e qualificato di giovani che trovano così un'ulteriore fonte di informazione.

Squadron Exchange
Malgrado una evidente flessione dell'interesse manifestata dai Paesi alleati (attività NATO per la quale solo l'Italia e la Germania sembrano fornire, la maggiore disponibilità), l'A.M. parteciperà negli "scambi", favorendoli, con Unità Operative alleate che abbiano possibilmente in dotazione F16.
In prospettiva, nel breve-medio termine, si intende mantenere la priorità assoluta per l'attività degli Operational Convertion Units (OCU) e presso Reparti Operativi (RR.OO.) finalizzata al "rinfoltimento dei ranghi" dei Gruppi di Volo (GG.VV.) dovuta alla nota riduzione del personale in possesso di qualifiche e livelli addestrativi nonché qualifiche operative, limitando la partecipazione ad eventi che determinino la sottrazione di risorse ai RR.OO. per attività presso le basi-madre.
In tale contesto l'iter seguito dai naviganti costituisce anche un efficace strumento per evitare un impiego operativo non commisurato alle effettive capacità acquisite da ogni singolo navigante.

6.1.3.2 Sottufficiali
L'emanazione del D. Lgs n.196/1995 e le successive modificazioni apportate dal D.Lgs. 82/2001, hanno comportato una nuova suddivisione del personale sottufficiale delle FF.AA., costituendo nuovi ruoli e modificandone le norme di reclutamento, stato ed avanzamento.
Il decreto, tra l'altro, ha previsto nuove mansioni ed attribuzioni che, per essere assolte al meglio, richiedono un'adeguata preparazione professionale e militare. In tale contesto assume fondamentale importanza la formazione, il cui obiettivo è quello di provvedere all'educazione militare, culturale, morale e tecnico-professionale.
Anche per il personale dei ruoli non direttivi, la formazione:
- è incentrata su più "momenti" formativi;
- costituisce il giusto bilanciamento tra l'insieme delle conoscenze specificamente tecnico-professionali e l'insieme delle conoscenze militari. Le prime caratteristiche di ogni singola specialità, le seconde comuni per tutti;
- fornisce le conoscenze indispensabili affinché ciascuno sia in grado di operare nel proprio settore d'impiego con competenza e professionalità;
- è rispondente alle reali esigenze della Forza Armata;
- tiene conto del livello culturale del destinatario dell'evento formativo.

In particolare, la progettazione della formazione del ruolo Marescialli ha dovuto necessariamente tener conto delle nuove attribuzioni assegnate a tale ruolo. Non più, quindi, una formazione prettamente specialistica e mirata solo all'acquisizione di conoscenze tecniche, ma una formazione di livello "superiore" indispensabile per poter essere in grado di svolgere anche incarichi che prevedono il comando, la gestione e la direzione di piccole unità.
Ciò è assicurato attraverso un corso biennale presso la Scuola Sottufficiali A.M. di Caserta i cui programmi, adeguati al titolo di studio posseduto dai frequentatori (diploma di scuola media superiore), prevedono un primo anno di materie prettamente militari e culturali comuni a tutte le categorie per poi arrivare, al secondo anno, ad una diversificazione in ragione della categoria di appartenenza. Un secondo anno, quindi, maggiormente dedicato all'acquisizione di conoscenze professionali che culmina con una serie di stages/tirocini presso i reparti manutentivi e/o addestrativi in cui la fase teorica svolta presso l'istituto di Caserta viene concretizzata attraverso attività pratiche.
Nel contempo, nell'ambito di tutti e due gli anni di corso, vengono svolte attività didattiche relative alle tre "I" (Inglese, Informatica ed Internet) ritenute di estrema attualità e necessarie a costituire quel tool kit da utilizzare nel corso della carriera (impiego ambito internazionale, rapporti con il mondo esterno, ad esempio, ditte manutenzione, fornitura, ecc.).
Sulla base di questa solida formazione iniziale si innesteranno altri importanti momenti formativi svolti presso la Scuola di Perfezionamento di Loreto. Il loro scopo è quello di perfezionare le conoscenze già acquisite e di incrementare significativamente il bagaglio culturale e tecnico-professionale, attraverso discipline sociologiche e militari, nell'ottica dell'assunzione di incarichi di comando a livello di capo nucleo.

La formazione dedicata alla preparazione del ruolo sergenti si basa, principalmente, su un corso di circa quattro mesi presso la Scuola di Perfezionamento di Loreto. Il corso ha come scopo quello di conferire ai frequentatori la preparazione militare, professionale e culturale adeguata al nuovo "status" e che fornisca il Know-how necessario per lo svolgimento di incarichi esecutivi con responsabilità dirette e personali nei settori manutentivi, operativi e di supporto. Il programma è stato progettato per conseguire gli obiettivi fissati tenendo però in debito conto che i frequentatori provengono dal Ruolo dei Volontari e possiedono già, seppur in misura ridotta, talune conoscenze militari e professionali.

La formazione del Ruolo Volontari prevede una predominante componente professionale, in considerazione degli incarichi esecutivi che sono chiamati a svolgere in seno alla FA. Tali conoscenze, prevalentemente indirizzate al "saper fare", vengono acquisite attraverso corsi di limitata durata direttamente presso i reparti di impiego ovvero con corsi on job training.
Tuttavia, la FA ritiene indispensabile che anche a loro vengano impartite talune conoscenze militari e culturali nell'ambito di appositi corsi di formazione. È, quindi, previsto un corso di durata superiore a tre mesi per i volontari in ferma breve ed un corso di quasi tre mesi per i volontari in servizio permanente. I corsi, ovviamente, sono modulari, per cui le conoscenze acquisite nel primo sono integrative e propedeutiche alla frequenza del secondo.
Inoltre, per quanto attiene al personale di truppa volontario la FA prevede la frequenza di alcuni corsi di formazione di informatica e di inglese nell'ambito del Progetto Euroformazione Difesa al fine di accrescere le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro al termine del servizio.

Personale T.A./A.V.
All'Aeronautica Militare è assegnato anche il compito di fornire i servizi di Assistenza al Volo per il traffico aereo civile e militare che opera sugli aeroporti militari e militari aperti al traffico aereo civile e negli spazi aerei di competenza.
Il personale dedicato al settore "Controllo del Traffico Aereo", viene selezionato principalmente tra gli Ufficiali del Ruolo delle Armi in Servizio Permanente e gli allievi Marescialli che accedono per concorso alla Scuola di Formazione Sottufficiali di Caserta.
L'iter formativo prevede il conseguimento di diverse qualifiche, al termine di altrettanti corsi di formazione professionale, e di varie abilitazioni che consentono al controllore militare di essere "certificato" per operare, nelle diverse posizioni operative, presso una Torre di Controllo, un Servizio di Avvicinamento, un Radar GCA, un Servizio di Coordinamento e Controllo dell'Aeronautica Militare.
La durata dell'iter formativo varia a seconda dei casi e dei diversi tipi di impiego ma è stato valutato che il tempo minimo che occorre per formare un Controllore militare del Traffico Aereo al massimo delle qualifiche e delle abilitazioni è di circa cinque anni.

Personale METEO
Per la formazione e qualificazione del proprio personale, destinato ad operare nelle Stazioni Meteorologiche, negli Uffici Meteorologici Aeroportuali e negli Enti meteorologici centrali, il Servizio Meteorologico dell'A.M. organizza e svolge sistematicamente, a vari livelli, per il tramite del Reparto Addestramento e Assistenza al Volo dell'Aeroporto di Pratica di Mare, i seguenti corsi:
- Corso Osservatori Meteo, che ha lo scopo di qualificare i Sottufficiali A.T.G. quali assistenti in grado di operare nelle stazioni meteorologiche dell'Aeronautica Militare.
- Corso Informatori Meteo, che ha lo scopo di qualificare il frequentatore quale operatore destinato ad essere impiegato presso gli Enti che forniscono il Servizio Informazioni Meteo in ambito aeroportuale.
- Corso Previsori Meteo Junior, che ha lo scopo di qualificare il frequentatore quale previsore destinato ad operare presso gli Uffici Meteorologici Aeroportuali.
- Corso di Specializzazione in Meteorologia Operativa, che si prefigge lo scopo di conferire ai frequentatori le cognizioni teoriche e pratiche di base per un loro impiego negli Enti meteorologici centrali e periferici del Servizio, sia nel campo operativo che in quello dello sviluppo.
- Corso di Specializzazione in Fisica dell'Atmosfera e Meteorologia, che si prefigge lo scopo di conferire ai frequentatori le cognizioni teoriche e pratiche di base per un loro impiego negli Enti meteorologici centrali , sia nel campo operativo che in quello della ricerca e dello sviluppo.

6.1.4 Carabinieri
6.1.4.1 Ufficiali
Tutti gli Ufficiali dell'Arma, a prescindere dal ruolo di appartenenza frequentano, per la loro formazione ed i successivi aggiornamenti, la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma.
I corsi di formazione comprendono:
- il biennio di Applicazione ed il terzo anno di Perfezionamento per gli Ufficiali del ruolo normale provenienti dall'Accademia Militare di Modena che, al termine del quinquennio, conseguono la laurea in giurisprudenza. In attuazione della recente riforma universitaria ed a seguito di convenzioni stipulate con l'Università di Modena- Reggio Emilia e con l'Ateneo di Roma Tor Vergata, conseguiranno la laurea di primo livello in Scienze Giuridiche, al termine del triennio Accademia - primo anno di Applicazione, e quella specialistica in Giurisprudenza, a conclusione del quinquennio formativo;
- corsi annuali calibrati sulle specifiche necessità di qualificazione professionale per gli Ufficiali del ruolo speciale (Corso Applicativo) e di quello tecnico-logistico (Corso Formativo per Ufficiali del R.T.L.), provenienti i primi dagli Ufficiali di complemento e dai Marescialli dell'Arma, i secondi dai vincitori dell'apposito concorso;
- il Corso Tecnico-Professionale, di durata bimestrale, destinato agli Ufficiali di complemento in servizio di prima nomina, provenienti dalle Scuole dell'Esercito.
Altri corsi, a carattere non continuativo, vengono attivati per specifiche e contingenti esigenze, quale sarà nel 2002 quella del previsto transito di Ufficiali delle altre FF.AA. nel neo-costituito ruolo tecnico-logistico.
Agli Ufficiali del ruolo normale è, altresì, destinato il Corso d'Istituto per i Capitani prossimi alla promozione al grado superiore. Si tratta di un corso di qualificazione di particolare valenza, il cui iter addestrativo è stato recentemente rivisto per valorizzare ulteriormente gli insegnamenti di carattere tecnico-professionale necessari per svolgere con autonomia le funzioni del grado superiore, facendo ricorso ad una didattica per moduli interdisciplinari ed a criteri e procedure tipo "full-immersion" e per corrispondenza. In successione al Corso d'Istituto, i Capitani svolgono un corso di perfezionamento, al termine del quale conseguono un "master" universitario di secondo livello, acquisendo un insieme di conoscenze e di competenze metodologiche, tecniche e manageriali tese a consentire loro di operare con successo nelle strutture istituzionali ed in ambito interforze negli incarichi dirigenziali e di staff, cui saranno destinati, e di prepararsi alle successive selezioni per l'ammissione al Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze, in ambito militare, o a quelli di alta formazione per Ufficiali/Funzionari delle Forze di Polizia.
Altri corsi di minore durata sono destinati agli Ufficiali prossimi ad assumere comandi di particolare valenza professionale, quali, ad esempio, il Comando Provinciale ed i Comandi di Compagnia territoriale.
Presso la Scuola Ufficiali, recentemente individuata quale "Centro per lo sviluppo delle dottrine e la formazione del personale", si tengono, inoltre, conferenze e seminari per l'approfondimento di specifici argomenti e di problematiche emergenti, promossi dal Comando Generale e dalla stessa Scuola, che si avvale delle prestigiose cattedre di "Tecnica Professionale", "Tecniche Investigative", "Operazioni di Mantenimento della Pace ed Arte Militare", "Diritto Militare" ed "Informatica", inserite nell'Istituto di Studi Professionali e Giuridico-Militari.
La Scuola Ufficiali cura, inoltre, la redazione della rivista trimestrale "Rassegna dell'Arma dei Carabinieri", che tratta argomenti di carattere militare, giuridico, storico, economico e sociale per l'aggiornamento di tutto il personale dell'Arma e pubblica monografie di approfondimento di specifiche tematiche d'interesse professionale.

6.1.4.2 Marescialli e Brigadieri
La Scuola ha sede a Firenze e Reggimenti dipendenti nella stessa città ed a Velletri (destinati ai Marescialli) e Vicenza (destinato ai Brigadieri). Essa cura la formazione di base e l'aggiornamento nel corso della carriera dei Marescialli del ruolo ispettori e dei Brigadieri del ruolo sovrintendenti dell'Arma, oltre che la qualificazione dei militari dei medesimi ruoli in funzione di avanzamenti di carriera e dell'assunzione d'incarichi di particolare rilevanza istituzionale (quale, ad esempio, il Comando di Stazione). Presso i Reggimenti della Scuola sono inoltre svolti numerosi corsi di specializzazione.
Gli Allievi Marescialli frequentatori dei corsi formativi biennali di Velletri (1° anno) e Firenze (2° anno), che ora conseguono il diploma universitario in "Scienze criminologiche applicate", con l'attuazione della riforma universitaria e la conseguente soppressione del predetto titolo accademico, matureranno, comunque, i corrispondenti crediti formativi universitari, utili ai fini del conseguimento della laurea di primo livello.

6.1.4.3 Allievi Carabinieri
Le Scuole provvedono alla formazione militare e tecnico-professionale dei giovani che si arruolano nell'Arma per diventare Carabinieri.
La Scuola Allievi Carabinieri di Roma, destinata a formare i Carabinieri effettivi, ha alle dipendenze i Battaglioni Allievi di Roma, Campobasso ed Iglesias.
Dalle Scuole Allievi di Torino e Benevento, destinate a formare i Carabinieri ausiliari, dipendono, rispettivamente, i Battaglioni Allievi di Torino e Fossano e quelli di Benevento e Reggio Calabria. L'iter formativo si sviluppa in undici mesi di corso per i Carabinieri effettivi (cinque per i provenienti dai Carabinieri ausiliari) e tre mesi di corso per i Carabinieri ausiliari. Lo specifico addestramento prevede:
- l'istruzione militare, necessaria per l'assolvimento dei relativi compiti e delle specifiche funzioni;
- l'istruzione tecnico-professionale, che è il presupposto basilare perché il personale sia qualificato a svolgere con successo e con alto rendimento i complessi compiti istituzionali devoluti;
- l'affinamento delle facoltà intellettuali, teso allo sviluppo delle capacità di valutazione delle situazioni e dello spirito d'iniziativa;
- l'educazione fisica, per preparare gli uomini all'azione, rendendoli capaci di fronteggiare tutte le situazioni ove è richiesta vigoria fisica e risoluta decisione.
Allo scopo di conferire all'azione didattica una più accentuata dimensione pratica, sono state istituite, presso le varie Scuole, apposite sessioni di studio per l'approfondimento di problematiche tecnico-professionali, attraverso l'esposizione di casi reali, nonché la predisposizione di simulazioni. Tale ultima funzione addestrativa è stata affidata a qualificati comandanti di Compagnia e di Stazione, selezionati in ambito nazionale in base a qualità personali e pregresse esperienze professionali al fine di garantire un legame diretto con la realtà operativa. L'attività, che completa le esperienze acquisite nel corso dei tirocini pratico-applicativi svolti ai vari livelli, ha consentito, altresì, di creare un team di esperti, recependo in sostanza la figura del comandante-docente, impiegabile per ristretti periodi di tempo e, a ragion veduta, nel settore della formazione.
Tra i reparti deputati alla formazione specialistica del personale dell'Arma sono, inoltre, da menzionare:
- il Centro Addestrativo della neo costituita 2^ Brigata Mobile, con sede a Livorno, che si occupa dell'addestramento di base e di amalgama del personale e dei reparti destinati a svolgere missioni internazionali di PSO e, in particolare, delle unità dei Carabinieri operanti nelle Multinational Specialized Unit (MSU);
- il Centro di Perfezionamento al Tiro, con sede a Roma, che dispone di poligoni ed apparecchiature per la simulazione delle situazioni d'intervento operativo ed effettua studi e sperimentazioni sul materiale d'armamento e di equipaggiamento e sulle tecniche d'intervento, nonché corsi per istruttori di tiro e per tiratori scelti anche a favore delle altre Forze Armate;
- il Centro di Addestramento Alpino, con sede a Selva di Val Gardena (Bolzano), che cura la formazione degli sciatori, rocciatori, addetti al soccorso alpino, squadre antivalanghe, nonché la preparazione dei militari facenti parte della Sezione Sport Invernali che rappresentano l'Arma in occasione di competizioni sportive;
- il Centro di Addestramento Specializzati per la Telematica di Velletri, che provvede alla formazione degli specialisti ed allo svolgimento di corsi di aggiornamento in materia.
Ulteriori attività di formazione specialistica vengono svolte presso le unità "specializzate" dell'Arma che dispongono di risorse dedicate anche al soddisfacimento delle particolari esigenze.
Sono, inoltre, da segnalare le numerose attività svolte, anche in collaborazione con strutture universitarie ed istituti esterni operanti nel settore, finalizzate alla qualificazione del personale sotto il profilo linguistico, per fare fronte alle esigenze derivanti dall'intensificazione dei rapporti con le Forze Armate e di Polizia straniere ed allo sviluppo della dimensione internazionale dell'Arma, connessi alla partecipazione alle missioni di pace. A testimonianza dell'entità delle risorse devolute nello specifico settore, va evidenziato che, nell'ultimo biennio, circa 5.000 militari dell'Arma, di ogni grado, sono stati interessati alla frequenza di corsi linguistici o hanno partecipato ad accertamenti per la verifica del livello di conoscenza posseduto.
Il massimo impulso viene dato allo studio della lingua inglese ed alle cosiddette lingue "rare" per soddisfare le pressanti esigenze operative imposte dall'immigrazione e dalla globalizzazione della minaccia terroristica e della criminalità organizzata.
Grande importanza è, infine, conferita all'insegnamento dell'informatica applicata che è stato inserito in tutti i corsi di formazione e di aggiornamento del personale dell'Arma: dal 2001, gli Ufficiali, i Marescialli ed i Carabinieri in uscita dai corsi formativi conseguono la "patente europea" di informatica e l'abilitazione alla consultazione ed all'aggiornamento degli schedari di polizia.

6.1.4.4 Attività addestrativa per i reparti destinati a compiti militari
I Reparti Carabinieri destinati a compiti militari devono poter assolvere contemporaneamente diverse funzioni, esprimendo un elevato grado di flessibilità e quindi dispositivi di forza da calibrare in base al tipo ed alla fase della missione, al livello di conflittualità militare e sociale ed alle differenti situazioni contingenti dell'OSP (Ordine e Sicurezza Pubblica), sia all'estero che in Patria.
Le Unità devono essere in grado di fornire "complessi di forza" modulari, in grado di svolgere funzioni:
- "combat" nelle PSO (Peace Support Operations) e/o conflitti a bassa intensità:

  • come forze militari "leggere" con compiti di osservazione (posti di osservazione ed allarme), vigilanza e controllo del territorio, interposizione, check-point (posti di controllo), protezione di campi profughi, scorte a convogli, pattugliamento, difesa di itinerari, interventi in aree a bassa visibilità o scarsa percorribilità (abitate, boschive, montuose, collinari etc.), HUMINT (Human Intelligence) e recupero di connazionali all'estero;
  • come forze speciali con capacità SWAT ("Special Weapons and Tactics Team") per interventi risolutivi (liberazione di ostaggi, recupero di connazionali) ovvero per la sicurezza, la difesa temporanea e lo sgombero di personale da sedi diplomatiche e consolari all'estero;
  • come forze di polizia deputate all'espletamento di compiti di polizia militare all'interno delle unità delle FF.AA. nazionali e/o in organismi e reparti multinazionali, polizia civile a favore delle popolazioni locali nei termini previsti dagli accordi e mandati internazionali ed addestramento, sostegno e supporto alle polizie locali;

- di mantenimento dell'OSP ed in particolare di controllo ed intervento sul territorio nazionale per la prevenzione ed il contrasto di particolari fenomeni criminali, nel quadro della salvaguardia delle libere istituzioni, integrando e rafforzando l'azione delle unità territoriali;
· addestrative a favore dei propri reparti e delle unità CC destinate alle operazioni all'estero e/o appartenenti ad altre organizzazioni dell'Arma o anche di altre FF. AA. nazionali in settori specializzati (scorte/antisommossa, etc.);
- di difesa dell'integrità del territorio italiano e collettiva della NATO, nel quadro di operazioni combinate interforze.

L'attività addestrativa viene svolta dal Centro Addestramento Unità Mobili e dai Reparti Addestramento dei vari Reggimenti a favore del personale delle Unità dipendenti, ma anche di quello proveniente da altri reparti dell'Arma, destinato alle operazioni fuori area e/o a compiti particolari, ovvero di quello di altre FF.AA. e di Polizia nazionali e straniere.
In particolare i militari dell'Arma, volontari per l'impiego all'estero e già selezionati secondo criteri stabiliti dal Comando Generale, costituiscono il bacino di alimentazione per i reparti CC all'estero solo dopo aver svolto un periodo di addestramento propedeutico a queste missioni presso il citato Centro Addestramento.
L'attività didattica viene incentrata sull'addestramento al combattimento e sulle tecniche antisommossa, insistendo in particolare sugli aspetti militari e di ordine pubblico - che appaiono basilari ed indispensabili non solo per l'efficienza dei reparti, ma anche per la sicurezza del personale - non trascurando comunque l'attività HUMINT (Human Intelligence), la polizia militare ed il diritto umanitario.
In sintesi:
- l'addestramento di base e di specializzazione per le operazioni di supporto alla pace viene svolto in modo unitario e coerente per tutti dal Centro Addestramento Unità Mobili, con il supporto del Reparto Addestramento del 1° Rgt. CC par. per la parte militare e speciale;
- l'addestramento di mantenimento del personale dipendente dai Rgt. e quello di aggiornamento e di amalgama per i militari dell'Arma provenienti da altri reparti da reimpiegare all'estero, con i Reparti Addestramento dei Reggimenti.

Al fine di conferire elevata operatività, nel contesto delle alleanze in cui è inserito il Paese, sono svolti con cadenza annuale specifici cicli addestrativi presso le Scuole Militari di OBERAMMERGAU e PFLLENDORF (D), diretti, rispettivamente, ad esaltare la preparazione dei quadri e del personale non dirigente inseriti negli Stati Maggiori Alleati e nelle unità preposte alla capacità SWAT per interventi risolutivi, ovvero per la sicurezza, la difesa temporanea e lo sgombero di personale presso le sedi diplomatiche all'estero.
Analogo impulso viene dato all'addestramento al tiro che viene svolto attraverso le fasi:
- propedeutico: presso poligoni di tiro ridotti;
- militare: inteso come addestramento al combattimento;
- d'emergenza: volto a realizzare la tecnica dell'impiego estemporaneo delle armi individuali.
Nella circostanza occorre evidenziare la carenza dei poligoni militari a cielo chiuso o aperto e di aree addestrative attrezzate che condiziona, talvolta, l'effettuazione delle esercitazioni a fuoco per incrementare l'addestramento individuale, di team e la capacità di comando e coordinamento da parte dei Comandanti.
Allo scopo di garantire il mantenimento di elevati standard di efficienza, viene svolto, infine, un intenso ciclo di addestramento mediante il sistema interattivo al tiro F.A.T.S. (Firearms Training Systems), che costituisce uno strumento efficace per perfezionare ed integrare il grado di preparazione dei militari sotto tutti i molteplici aspetti connessi con l'uso delle armi, nelle diversificate situazioni operative simulate.


6.1.5 Poligoni, aree addestrative e simulatori
6.1.5.1 Gestiti dall'Esercito
L'attività addestrativa in Italia è purtroppo penalizzata dalla carenza di aree addestrative.
L'Esercito dispone attualmente di 250 strutture per l'addestramento, tra poligoni di tiro ed aree addestrative, variamente distribuite su tutto il territorio nazionale.
Tale organizzazione, pur se da tempo consolidata, non risulta più attagliata alle attuali esigenze addestrative, derivanti dal processo di professionalizzazione della Forza Armata, dai nuovi scenari d'impiego e dall'evoluzione dei sistemi d'arma impiegati.
Infatti, a fronte di un elevato numero di strutture, sussiste una carenza di poligoni ed aree addestrative nazionali dotate di potenzialità (in termini di dimensioni, attrezzature di simulazione, possibilità alloggiative, ecc.) che consentano lo svolgimento di esercitazioni "joint e/o combined" e a partiti contrapposti, attività divenute basilari per la preparazione di Comandi ed unità realmente impiegate in operazioni.
In tale contesto, la Forza Armata ha definito un progetto, attualmente in fase di attuazione, che, in sintesi, è finalizzato al conseguimento dei seguenti obiettivi principali:
- riduzione del numero delle strutture non adeguate alle esigenze dell'Esercito, con indubbi riflessi positivi sia sull'ottimizzazione delle risorse disponibili sia sull'impatto ambientale delle attività addestrative;
- razionalizzazione organizzativa del settore, attraverso la ripartizione delle strutture in 3 livelli funzionali (rispettivamente per l'addestramento di base, per l'addestramento tematico-pluritematico e per la valutazione/validazione di Comandi e unità) e l'adozione di un efficace modello gestionale, che prevede di svincolare le unità operative dalla gestione infrastrutturale dei poligoni (responsabilità progressivamente assegnata all'Ispettorato per le Infrastrutture);
- realizzazione di una specifica organizzazione per la preparazione, la valutazione e la validazione delle unità e dei Comandi, basata sullo spiccato uso della simulazione e articolata su:

  • 2 Centri di simulazione, rispettivamente presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia (per Comandi a livello Brigata) e la Scuola di Fanteria di Cesano (per il Comandi a livello reggimento);
  • 3 Centri di addestramento al combattimento, rispettivamente presso i poligoni di Capo Teulada (per le unità "pesanti"), di Monteromano (per le unità "leggere") e Torre Veneri (per la formazione degli equipaggi blindati e corazzati).

Impiego della simulazione
La Forza Armata ha ormai da tempo avviato un intenso programma finalizzato sia a conseguire un allineamento con la "policy" NATO nello specifico settore sia ad incrementare l'uso della simulazione nei vari settori addestrativi.
Di seguito, è riportato un punto di situazione di quanto in atto e delle prospettive a breve-medio termine nello specifico settore.

Simulatori di 1° livello (per l'addestramento individuale e di equipaggio)
Sono disponibili simulatori per l'addestramento:
- al tiro con le armi portatili e con le armi c/c (MILAN, TOW, Folgore e Panzerfaust);
- al volo e alla condotta "di missione" per i piloti di elicotteri (per velivoli AB 205 e AS 129) e al mantenimento per gli specialisti (per il velivolo A 129);
- funzionale degli equipaggi dei carri ARIETE, LEOPARD 1A5 e delle blindo CENTAURO;
- alla condotta "di missione" per l'equipaggio del carro ARIETE e della blindo CENTAURO 8x8 AFV;
- funzionale degli operatori e dei controllori del fuoco per sistemi c/a (HAWK, SKYGUARD, STINGER e SIDAM).

Sono in fase di approvvigionamento simulatori per l'addestramento:
- al pilotaggio, all'attività "di torretta" e alla condotta "di missione" per gli equipaggi del carro ARIETE e della blindo CENTAURO 8x8 AFV (introduzione nel 2005);
- al pilotaggio, all'attività "di torretta" e alla condotta "di missione" per gli equipaggi dell'APC DARDO e del VBC 8x8 AFV (introduzione nel 2008).

Simulatori di 2° livello (per l'addestramento di reparto a livello plotone/compagnia)
Sono disponibili varie tipologie di sistemi multipli di simulazione integrata a raggi laser, che consentono di far interagire complessi di forze di varia entità e natura, con il riporto immediato degli effetti del fuoco.
In particolare, la Forza Armata ha da poco acquisito un sistema (SAAB BT 46) che consente anche di gestire le attività in maniera centralizzata, attraverso un modulo di controllo che può essere permanente (in struttura fissa) e mobile (pertanto utilizzabile in qualsiasi poligono).
Tale sistema, attualmente distribuito alla Scuola di Cavalleria di Lecce e ai Reggimenti di Cavalleria di linea e Carristi (nella versione senza il modulo di controllo), costituirà uno dei sistemi di base nella realizzazione dei Centri di addestramento al combattimento.

Simulatori di 3° livello (per l'addestramento dei Comandi e degli staff)
Si tratta dei sistemi di simulazione più complessi, in quanto devono consentire di svolgere l'addestramento e/o la valutazione dei PC di B. e di rgt., attraverso la condotta di attività in tempo reale (con la creazione di situazioni impreviste e la simulazione di eventi) e la possibilità di applicare le procedure standardizzate di C4I.
In questo settore, la Forza Armata sta acquisendo un sistema tedesco (interfacciabile con il SIACCON), già positivamente sperimentato nell'ambito di 2 esercitazioni a livello reggimento e Brigata, che costituirà l'"anima" dei Centri di simulazione di Civitavecchia e di Cesano.

Poligono e aree addestrative dell'Esercito (File Pdf 2.729 Kb)

Poligoni di tiro Interforze (File Pdf 408 Kb)

Poligoni in galleria (*) (File Pdf 408 Kb)

Poligoni in galleria di prossima realizzazione (File Pdf 408 Kb)

Principali aree addestrative dell'Esercito (File Pdf 1.360 Kb)

Alcune delle strutture sopraindicate sono utilizzate anche dalla Marina Militare e dall'Aeronautica Militare, tra cui le più importanti sono Capo Teulada, Monteromano, Carpegna, Torre Veneri e Cellina Meduna.

Attivita' svolte nelle strutture addestrative
La Forza Armata utilizza i propri poligoni ed aree addestrative per svolgere le seguenti attività:
- lancio della bomba a mano ed impiego di esplosivi;
- addestramento al tiro con armamento individuale e di reparto;
- esercitazioni di tiro con mortai, artiglierie e sistemi d'arma c/c e c/a;
- addestramenti ed esercitazioni "in bianco" e "a fuoco" a livello squadra, plotone, complesso minore e gruppo tattico omogenei e misti;
- esercitazioni finalizzate alla valutazione e validazione dei Comandi e delle unità ai vari livelli ordinativi (dal plotone al gruppo tattico).

Condizionamenti all'utilizzazione delle strutture
L'utilizzazione delle sopraindicate strutture, soprattutto quelle di maggiori dimensioni e potenzialità addestrative, è talvolta limitata da alcuni condizionamenti di carattere ambientale, che si estrinsecano sostanzialmente in:
- periodi di sospensione delle attività per esigenze socio-economiche locali (periodi di pesca, stagioni turistiche, ecc.);
- istituzione di aree naturalistiche protette (parchi, oasi, ecc.) in zone che insistono parzialmente o completamente sulle strutture militari;
- vicinanza delle strutture addestrative a centri abitati che, rispetto agli anni in cui sono stati istituiti i poligoni, hanno assunto dimensioni completamente differenti.

Provvedimenti adottati dall'Esercito
Per poter ovviare alle problematiche sopraindicate, la Forza Armata ha:
- attivato un programma di utilizzazione di poligoni addestrativi all'estero;
- elaborato ed avviato uno specifico progetto per la riorganizzazione del settore.

Utilizzazione dei poligoni all'estero
La Forza Armata, a partire dal 1997, ha avviato uno specifico programma finalizzato a garantirsi la disponibilità di una serie di poligoni all'estero che consentissero ai Comandi e alle unità di:
- di perfezionare le capacità di proiezione delle forze, mediante l'impiego di un'organizzazione multimodale;
- sviluppare attività addestrative, anche complesse, in contesti "joint e combined" ed in scenari sia WAR che CRO;
- di effettuare esercitazioni di valutazione e validazione delle capacità operative.
In tale contesto, attraverso la stipula di specifici MOU, l'Esercito ha attualmente la possibilità di utilizzare le seguenti strutture:
- Varpalota (Ungheria)
- Pabrade (Lituania)
- Smardan (Romania);
- Drawsko e Ustka (Polonia)
- Koren (Bulgaria);
- Cap Serrat (Tunisia);
- El Hamman (Egitto);
- Vidsel (Svezia);
- Yavoriv (Ucraina)
In particolare, nel corso del 2001 sono stati utilizzati i poligoni di Pabrade, Varpalota, Ustka, Drawsko, Koren e Cap Serrat.

6.1.5.2 Gestiti dalla Marina Militare

Poligoni gestiti dalla Marina (File Pdf 413 Kb)

Aree addestrative a terra gestite dalla Marina (File Pdf 203 Kb)


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Pagina pubblicata il 06-03-2011